Contrograffiti

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Quando mi trovo in queste situazioni percepisco sempre un certo effetto deja-vu. Tutto sembra lo stesso, già vissuto e già visto: parole già spese, magari non su questo suolo ma in migliaia di altre località nel mondo.

Ma veniamo a noi. Questa mattina si è celebrata la nascita di una nuova realtà italiana, l’ANAG, Associazione Nazionale Anti Graffiti. L’incontro portava il titolo ben preciso di Contrograffiti, un’indicazione che lascia subito intendere come in questa iniziativa non cia sia spazio per alcun tipo di dialogo.

Presenti il Sen. De Corato (Vice Sindaco di Milano, AN), Fabrizio De Pasquale (Consigliere Comunale) e il Sen. Vittorio Pessina (FI).

Quindi un ridotto pubblico di cittadini assenzienti, tanti giornalisti, tanti fotografi e 5 writers.

Merito dell’inziativa va riconosciuto a De Corato, che come al solito ha pronunciato parole di imbarazzante incapacità analitica: tra le meno offensive, ha sostenuto che da analisi condotte è risaputo che i writers sono tutti ragazzini tra i 16 ed i 18 anni, e che in grandi città estere i suoi stessi provvedimenti hanno causato l’eliminazione totale del problema.

Il meglio è stato raggiunto quando ha sostenuto che in Parlamento, fino ad ora, non si è riusciti ad ottenere molto a causa di un “ben noto partito” che essendosi sempre servito dei murales politici a fini particolari, ostruisce l’approvazione di norme più severe contro i writers.

Ma qual è il problema? Il problema sono essenzialmente le tag. Intorno alle firme ruota il malcontento e l’ira popolare. Il Writing inteso come produzione artistica (leggi: pezzi) è percepito come un fenomeno secondario generato dalle tag di cui si può anche arrivare, in taluni casi, ad ammettere un qualche interesse. Ma è e resta un fenomeno derivato e minoritario e come tale non passibile di investimenti (leggi: trattative) politici.

L’intervento inziale è stato condotto dal Sen. Pessina, che ha subito chiarito lo scopo dell’associazione: 1) Creare un coordinamento nazionale della lotta ai graffiti 2) Inasprire al massimo le pene contro i writers. Si è apertamente parlato di carcere come misura necessaria e ineludibile. 3) Creazione di una vandal squad italiana, soprattutto a livello delle singole municipalità.

Pessina ha inzialmente considerato che visto la pesantezza dei provvedimenti in questione, riteneva giusto bilanciare l’eventuale nuova legge con l’assegnazione di appositi spazi pubblici per tutti coloro che vi fossero interessati.

Successivamente all’intervento di De Corato, che ne contestava l’utilità, ha ritrattato questo punto. De Corato infatti ha sostenuto che dall’esperienza (Brooklyn, diceva…) di altre amministrazioni si è desunto che la cosa non produce risultati utili.

De Corato, siamo in campagna elettorale, ha poi passato in rassegna quanto di buono ha ottenuto la sua amministrazione in questi anni di lotta.

Quindi ha terminato ribadendo la sua tesi e le priorità della neocostituita associazione: il problema graffiti è sconfiggibile attraverso nuove leggi. Ci vuole un gruppo di Polizia istruito alla lotta contro i writers e che di questo solo si occupi, affiancato da una magistratura attiva e sollecita al proposito. Ha citato il caso “vittorioso” di Como e dei writers arrestati dopo una serie di indagini e per quanto riguarda Milano ha citato il caso di Dumbo, che “tutta l’amministrazione comunale e le forze di polizia conoscono per nome e cognome” ma che con le leggi vigenti non si riesce a perseguire in modo efficace. Ha parlato di creazione di un archivio, di sorveglianza di luoghi, persone e siti internet.

Pessina ha terminato dicendo che ci sono 3 progetti di legge depositati in Parlamento ed ora unificati in uno, che spera di poter portare ad approvazione nella prossima legislatura, anche grazie alla nuova associazione.

Il pubblico si è sempre dimostrato deferente e nessuna voce discorde si è levata durante tutta la durata della conferenza.

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