Intervista a Giose

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Mi capita sempre più raramente di leggere interviste a writers su fanzine cartacee. Quando vedo un nome su una copertina, difficilmente è di mio interesse. Buona parte di ciò è dovuto all’enorme rispetto che porto verso “la carta”, a mio parere ancora il mezzo più prestigioso per veicolare la figura di un artista: che va attentamente considerata prima di proporla ad un pubblico. Giose è uno di coloro che mi piacerebbe “sfogliare”.

Da quando ci conosciamo, sono sempre rimasto colpito dall’attitudine molto poco “locale” dei tuoi lavori. E non intendo dire che si percepiscono influenze dei soliti noti europei che hanno contagiato il 50% degli artisti di strada, ma che si colgono una serie di aspetti e attenzioni da writer “colto”, sempre che la parola non ti dispiaccia.

Un’artista che ha potuto maturare esperienza e conoscenze in modo graduale e consapevole. Come è stato possibile sviluppare una simile cognizione di causa in un contesto decentrato come Bari?

Bari è sempre stata lontana dal “circuito” hip hop che si era venuto a creare nei primi anni 90, anche in alcune città del sud (Cosenza, Brindisi, Lecce…). A Bari prima di me, non c’era writing, non lo dico per fare lo sbruffone, oltretutto fare il pioniere di Bari farebbe ridere… parliamo di 90-91… altro che old school, era gia tutto scritto. Bisognava scoprirlo, ed io ho sempre avuto questa fame di sapere, di capire, di cercare.

Intuii prima di altri che fare i king a Bari era troppo facile ( errore che hanno fatto il 90% dei writers del sud), non dipingo per fare il fenomeno nella mia città, non posso inventarmi stili e scuole che non stanno ne in cielo e ne in terra.

Devo ringraziare 2 persone per le mie “conoscenze da writer” una è Iave, un grande talentuoso writer di Vicenza che mi ha illuminato su tante cose (se dipingo è grazie a lui); l’altra è Creeda, street boy barese trapiantato in Lombardia, nell’hip hop sin dalla prima metà degli anni 80. Queste due vere enciclopedie viventi mi hanno trasmesso la voglia di sapere, di approfondire, di sperimentare, di non fermarsi mai.

Ero e sono tuttora avido di informazioni, segni, suoni e sensazioni. Ho condiviso questa mia passione con 2 persone sopratutto (cito loro perchè ci conosciamo da quando eravamo piccolini davvero): Move e Loop5 aka Cod ( R.I.P.).

Altra cosa che forse mi rende così un po’ differente dal prototipo del “writer” italico è il fatto di andare a fondo rispetto alle cose che faccio e studio. Ho applicato la mia fame di sapere alla musica (ho ricevuto i complimenti dai migliori dj d’italia per i miei articoli sul funk su Juice magazine) al design (il mio lavoro). Non è un sapere fine a se stesso, non è un accumulare dati… ma interpretarli per crearne altri. La consapevolezza di quello che facevo è sempre stata con me, dovevo capire al 100% perchè mettevo una determinata freccia in un determinato punto… altrimenti non dormivo.

Spesso ho anche sbagliato, ma rispetto a tanti ho un’attenuante… qua a Bari… non potevo davvero confrontarmi con nessuno. Io e Move ci siamo per davvero dovuti sbattere per capire le cose.

Ultimamente piu che mai ho ampie vedute su tutto, anche sul writing, ognuno deve fare ciò che sente e ciò che vuole. Rispetto per chi si impegna e si impegna a capire più che a fare. Diciamo che vivo tranquillo per i fatti miei e non ho bisogno di dipingere per dimostrare cose… io sono io… e così lo sono su muro, anche quando prendo il caffè. A volte mi pare che la gente dipinga quasi di riflesso, come uno sport… non so come spiegarlo. A me viene piuttosto naturale.

Il fatto di apparire “colto”, a molti writer ti dirò farebbe dispiacere, perche rappresenterebbe sintomo di poca “rudezza stradale”, a me invece fa piacere, lo ritengo un complimento, una gratificazione. Nessuno vieta a un “writer” di essere colto e duro allo stesso tempo. Forse è questo mix la soluzione ideale. Posso parlare di “filosofia” e posso stare con i “fenomeni” del mio quartiere con la stessa naturalezza.

Sono soddisfatto di una cosa inoltre, ultimamente Rae mi diceva che lo aveva sorpreso il fatto che io, nonostante vivessi a Bari, abbia capito e fatto cose molto prima di molta gente… la stessa cosa che mi dicevi tu, la cosa mi ha fatto piacere.

