Cano interview

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Chi sei?
Mi chiamo Caneda ma la gente mi conosce come Cano, ho 28 anni e vengo dal muretto di San Babila, Milano.

Quando e come hai iniziato ad interessarti al writing?
Ho iniziato a dipingere ne ’92-’93 quando facevo il liceo artistico. Ho cominciato a disegnare lettere
visto che i miei amici erano quasi tutti writer, anche se all’ inizio non mi interessava molto, per dircela non mi interessava neanche il disegno vero e proprio ma era la scuola più facile da finire, almeno così dicevano. Nelle materie artistiche ero un disastro, le mie tavole d’architettura erano tovaglie di una trattoria a menù fisso 10 euro, vino compreso, dopo il pranzo di un gruppo di muratori. Il prof. se la rideva, i miei amici se la ridevano e pure io me la ridevo; mia madre meno. Poi arrivarono le vacanze di pasqua e decisi che il giovane Neda quotato 9 nelle corse del lunedì voleva provare a disegnare lettere per strada. Feci un blocco a biancone e come nome usai: “stark”. Il più banale, scontato e insignificante, che ci fosse un mucchio di lettere messe insieme, seguito da un enorme freccia.
Quando lo feci vedere a Phobia e Monè dissero che non era ninete male e da li incominciai a dipingere con loro nelle strade e nelle yard.

La tua famiglia che cosa ne pensava?
Mia madre è la mia famiglia e conserva tutti i treni che gli ho dedicato (fate voi).

La 16 kappa è una delle crew milanesi più storiche e rappresentative della città, puoi parlarci dei suoi componenti e di come è avvenuto il vostro incontro?

Dopo aver dipinto per un pò con Phobia e Monè, che allora si facevano chiamare KGB, a una festa di writing in stazione centrale Monè ho conosciuto dei suoi vecchi amici, 2 ragazzi e una tipa: Tawa D, Krema e Debby X. Tawa era molto magro e tutto un brufolo, la debby era così magra che non so come stesse in piedi e poi c’era Krema lui si limitava a non parlare mai ed era sempre nervoso. Tawa e Krema erano vestiti dalla testa ai piedi Riders, la Debby sembrava uscita da dimensione danza, dissi “waohh”… Si facevano chiamare i 16 BC.
Questo era il ’92, ero molto eccitato in quel periodo, perchè per me era tutto nuovo.
Nel 93 si unirono alla 16 anche Monè e Phobia, quando entrai io il nome cambiò in 16K . Poi entrò Orma, di lui posso dire che era un ragazzino sempre agitato, pallido e fanatico per ogni tipo di droga, ci affezionammo. Incominciammo a riunirci al muretto che in quel periodo era deserto ma come resti di un antica cultura, restavano i WRC una Crew di giovani B-BOY li conobbi DJ Twice cominciai a farmi una profonda cultura musicale, a frequentare persone come Dj ELEKTRO fanatico di armi e famoso collezionista di vinili per non dire grande ballerino. Tra gli altri conobbi MadBob, Flaco, Sti, Paolino e Sergione. Il muretto diventò una seconda casa, ne ero stregato, per me il mondo finiva dopo San Babila, da lì partivamo per le yard, lì festeggiavamo compleanni, carnevali molto violenti, Natali ecc…, sempre tutti insieme pure le vacanze. Poi alla crew si unì anche Aken, oggi conosciuto anche come Vincenzodavianfossi, era un tipo piazzato, ma in forma, sempre vestito da moto (finche non la rotta) e ricordo che passava le ore a raccontarci delle sue tecniche segrete per stimolare il clitoride, che chiamava burro. Io e Tawa eravamo affascinati dai suoi racconti (la Debby un pò meno). Per quanto riguarda Tawa e la Debby con loro ho dormito per le strade, abbiamo ballato per le strade, bevuto per le strade e dipinto per le strade.Qualsiasi cosa sia successa dopo restano dei bellissimi ricordi .
Con Tawa abbiamo cercato di costruire qualcosa di nuovo, di diverso, attraverso lo stile, qualcosa senza passato, senza copiare da altri artisti seguendo solo il nostro cuore e mettendoci tutto l’amore che due ragazzi potevano avere a quella età. Ma è con la entrata in crew di Roger che la crew ha avuto il momento più potente, chissà perchè con il suo arrivo i soldi non mancavano mai e scattavano cene in bellissimi ristoranti, avventure da film, per non dire risse alla Bud Spencer dove lui vinceva sempre. Un giorno arrivo a prenderci al muretto con una limusin lunga come le cosce di una bella donna e bianca come le sue mutandine. Andammo in giro tutto il giorno facendo i pagliacci e facendoci vedere da mezza Milano, avevamo l’autista lo spumante e tutto il resto quella sera c’era il concerto dei FEWGEES e quando arrivammo con la limusin lì davanti invece che le star uscimmo noi, vi lascio immaginare la gente. L’ultimo entrato è stato Jhon Dura, di lui posso dire che era un tipo piccolo, sveglio ed era un B-bOY IL SUO STILE NEL BALLARE è PIU’ FORTE DI UNA RISSA D’ALBANESI.
Come fanalino di coda è entrato Inox , va in giro vestito da bambina del sud tirolo anche se a 40’anni, ha sempre lo stereo e una valigia azzurra e parla una lingua che non è terrestre. Per chiudere il discorso della mia Crew voglio dire che tutte le brutte voci che girano per la città sono false: i 16 sono tutti bravi ragazzi, sensisibili con un intuito speciale per tutto ciò che è creativo e per tutto ciò che è arte, mi sento molto fortunato ad aver fatto parte di questo laboratoro artistico.

