Brescia: infiltrati?

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Operazione TQS.
Wow, sembra una spy story. L'ennesima di un romanzo tristemente noto.

TQS Crew

Source: Bresciaoggi.it – 25.2.2011
Utilizzavano la rete per pubblicare fotografie e video in cui immortalavano le proprie firme cubitali «spruzzate» sulle facciate di edifici pubblici e privati del centro storico, ma proprio nella «rete» – quella della Polizia Locale di Brescia – sono rimasti a loro volta impigliati. Quattro giovani bresciani tra i 20 e i 21 anni, sono stati denunciati alla fine dello scorso anno per «imbrattamenti del centro storico», messi in atto tra il 2009 e il 2010. L'operazione, denominata TQS, proprio come la sigla Tequila's del gruppo a cui appartengono i quattro, «si è sviluppata attraverso ricerche tra i giovani che gravitano attorno all'istituto Leonardo con l'inserimento di poliziotti in borghese nella crew e un'attenta analisi di siti internet e social network dedicati alla passione "graffittara"», spiega il comandante della Locale di Brescia, Roberto Novelli.

Le ricerche degli imbrattatori seriali (risultati responsabili del deturpamento della caserma Goito, così come delle pareti ai civici 33 e 39 di corso Magenta, dei portici di piazzale Arnaldo e del cancello della facoltà di Economia, ma non solo) «hanno richiesto sei mesi di indagini condotte sul territorio e approdate poi sul web – racconta il vicesindaco Fabio Rolfi -. che hanno permesso di dare un volto e un nome agli autori di questi atti di vandalismo». Identificati e denunciati.
ORA IL COMUNE ha intenzione di costituirsi parte civile nel processo a loro carico per chiedere il risarcimento economico delle opere di ripulitura dei muri imbrattati.
Se da un lato la Loggia punta alla repressione dei graffiti illegali, dall'altra è pronta ad aprire ai writers l'opportunità di «esprimere il proprio estro artistico in luoghi concordati, per valorizzarne l'impatto visivo e colorare la città – annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici, Mario Labolani -. L'abbiamo già fatto con i muri che circondano il parco dei Poeti alla Badia e la scuola elementare Colombo e a breve estenderemo l'azione anche ai cavalcavia e ai sottopassi cittadini». Ma c'è di più.
«Il prossimo anno entreremo nelle scuole superiori per incontrare i ragazzi e spiegare loro le conseguenze degli imbrattamenti pubblici, incoraggiandoli invece a partecipare a bandi di concorso per abbellire le zone degradate della città – prosegue il vicesindaco Rolfi – . I writers devono capire che l'impunità di cui hanno goduto fino a oggi non rimarrà tale e, presto o tardi, la Polizia identificherà tutti i responsabili fino a portarli davanti al giudice. Come faranno, del resto, i quattro graffitari identificati che, in tribunale, dovranno confrontarsi con gli elementi probatori a loro carico raccolti dagli inquirenti».
Per Limone, Rerol, Ritmo e Vafer, questi gli pseudonimi usati dai quattro per firmare le proprie opere, è finito il tempo di «bearsi sui blog per essere riusciti a lasciare il loro marchio di fabbrica in luoghi sempre più difficili da raggiungere e in condizioni sempre più pericolose, come un cornicione o un cancello – aggiunge il comandante Novelli -. Le indagini proseguiranno senza sosta per individuare anche tutti gli altri membri di questa o quell'altra crew, nella speranza che simili gesti di inciviltà vadano via via esaurendosi per trasformarsi in percorsi di arte legale per abbellire e non deturpare la città». E.BEN.

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