La tua posizione di designer mi offre l’occasione di affrontare un’argomento che diventa sempre più comune. Ti sarai accorto che non solo a livello italiano, ma anche mondiale, negli ultimi 5/6 anni c’è stato un cospicuo travaso di “writer-headz”, nell’ambiente della grafica e del design. A volte personalità capaci, a volte… no.

Contemporaneamente, spesso per merito di queste stesse persone, si è sviluppata tutta una scena che sempre più frequentemente si sente nominare come “post graffiti’ (termine che personalmente trovo quanto mai spiacevole) e che include varie sperimentazioni più o meno nuove di street art. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, sia a livello locale (Italia) che globale.

Personalmente, penso che sia proprio il contrario. Altro che post graffiti… io a volte li chiamerei “pseudo graffiti”, cioè i designers dai nomi altisonanti non lo ammetteranno mai… ma sono loro che hanno “attinto” a piene mani dal writing. E lo fanno tuttora. Credo che il termine “post-graffiti” sia nato da qualche designer sfigatello che non essendo riuscito a mettere 4 lettere in croce sul muro si è tuffato nel “dorato mondo” del web design. Idem dicasi per molti “stencilers”… Dov’erano questi designers… anni fa… quando Mode2, Delta, Dondi facevano già determinate cose.

Dov’erano i grandi web designers quando Phase faceva dei collages da infarto…

La grafica moderna credo abbia preso veramente parecchio dal writing… dalle forme ai combo di typografia e sfondi… basta farsi un giro sul web. Spesso vedi illustrazioni su libri o sul web, con tag… che manco un bambino di 4 anni… farebbe… ma per la marmaglia tutto ciò fa molto “street”. Mah!

Cioè se faccio un lavoro di fotocomposizione con delle foto di flop… anche il flop stesso deve essere valido… se ci vuoi mettere una tag, devi saper taggare. Sarebbe come fare una paella con degli ingredienti scaduti, l’aspetto può anche esser buono, ma fa cagare!

Il metro di giudizio per il design purtroppo è molto strano, a volte vedo pompare gente che sinceramente bhooo… mah!

Io grazie a Dio son riuscito a guadagnarmi un po’ di rispetto in questo mondo di squali, ma devo tutto al writing. Mi pongo davanti allo schermo nella stessa maniera di un muro o un pannello fs.

A livello italiano sulla “street art”… non conosco molto a dire il vero. Quindi non mi esprimo. Di sicuro ci sono designers di Melting Pop , Assemble, Digitalultras, Lavectoria ecc ecc.

Studierò meglio il fenomeno in futuro. Al momento se devo piazzare in giro stencils e co. preferisco un bel tag o un bel floppone, vuoi mettere? Anche se qualche adesivino l’ho fatto anche io. Ma il fenomeno lo vedo più come “media destabilizzatore”, che tu vedi per strada e dici : “ma che *** è??”. Dobbiamo diventare holding di strada.

Spero proprio che sia come dici tu. Anche se da queste parti si sta verificando un sovraffollamento di writers/designers che sta tristemente riproponendo gli aspetti peggiori del writing: ad iniziare da un biting tanto spudorato quanto vergognoso. In ogni caso sono pienamente d’accordo sulla tua definizione ‚”post-graffiti = pseudo graffiti”… ed in particolar modo in terra italiana.

Ma se allora il post-graffiti non regge, siamo in un momento di stagnazione dell’evoluzione del writing o vedi nuove strade? Insomma, qual è lo stato di salute del Writing? Perchè mai un “new-comer” dovrebbe avventurarsi su una strada già battuta da oltre 30 anni?

Credo che un “new comer” abbia varie strade da perseguire. Magari sarà difficile individuare dove attingere, studiare, capire dove c’è originalità, consciousness e inventiva.

La difficoltà deriva dai network che si sono creati intorno al “writing mondiale” dove spesso si tende a imporre modelli e stili… semplicemente facendo vedere sempre gli stessi! E’accaduto anche in italia, non crediate. Jam con gli stessi writers… stessi pezzi… ma molto spesso i vostri eroi… sono eroi di plastica. Cioè, proporre il solito writer svizzero, per carità bravo… tecnico… ma sempre uguale!!!

Vi siete resi conto cosa succede in alcune strade di Los Angeles? o di New York? o di Helsinki? La Gente tira fuori della roba da paura. Io ringraziando Dio per le mie ampie vedute, accetto tutti , ma proprio per questo tendo anche ad andare oltre le fanzine stile “ALBUM DELLA PANINI”. C’è altro …………oltre.

