Alex Fakso: Fast or Die

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Inaugurazione martedì 7 Giugno ore 18.30
Fino al 15 Luglio 2011

Il tema della sicurezza è uno dei principali argomenti della politica contemporanea. Il controllo e la sorveglianza dei sistemi infrastrutturali sono obiettivi fondamentali da raggiungere. La minaccia terroristica ha generato un monitoraggio ossessivo che dal ciglio stradale affonda l’occhio delle telecamere a circuito chiuso nel sottosuolo, dove i treni affollati corrono i rischi maggiori.
If you see something, say something recita l’avviso più ricorrente nella metropolitana di New York City: un sollecito a vigilare rivolto alla gente comune, che dopo gli attacchi di inizio millennio a treni e metropolitane sembra condannata a vivere nell’ansia.

La ricerca di Alex Fakso testimonia un sistema fragile e valicabile, in un’epoca dove tutto sembra sotto controllo. Ogni giorno, infatti, decine di adolescenti disgregano il concetto di sicurezza sotto forma di molteplici tag, da mezzo secolo dipinte sui vagoni.

In Fast or Die, il diaframma si stringe sul microcosmo della rete sotterranea. Non solo il termine underground torna a puntualizzare un aspetto marginale e trasgressivo delle giovani generazioni, ma in questo caso la parola coincide col campo d’azione. Negli scenari di Mosca, Tokyo, Londra e delle principali aree metropolitane, Alex Fakso ritrae le incursioni dei writer alternandole alla quotidianità di chi frequenta le subway solo per spostarsi.
Ma il lavoro di Alex Fakso va oltre la semplice documentazione e diventa un gesto parallelo a quello del writer; la preparazione, l’ingresso furtivo, l’attesa, l’azione e il completamento dell’atto fanno parte di una routine comune. Chi dipinge la condivide con il fotografo come se fosse complice della riuscita dell’opera. Per questa ragione gli scatti di Alex Fakso sono un arricchimento: documentano la disciplina estrema e sfuggente dei graffiti, ma soprattutto sottolineano come l’opera finale a volte è marginale rispetto all’esperienza stessa. Una performance individuale e radicale che solo pochi possono condividere, solo pochi riescono a ritrarre.

Andrea Caputo

Galleria Patricia Armocida
Via Bazzini 17 – 20131 Milano

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