Parliamo un pò di stile
Per me lo stile è tutto, lo stile per primo, il resto non conta, la tecnica, la quantità…oggi chiunque fa 100 treni, fa dei wholecar.Quindi è come si fa un treno e non quanti se ne fanno. Le mie basi sono stati i maestri di New York negl’anni ’80, i TAT in particolare Vulcan, Dome, gente come Sharp. E anche se non c’è bisogno di dirlo Phase2.
Apprezzo molto il lavoro di Delta e Seak, ma i miei padri sono quelli. Più che copiare il loro stile da loro ho preso il modo di pensare l’evoluzione della lettera: prendere ispirazione da qualsiasi cosa: fumetti, insetti, da alfabeti… insomma da tutto perchè tutto può essere una lettera.
Personalmente ero attratto dalla carne, ho squoiato delle lettere, le ho spellate e ne ho esaminato le viscere. Da quì ho creato lo “space d.style” e il “whiterabbit style”, ho curato minuziosamento il perimetro di ogni pezzo che non doveva mai trascurare i loop e le dinamiche interne di esso.
I pezzi erano grassi, rosei e sanguinanti, il contrario di quello che sono ora. Lo space d.style si è evoluto nel tempo nel “body of cristh2”, è come il corpo di cristo pieno di ferite e proprio le ferite sono i loop che collegano una lettera all’altra. questo stile che non è altro che l’evoluzione di quello precedente, insomma per me tutto deve essere un percorso, al posto delle ali ci sono lame nere, (quasi in ombra) intorno ad ogni pezzo come un’ arma da difesa, i colori sono più essenziali, più minimali e ho praticamente tolto il “design”. Con i pezzi automaticamente sono cambiati sia i floop, che io chiamo fiori, sia le tag… tutto frutto del bodycristh!

Secondo te cosa pensa le gente comune del writing?
Non mi interessa quello che la gente pensa del Writing, visto che dovrebbe farlo per capirlo.
Io non faccio più Writing perchè fare Writing vuol dire farlo illegalmente e fare due pezzi su muro qualche volta, andare a qualche Jam, o mostra non vuol dire fare Writing. Floop ogni sera, tag, treni tre volte a settimana come facevo con Tawa. Quello era writing. Ora continuo a disegnare lettere e ad evolverle perchè non posso farne a meno, è come nutrirsi, ma questa è un’altra cosa.

Qual’è stato il momento artistico che ricordi con più piacere?
Il momento più figo è stato quello delle FN, combattere contro crew come CKC, IVA, UAN… è stato molto stimolante noi eravamo in 2 ma ce la mettevamo tutta, spesso veniva anche la Debby, ricordo una volta che mentre dipingevamo si è addormentata su una rotaia. In quel periodo vivevamo praticamente in Cadorna , conoscevamo i treni a memoria e pure gli orari, aspettavamo le trenate il giorno dopo come dei aspettano un regalo. Penso che dipingere sia il modo più figo per passare la notte, fare treni è come fare l’amore o scrivere poesie, stavamo dentro le yard minimo tre ore se ci beccavano tornavamo anche tre volte per notte pur di finire, ricordo quei giorni con molta dolcezza. Se devo raccontare un aneddoto voglio raccontare quando io, tawa e la debby abbiamo fatto il camion dell’amsa. Erano le 2 di notte e tipi dell’amsa stavano mangiando al baracchino, il camion era parcheggiato dall’altra parte della strada, dava su un giardinetto dove battevano i gay, quando arrivammo da dietro il camion ci accorgemmo che dentro c’era rimasto un ciccione che sembrava morto. Ci guardammo in giro e cominciammo a dipingere, ma prima che finissimo gli spazzini si resero conto di quel che stava capitando, noi scappamo nel parchetto, infestato dai travestiti e il camion riparti a razzo, Tawa è saltato sul motorino e lo a rincorso per fargli la foto. Io e la Debby siamo rimasti circondati dai gay finchè lei non a avuto una delle sue crisi di nervi e si è messa ad urlare mentre scappavamo “ce ne siamo andatiiiii”. E in tutto questo casino il ciccione non si è mosso.

A parte il writing cos’altro ti piace fare?
OItre a dipingere amo la cultura Hip Hop nel suo totale, mi piace mangiare da gianni con tawa il venerdi quando c’è il pesce. Mi piace sbronzarmi, cercare una principessa in questo bordello, innamorarmi delle tipe che non mi amano, guardare invisibili con Marco Berri, farmi tante risate con gli amici e non crescere mai.

Per finire volevo dire agli sbarbi che qualsiasi cosa facciate, tag, floop, Wildstyle o treni metteteci il cuore sempre! perchè questo l’ingrediente segreto tra dire “questo è un bel pezzo” e sentire un leggero brivido sul collo quando vedi un pezzo o qualsiasi cosa altro. E un bacio a tutti. CANO.

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