Comunque nonostante le tue preoccupazioni, credo che il writing non sia in situazione stagnante. Dovrebbe essere così da 20 anni altrimenti, visto che 20 anni fa, avevano già tirato fuori quasi tutto. Il cambiamento in positivo , degli ultimi anni, potrebbe essere l’apertura di noi writer alla “sperimentazione”, al contatto con quello che non è writing, alla comprensione che c’è anche altro… oltre il tediosissimo Daim. SI. Noto una maggiore apertura nostra, una voglia di apprendere alcuni concetti che non sono del writing classico.

Anche se il pericolo è proprio qui. Magari alcuni di questi concetti “esterni” hanno confuso un pò le idee ad alcuni. E per riprendere il vecchio discorso, qualche fallito ci marcia. L ‘unica cosa che dico: è un periodo strano, se non teniamo le briglie tese, rischiamo di perderci qualcosa.

Ricordate chi siete… ragazzi di strada… che scrivono il proprio nome. Come dice il buon master T-Kid : “we’re not artist, we’re writers… *** that!”

Esuliamo un attimo dal Writing. Cosa ne pensi, in breve, della situazione economico-politica italiana? Il comune cittadino, anche quando riunito in associazioni, riesce ancora ad avere influenza sulla classe politica? Esiste, anche parzialmente, un modello da seguire?

La situazione economica-politica italiana è una situazine che, proposta 10 anni fa, avrebbe fatto urlare al colpo di stato. L’assetto politico e strategico sembra molto le teorie gelliane della P2. Nascondere, piazzare, modificare prove e fatti, appropiarsi dei media… mi pare ci siano riusciti.

Il problema è che qualcuno ha messo nella testa del povero verduraio dell’angolo di casa che anche lui è un’imprenditore, in realtà guadagna come il più basso dei proletari, ma lui si fregia di questo magico titolo di Imprenditore. Costi quel che costi. E se il costo da pagare è una televisione da regime, un sistema tassativo e giuridico da Nicaragua… che importa… rubano tutti! C’è un Ministero dei Luoghi Comuni, che lavora meglio di tutti.

Nessuno si è accorto dei colpi di legge delega? Contratti lavorativi per i giovani… più che” flessibili” oserei dire “ballerini”! Tutto tace.

Il panorama è questo: una cartolina di quelle turistiche… dove c’è uno colle pezze al ***… su un mare di ***… con un bel mare e una bella pizza di sfondo… e la scritta SALUTI DALL’ ITALIA… TUTTO BENE!

Io e tanti ragazzi come me, siamo stati costretti a emigrare dalle terre natie, per mancanza di possibilità.
Nuove possibilità, ce ne sarebbero, una migliore distribuzione dei redditi su questo pianeta, risolverebbe il 50% dei problemi della gente, ma ogni governo ufficiale, dallo Zaire alla Finlandia, dalla Cina agli Usa, ha i suoi cadaveri nell’armadio e dipende da multinazionali e network di potere, che non ci daranno mai ciò di cui abbiamo bisogno.
Siete sicuri di vivere bene?

Certo, l’associazionismo in Italia ha dato dei frutti, ma nel 99% dei casi, si sono fatti compromessi con chi di dovere, e per influenzare la classe politica, purtroppo, servono dei risultati populistici non culturali.

Io e la gente come me vuole essere libera nel fare le cose, quindi la cosa da fare è agire nel piccolo, rosicare spazi senza dare possibilità di dar voce a chi vuole appropiarsi di tutto. Riprendersi “porzioni di strade” e costruire nuove forme di comunicazione e svago. This is the solution!

Viviamo tempi duri, comunque. Non so voi… ma io spesso ho un retrogusto amaro nel fare le cose.

Questo genere di amministrazione all’italiana di cui parli, giova al writing? E all’arte più in generale?

Ma! se ti riferisci alla politica in quanto tale, direi che forse aumenta gli stimoli, perchè anche se vuoi restare calmo, la rabbia te la tirano fuori. Vedi i fatti di Genova, le imposizioni di regime… beh… ti viene voglia di piazzargli un bel floppone sulla faccia. Non so se giova al writing vero e proprio, perchè ultimamente, tranne qualche eccezione, in Italy, non viene fuori nulla di bello. Soliti pezzi, new schoolers con concezioni sia stilistiche che di pensiero da far rabbrividire (anni fa alcuni di voi sarebbero stati riempiti di calci in faccia!…ritenetevi fortunati :).

