Francesco Barbieri: Hinterland, visioni liquide urbane

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Francesco Barbieri - Hinterland

Francesco Barbieri grazie alla sua ventennale attività ed alla infinita passione per dipingere è conosciuto in tutto il mondo ed è una vera e propria leggenda del writing italiano: writing, anche meglio conosciuto come “graffiti”, ovvero imprimere colori sulle superfici che la città mette a disposizione, un “caos ordinato”, lettere e disegni che vanno a interagire con le infrastrutture urbane in una specie di battaglia tra uomo e civiltà. Barbieri, con una selezione di opere su tela, porta in galleria tutto il suo straordinario background rimescolando le carte in maniera davvero unica, offrendo agli spettatori una collezione di opere allestite nel contesto straniante del Palazzo Pretorio di Vicopisano, uno degli edifici più rappresentativi dell’edilizia civile medioevale presenti in provincia di Pisa, che crea con i dipinti un gioco di contrapposizioni che esaltano le caratteristiche di entrambi. Ad un edificio quattrocentesco viene quindi affidata tutta la sua esperienza di artista urbano: nelle sue opere ci sono infatti le città e quindi palazzi, infrastrutture, mezzi pubblici, treni e soprattutto metro, il supporto che ha dato vita al graffitismo newyorchese negli anni 70; nei colpi di spatola e negli schizzi di colore c’è la velocità, elemento imprescindibile nel writing, disciplina che utilizzando come strumento la vernice spray, necessita di movimenti rapidi e ben calcolati; ci sono i colori, che però, anziché andare ad adornare le pareti di palazzi e treni, sono confinati nel cielo, quasi ad indicare che il colore ha una provenienza “divina”, che il dono del colore – che sembra aspettare di piovere su queste spettrali, abbozzate eppure puntigliosamente riprodotte città – provenga dalla sfera soprannaturale. Proprio questo contrasto, cui il contesto antico nel quale l’esposizione ha luogo fa da megafono, tra i cieli psichedelici e gli edifici neri, privati di ogni segno di vita, rende le città di Francesco ancora più cupe e disumanizzanti, richiamando in maniera assolutamente esplicita, la necessità di portare la vita, che i colori rappresentano, in queste distese di cemento e metallo che sono la nostra quotidianità.

Pietro Rivasi Socio e curatore presso D406 – Fedeli alla linea arte contemporanea, Modena Curatore e fondatore di Icone – festival internazionale di writing e street art
– inaugurazione venerdi 6 settembre, ore 19, Palazzo Pretorio di Vicopisano (PI)

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