Bologna: graffiti, è tutto come prima

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Source: La Repubblica – 15.1.2010 – di Silvia Bignami

Quattro edifici ripuliti e stop
Il vicesindaco Merighi: “La velocità sacrificata ai tempi della Soprintendenza”

Doveva concludersi a Natale, e invece non è ancora partito. Il piano anti-graffiti, delibera numero uno della giunta Delbono, resta al palo. Fermo ai cantieri “pilota”. Quattro edifici “ripuliti” in quasi quattro mesi. «Abbiamo sacrificato la velocità ai tempi della Soprintendenza» ammette il vicesindaco Claudio Merighi, che promette il via alle operazioni di pulitura di 425 muri e di 100 numeri civici sul percorso del Museo della Città a febbraio. E sta «studiando» come trovare nuovi fondi del Comune da investire per incoraggiare i privati a pulire anche i loro edifici. Tempi sempre più lunghi per la manovra anti-writer da 200mila euro che doveva esaudire il desiderio espresso da Romano Prodi subito dopo l´elezione del sindaco: «E ora via i graffiti».

Il cammino resta in salita. Ieri una nota dell´amministrazione – intitolata «La città continua a ripulirsi» – faceva il punto sullo stato dell´arte: «Entro fine mese verranno assegnati i lavori alle aziende private. Poi si comincerà a pulire i muri lungo il percorso del Museo della Città». In pratica solo ai primi di febbraio si comincerà il lavoro vero, quello per la pulizia degli edifici del centro storico che Delbono a ottobre promise di riportare allo splendore «entro Natale». Costo totale dell´operazione: 175mila euro. Ma finora cosa è stato pulito? In pratica solo i quattro cantieri “pilota” gestiti dai tecnici della Soprintendenza, che hanno individuato le tecniche per la ripulitura degli edifici: Palazzo Pepoli Campogrande (sede dell´ente di Tutela dei Beni Artistici e Architettonici), l´Archiginnasio, il basamento del Nettuno, e un edificio Acer in periferia. «I tempi che sono stati necessari alla Soprintendenza vanno rispettati per quello che sono – allarga le braccia Merighi, vicesindaco con delega ai lavori pubblici – anche se questo significa tardare un po´. Credo comunque che sia un bene sacrificare la rapidità, se l´obiettivo è fare un lavoro migliore». In ogni caso, aggiunge, «entro febbraio apriremo i cantieri sugli edifici pubblici, che saranno molto più veloci dei cantieri sperimentali. Poi la Soprintendenza metterà a punto un manuale speciale per i privati che vogliano ripulire i loro muri senza danneggiarli, una sorta di percorso facilitato». Una fase ancora più difficile, «perché si tratta di coinvolgere i condomini nella riqualificazione della città», e che potrebbe rendere necessario anche l´impiego di nuove risorse pubbliche: «Se il Comune non fa da capofila nessuno si attiva».

Intanto i muri aspettano e i graffiti restano. «Se siamo in ritardo? Non ditelo a me, io non ho mai dato tempi per i cantieri pilota – è la replica della Soprintendente regionale i Beni Architettonici Carla Di Francesco (che pure parlò ad ottobre di «circa tre settimane») – Noi abbiamo dovuto studiare bene le tecniche per la cancellazione dei graffiti. Certo, se si fosse scelto di dare semplicemente una mano di tinta si faceva prima. Ma si faceva peggio».

Posted in Graffiti Writing, Graffiti, Politics & Laws Tagged with:

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

*