Non so, non vedo un buono sviluppo e una crescita, anzi un’appiattimento generale che ha spinto tanti talenti a tirarsi fuori da questa marmaglia. Per quanto riguarda l’arte in generale, anche qui, torna il discorso fatto sulla street art; le gallerie o chi per loro cercano “roba molto facile” e per quanto ci riguarda… ormai non contiamo piu nulla se non mettiamo almeno uno stencil su una tela! Sembra che fare una semplice freccina con uno stencil… produca degli “WAOOOOOO!!!” sensazionali nei galleristi. Peccato che anni fa non la pensavano cosi.

Io dico che questa ondata di roba “urban” è anche spalleggiata dalle gallerie, che hanno adokkiato l’affare del rendere tramite 2 pennellatine e 2 stencils… un pò più docile il concetto del writing… NON SO SE RIUSCITE A CAPIRE cosa voglio far intendere! Magari una tela con un flop argento… è troppo violenta per loro… ma se faccio un bel floppettino standard col pennellino… pulito pulito… forse lo riesco a piazzare nello store dello scarparo di turno. Questo pensano le gallerie italiane… non credete alle loro cazzate.

Comunque non so che rapporto possa intercorrere tra il nostro governo e le produzione artistiche.

Se parliamo di politica e attualità, ti posso dire che il governo attuale mi pare la messa in pratica di “teorie Gelliane pduiste”.

Hanno preso dei posti chiave all’interno della Repubblica , e se li stanno gestendo al meglio. Si parla con semplicità e qualunquismo di “mettere mano” alla Costituzione. Avendo studiato “diritto pubblico”, ti posso dire… che mettere mano alla Costituzione costituisce uno dei passi piu delicati all’interno del nostro Stato.

Si puo dire tranquillamente (…anche se per alcuni è vietato dirlo) che le leggi Biagi siano tra le leggi più di *** della storia. Io guadagno 2 lire, sono precario e non ho diritti. Potranno girarmi le palle ogni tanto?

Se mi faccio una canna, io rischio 2 anni in galera, se Tanzi o il caro Silvio falsificano i bilanci… rischiano da 5 giorni a 1 anno. Che bella nazione!
Posso dire con estrema tranquillità che ci sono dei personaggi istituzionali e tra i media che si comportano (e lo sono effettivamente) da assassini e criminali!

Esiste uno “strato culturale” di writing nostrano che si prende onere di portare avanti stili e tradizioni nazionali (per quanto differenziate da città a città)? Se si, incide sulla crescita delle nuove generazioni? Oppure ritieni che non si possa parlare di uno sviluppo lineare, quanto di frammenti di crescita localizzati e generazionali?

Ma io credo che ci siano in Italia, writers che hanno segnato una traccia, abbastanza precisa. Io parlo di quei writers che quando ho iniziato anni fa, rappresentavano una “certezza” per me, e a dire il vero lo sono tuttora. Parlo dei vari Mace, Sky, Rusty, Shad, ecc. ecc. Non credo si possa parlare di tradizione nazionale.

Questo valeva fino all’ inizio degli anni 90. Adesso è un gran calderone. Ma questa cosa è successa, un po’ dappertutto, dalla Germania alla Francia. Se vai a Berlino vedi una cosa… se vai ad Amburgo un altra.
Solo in alcuni paesi della Scandinavia e nella Repubblica Ceca la cosa è rimasta abbastanza omogenea.

Nell’amato stivale purtroppo, sono saltati alcuni personaggi cardine, i vekkiacci delle singole città, che per età, lavoro, famiglia e cazzi vari, non possono stare dietro a tutte le situazioni.

In italia poi c’è da calcolare la variante “giornalini et networks” … che ha creato dei casini incredibili, grandi articoli di “Phase2” in cui si parlava di stile serio e nella pagina successiva… pezzi di writers vari da 4 lire.

Credo che la situazione sia poco lineare, ma ci siamo abituati, bisogna saper scegliere, tutto qua! Ci sono tanti nuovi… ma loro sanno chi è Mace? Sanno chi è Spyder? Sanno chi è Rusty? …Wildstylers grazie a Dio sta riparando ad alcuni di questi danni. Ma leggo i fomentatori di *** nei vari forum sparsi per il Web: “noi non siamo come Wildstlyers, non ci prendiamo troppo sul serio”…e rispondo meno male, perchè se dovessi credere seria certa gente che gira… non ci voglio neanke pensare! 🙂

Ad alcuni ha fatto e tuttora fa comodo celare le proprie malefatte, con un mix di “funnyism” ( alla fine è solo falsa idiozia!) e stili pseudo-scandinavi.

