Bologna diabolica: nel segno del diavolo!

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Temo seriamente che qualche cittadino bolognese abbia bisogno di supporto psicologico…

Telecamere anti writers in piazza Aldrovandi. Nuovi segni hanno imbrattato portici e baracchine. L'Ascom: "Pronto un progetto per controllare tutta la zona"

Source: Il Resto del Carlino – by Emanuela Astolfi

È la controffensiva dell’Ascom per combattere i graffiti. Prevede l’installazione di telecamere di videosorveglianza sotto i portici e, per chi lo vorrà, nei negozi. L’occhio del ‘grande fratello’ vigilerà sulla piazza dopo che, nella notte tra mercoledì e giovedì, i writers hanno colpito di nuovo. Sotto i portici, ma anche sui chioschi, sui furgoncini parcheggiati e all’angolo con via Armando Quadri. Stavolta compare ripetutamente un numero: nove. Per l’esattezza ‘999’. Con una freccia. Tra i commercianti c’è anche chi azzarda e traccia l’identikit della persona che si cela dietro quella cifra. «Avrà tra i 30 e i 40 anni, i ventenni non sanno che 999 ribaltato corrisponde a 666: il numero del diavolo», dice Andrea Poluzzi negoziante che fa parte dell’associazione ‘Orgoglio Bolognese’.

È stato lui il primo ad accorgersi dei segni. «Stanotte (ieri, ndr) sono passato qui alle 4 — aggiunge Poluzzi che ha un panificio — e non c’era nulla. Poi alle 5,30 ho trovato i graffiti. Li hanno fatti in quell’ora e mezza. E sono tag precisi».

ADESSO scatta la caccia, «Con l’aiuto di un hacker — aggiunge — cercheremo di incastare il responsabile nella rete, dove avrà di sicuro lasciato tracce del suo operato». La piazza è stata già pulita tre volte. «E lo faremo di nuovo — tuona Giancarlo Tonelli, direttore dell’Ascom —, sempre con il consorzio Cires, ma stavolta non sarà tutto».

L’Ascom, quindi, non si ferma a una passata di vernice per coprire i segni dell’inciviltà. E oggi presenterà ‘Negozi sicuri’. «D’intesa con il presidente Enrico Postacchini — prosegue Tonelli —, abbiamo messo a punto un progetto che prevede l’installazione di telecamere di videosorveglianza all’esterno e all’interno (per i negozianti che lo vorranno, ndr)». I tempi sono stretti. Lo studio della zona e dei punti in cui installare le telecamere partirà martedì. «Entro fine mese — aggiunge Tonelli — il portico di piazza Aldrovandi e le baracchine saranno sotto controllo». Dalle immagini si cercherà di risalire ai vandali. Anche se l’auspicio è che l’occhio elettronico si trasformi in deterrente. «Siamo tanto irritati quanto decisi ad andare fino alla fine», aggiunge il direttore di Ascom.
TONELLI è categorico: «Dopo quello che è successo stanotte (ieri, ndr) il presidio su piazza Aldrovandi continua e sarà rinforzato». Il numero di telecamere da piazzare sarà stabilito solo dopo l’analisi della zona che partirà la prossima settimana. «Ho già pulito il furgone tre volte, adesso basta. Servono maggiori controlli durante la notte», dice Siddik Bepari. Da nove anni gestisce un chiosco di frutta in piazza Aldrovandi e di tasca sua ha più volte riverniciato il mezzo. C’è anche chi «ha visto cambiare il volto della piazza negli anni» e adesso chiede interventi mirati contro i graffiti. «Lavoriamo qui dall’88, quando i chioschi erano ancora di legno — dicono Marco Primerano e Lorenza Anselmo —. Prima i graffiti erano uno sopra all’altro: uno spettacolo indecente. Dopo la pulizia, c’è stato un calo forte ma adesso ecco che hanno risporcato di nuovo».

 Fabiano Di Berardino, del bar ‘Gli illusi’, suggerisce di «destinare uno spazio» ai writers. «Così — aggiunge — possono sfogarsi lì. Il fenomeno delle tag, che vediamo qui in piazza Aldrovandi, è dettato dalla voglia che hanno di lasciare un segno. E devono farlo velocemente». Per non essere scoperti. Quattro di loro, che seminavano tag in città, sono stati scoperti e denunciati. «Ci costituiremo parte civile — conclude Tonelli — e agiremo per chiedere il risarcimento dei danni subiti».

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