Appello Urban-Code

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Rilancio e condivido, ma visto che si è fatto 30… forse bisognerebbe spiegare l’appello con chiarezza anche a coloro che non hanno gli strumenti per captare tutte le tracce in background.

Con questa edizione del Meeting of Styles Italy 2011, proponiamo a tutta la “scena”, tutti coloro che sono invitati a partecipare all’evento, tutte le associazioni che si occupano di graffiti writing, tutte le realtà e le soggettività che si sentono vicine a questo “movimento” il seguente appello, che alla luce del crescente livello di ambiguità vuole porre una lettura etica di ciò che le pratiche del graffiti writing rappresentano e hanno rappresentato per tutti noi.

E’ evidente quanto oggi il writing viva uno status di grande ambiguità, da una parte Governo e molte amministrazioni cittadine implementano i dispositivi repressivi, dall’ altra il writing diviene a pieno titolo parte del panorama artistico istituzionale.
Il graffiti writing e’ preso in una forbice dove una lama rappresenta la criminalizzazione e l’altra l’istituzionalizzazione totale, ovvero il tentativo di porre fine ad ogni intento di “rottura” che è insito da sempre nel writing stesso: partendo dalle basse forme di mercificazione, fino alle ultime vere e proprie strumentalizzazioni politiche.

Urban Code sente la necessità di praticare il writing e di organizzare eventi che promuovano la reale natura di questo “movimento”, tentando di rinnovare la pratica conflittuale dei primi writers, dentro ad una dinamica di conflitto aperto che si pone anche il problema di rovesciare i dispositivi di cattura contemporanea.

Crediamo che si tratti di organizzare una resistenza che si contrapponga con decisione a questa opinione comune sul writing, per imporne invece (metro per metro, in ogni città, vagone dopo vagone) un senso del movimento come bene comune.
Si tratta nuovamente di riprenderci ciò che è nostro, di tornare a esercitare in libertà la trasformazione dell’immaginario delle città, bypassando questo mercato, mettendo a valore le nostre conquiste per finanziare i nostri spazi e le nostre iniziative.

Ancora una volta, in definitiva, si tratta di accettare una sfida.

Abbiamo a cuore parlare a nome di chi vive realmente la scena e di chi si sforza di comprendere il portato culturale, “artistico” e di rottura: dai treni ai muri e oltre nelle mille declinazioni di questo linguaggio. Da decenni il writing parla di stili e lettere, ma allo stesso tempo di spontaneità, illegalità, rischio personale, rivendicazione degli spazi e auto determinazione.

Invitiamo tutti coloro che parteciperanno al Meeting of Styles 2011, i writers, le crew, i gruppi e le associazioni a sottoscrivere questo appello, a condividerlo, a prendere una posizione.

Urban-Code.

 

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