Continuate pure a viaggiare su e giù per l’Italia e l’Europa, il numero dei viaggi e dei vosti pannellini vi farà solo diventare più “Licia Colò” …assolutamente non dei kings!
I nostri ragazzi, se lo farebbero mettere in ***, pur di fare una tag vicino un pannello di Kegr.

Questa è la realtà italiana degli ultimi anni. La voglia di emergere tramite contatti, in certe persone, ha un importanza maggiore rispetto al pezzo in se stesso. Migliaia di kilometri… e poi fai cacare? STATEVENE A CASA! … a sto’ punto meglio io coi miei 10-20 pezzi all’anno! ( sono ironico!)

I nostri ragazzi, in fase di sviluppo, non ci studiano molto. Io gradirei lo facessero. Quando posso fare 2 kiakkiere con qualke ragazzino, le faccio volentieri. Se uno mi dimostra voglia… io cerco di dargli quanto più possibile. Però tra famiglia, lavoro ecc. non sono più “on the road” 24 ore su 24!

Lo hai già accennato, ma occupandoti di comunicazione mi piacerebbe sapere meglio che ne pensi dei media che si occupano dell’ambiente “writing”.

Mah. Se devo dirla tutta… io resto ancora convinto che IGT sia la cosa migliore che ho visto.

Non mi piacciono molto gli album delle figurine Panini che si stampano in Francia. Credo che l’ambiente “writing” sia stato sfruttato a dovere. Non so per gusti personali e attitudine segnalo Backjumps e Overkill su tutti. Segnalo Backjumps per la coesistenza di writing e design con una certa “conciousness” e Over Kill lo segnalo perchè è fatto come ai bei tempi (colla e forbici a gogo… tieni duro Rew!!).

Io alla fine, al giorno d’ oggi non è ke legga molte fanzine… preferisco farmi un giro sul web. Di buoni siti ce ne sono tanti… da quelli dei vekki newyorkesi che tutti dovrebbero vedere ogni tanto ad alcuni siti interessanti europei, devo dire che nel web c’è un po’ di tutto, quindi volendo scegliere ci si puo fare un buon okkio.

Dico solo okkio ai siti “real” che mettono lo stile e l’onestà intellettuale al centro dell’attenzione. Non vogliamo freddi contenitori. Per me alla fine il miglior media… sono i pezzi stessi! Stranamente pur essendo il mio lavoro… col writing osservo poco grafica ecc. ecc… voglio i pezzi! stop! voglio Flint non Loomit! voglio Delta non Toast! chiar u concett??

Giose tra 10 anni?

Credo piu o meno simile ad adesso. Magari con una famiglia e un lavoro più stabile. Comunque anke a 40 anni… in giro per Bari, quando mi gireranno i ***… arriverò nelle vostre hall of fame munito di moglie e figli, e proverò a bruciarvi! …sempre in allegria e col sorriso sulle labbra perchè io dipingo per stare bene e divertirmi con gli altri, ma alla fine sarà cosi. … già adesso è così… quindi giovani pugliesi allenatevi… perchè vi romperò i *** sempre! … ( è credibile come minaccia?? …Air io lo dico onde evitare che mi vengano fuori dei nuovi Sdk in casa… ahahha)

Varie ed eventuali…

Dico solo che ho risposto spontaneamente a questo quiz. Mi piacerebbe utilizzare il servizio di messaggistica per chiarire delle cose, per parlare con tanta gente, non giudicate a priori, ma chiedete!

Uso questo spazio per salutare le persone a cui sono legato per la vita… da il mio amore Ame ai miei parenti, a mio fratello Move, What4, Ruzla, Soap, Just, Quadrato, Hulk, Creeda, Keba, Mong, Zoka, Argento,Crep, Bros,Fido la choccolat,Jiuan,Shaolin,Glue, Slep, MitolMan & the Funk Warriors. Già lo so che mi sono scordato qualcuno… mi conoscete. Sappiate comunque che vi voglio bene… sapete anche questo.

Special shouts to my crews: Cia-Top, Hv’s, Nce, Mg, Streetfiles Fam’lee.

Ogni mia lettera, ogni mio loop, ogni mia espressione è per voi, e sopratutto per il mio angelo fraterno LOOP5… we’ll be together forever!

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