Dieci carrozze ripulite ogni giorno

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Viaggio nell’officina di Milano Fiorenza
Source: Corriere – 24.12.2011

Cinquecento metri quadrati ogni ventiquattro ore. Una superficie pari a dieci carrozze. Uno sforzo quotidiano per cancellare disegni e scritte con la bomboletta spray che imbrattano i treni dei pendolari e scatenano le proteste dei passeggeri. Dal 2005 a oggi sono stati eliminati oltre un milione di metri quadrati di graffiti, pari a 250 campi da calcio, per una spesa di 12 milioni di euro, raid vandalici compresi. Al «capannone reflui», nella gigantesca officina, un centinaio di operai sono al lavoro giorno e notte, sette giorni su sette. I convogli entrano e sembrano tavolozze variopinte di vernice colorata, escono ripuliti e rimessi a nuovo. «Ma così non si può continuare. Il danno che subiamo ogni anno è enorme. Serve un giro di vite» dice Giuseppe Biesuz, ad di Trenord. «I writer che sporcano e imbrattano un treno non sono artisti, sono soltanto dei vandali. E in quanto tali andrebbero puniti». Se in questo primo capannone c’ è il lavaggio, nel successivo, il «capannone 2», c’ è il «cuore» del maxicentro di manutenzione di Milano Fiorenza, la più grande officina ferroviaria d’ Europa, che si estende su un’ area ampia come 70 campi da calcio. Inaugurata negli primi anni 90, sorge alle spalle della Fiera di Rho-Pero e conta 33 km di binari, 15 km di strade, una «popolazione» di 500 fra operai e tecnici che su tre turni riparano e ripuliscono i treni regionali che collegano una stazione all’ altra della Lombardia. «Fino a qualche anno fa – spiega Biesuz – qui venivano ospitati i Frecciarossa. Ora per quelli c’ è il centro di Napoli. Adesso ci prendiamo cura solo dei convogli dei pendolari. Stiamo facendo un grande investimento: abbiamo fatto assunzioni, introdotto i tre turni di lavoro, mentre fino a poco tempo fa l’ officina chiudeva a metà pomeriggio e se c’ era un guasto dalle 16 in avanti bisognava aspettare il giorno dopo per la riparazione». Eppure la via crucis dei guasti continua a fermare i treni e a scatenare rabbia e proteste dei pendolari. L’ ultimo caso mercoledì, con il regionale 20281 da Pavia a Stradella che si è bloccato a San Martino-Cava. «Purtroppo abbiamo ereditato treni vecchi, sottoposti a una scarsa manutenzione – fa notare Raffaele Cattaneo, assessore regionale ai trasporti -. Molti li abbiamo sostituiti, altri li abbiamo rimessi a nuovo». Un esempio? Alle 23.52, davanti al binario 5 del «capannone 2» sfila a passo di lumaca un Taf, in funzione dal 2000. «Questo convoglio è guasto – spiega Biesuz -. Tecnici e operai lavoreranno tutta notte, ma domani alle 6.13 sarà alla stazione di Porta Garibaldi diretto a Varese. In queste officine abbiamo rivoluzionato l’ organizzazione del lavoro e pian piano si cominceranno ad apprezzare i risultati. Certo che invece per fermare la mano di vandali e writer non possiamo pensare di farlo da soli, ci serve l’ aiuto delle istituzioni e delle forze dell’ ordine». Paolo Marelli

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