Peeta interview

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Presentazioni:
Mi chiamo Manuel, ho 23 anni e vivo a metà strada tra padova e Venezia, in mezzo alla campagna. Sono un tipo magro con gli occhiali, apparentemente tranquillo.

Parlaci della tua visione di writing, per te cos’è e cosa rappresenta?
Ho conosciuto il writing a fine anni 80, ero piccolo e, per ragioni di famiglia, la città da me più frequentata è stata Trieste, li ho visto tags di friz aka wolf, ma mi limitavo ad osservare affascinato.
Poi durante una visita a barcellona nel 93, ho avuto l’occasione di vedere delle grandi murate, seppur avendole viste di sfuggita, mi sono rimaste molto impresse. Cominciai ad imitare quello che avevo visto, sono partito quasi dal nulla, solitario, senza grossi riferimenti come fanzine, pezzi in città o in ferrovia, tappi, spray.
Ma ben presto ho potuto conoscerlo più da vicino quando, una volta più indipendente, cominciai a frequentare Padova e Venezia e quindi sono entrato a contatto con quel che facevano l’EAD a Padova e la TWP e F2D a Venezia. Da allora il writing mi ha coinvolto totalmente, è una disciplina che mi ha spinto ad una sorta di sfida con me stesso, alla quale do prioritaria importanza, è stata ed è motivo di studio, ricerca, riflessione, rischio, rapporti con luoghi e persone enche lontani.

Parlaci dell’EAD.
L’EAD è nata più di 10 anni fa a Padova quando, Boogie, Zhana e Stand si trovavano a ballare su superfici di marmo ai piedi di un palazzo in un posto ormai sacro per questa crew, le banche. Da allora li si è sempre continuato a ballare, e un numero sempre maggiore di persone ha cominciato a frequentare questo luogo per condividere la passione delle discipline del breaking del writing e della musica. Partendo da Boogie che all’epoca si muoveva con Crez si sono aggiunti Rioth, Made, Joy, Trace, Vires, Noem, Zagor e Yama tra i writer, dc ace, cesare, maczone, bounty, henry, hippo, monsa, eleonora, giulia tra i breakers e sicuramente molto si deve a Max’nbassador per la musica.
Comunque le crew sono state molte a gravitare intorno al movimento dell’ead e in modo particolare alle banche come luogo di ritrovo e di confronto.
A partire dal 94 anche io ho frequentato questo luogo assiduamente, ma prima di stringere i rapporti con l’ead, facevo parte di una crew nata sempre alle banche, LAH, last action heroes, formata da Ione, il primo writer che ho conosciuto, e da Cupo e Tresko. Purtroppo ad un certo punto le nostre strade si sono un po divise e ho continuato a dipingere con L’EAD, entrandone a far parte nel 2000. Con loro sono cresciuto e da loro ho imparato moltissimo.

Invece come sei venuto a contatto con l’FX?
Durante la scorsa estate io e Yama abbiamo deciso di fare un tour in Europa, grazie ai contatti con Seak e Daim e ad altri contatti a Parigi, abbiamo potuto partecipare ad alcuni eventi in Germania e in altri paesi tra cui il meeting of styles. Abbiamo partecipato al MOS di Amsterdam e a quello di Anversa, proprio in queste occasioni abbiamo conosciuto Pose2 FX. Lui entusiasta del nostro lavoro ci ha proposto di rappresentare l’FX in Italia. E’ una proposta che ci ha fatto onore, ma ci ha lasciato un po perplessi inizialmente, dato il fatto che a parte lui e Daim, non conoscevamo gli altri membri della crew. Abbimo però, grazie all’airbrush, potuto conoscere di persona altri membri FX, e ben presto, avremo modo di stringere i rapporti anche con tutto il resto della crew.

Parlaci della tua evoluzione stilistica.
Sono partito col dipingere delle lette molto semplici, oserei dire primitive, poi sotto l’influenza di Ione ho cominciato a disegnare puppet, e, sotto l’influenza del wild style di Zagor e di tutte le lettere che giravano nelle fanzine, parallelamente studiavo puro lettering. Poi un giorno ho fuso le lettere con la tecnica che usavo per i puppet e ne venivano fuori grovigli incomprensibili di fome morbide tipo a bassorilievo, ricche di sfumature. Successivamente, ho cercato sempre più di rendere ordinate queste forme, e sono arrivato al punto di considerare le lettere come dei moduli, trovando tra le lettere che compongono il mio nome, dei punti di somiglianza e perciò ripeterli quasi uguali per ogni lettera, creando così una sorta di ritmo visivo che sta alla base delle mie composizioni. In yard poi, il mio stile si è semplificato e allungato, il mio modo di dipingere è diventato più sicuro e determinato.
Ho deciso di approfondire frequentando l’istituto d’arte, li ho potuto imparare le tecniche della scultura che mi sono servite per per avere un confronto diretto con la tridimensionalità. I miei pezzi via via hanno acquistato sempre più volume, ora costruisco le mie lettere attorno a dei cilindri disposti in modo dinamico, in pratica immagino di sezionare più volte un questi cilindri ottenendo una serie di forme,poi immagino di togliere alcune parti, di aggiungerne altre, di esasperare e “tirare” certe altre parti fino a raggiungere la forma delle lettere. Tendo a tener ben presente tutto quello che ho fatto in passato, non sarei in grado di inventarmi un nuovo stile dall’oggi al domani, quel che disegno ora è frutto di una lenta ma costante evoluzione che negli ultimi anni vede la scultura come studio per il writing. Tutt’ora sto lavorando ad una scultura che mi sta coinvolgendo parecchio, sto provando nuovi materiali molto interessanti, come certe materie plastiche. Quel che desidero precisare è che le sculture che faccio non sono fini a se stesse, vedo la fine di una scultura come l’inizio di nuovi studi e qiundi di una nuova serie di pezzi.

Raccontaci qualche tua esperienza personale.
Tra i bei ricordi, spicca sicuramente il tour in Europa fatto con Yama, in modo particolare il periodo trascorso a Parigi con 2rode, anche se non completamente, ho potuto confrontarmi con una grande metropoli dotata di una scena che ha un sacco di storia. Spero di ripetere molte altre esperienze simili in futuro.
Durante qualsiasi mia fuga me la sono vista brutta, ma ricordo molto più malvolentieri un incidente, ma ringrazio dio e la cintura di sicurezza.

Quali sono gli stili che preferisci?
In veneto non c’è un così grosso numero di persone che dipingono, ci conosciamo un po tutti, non è come a Milano o Roma, dove c’è una grossa scena e il bombing è sicuramente massiccio e talvolta incoscente. qui da noi il bombing c’è, lo ammiro, è criticato dalla fottuta opinione pubblica, ma, a Padova almeno, si è cercato anche di collaborare un pò con la città, non autoinquinandoci, aprofittando degli spazi presi e di quelli dati, in modo da dare la miglior impressione, in modo da sottolineare l’aspetto artistico del writing. Da questo punto di vista, e non solo, ammiro knm, la cremeria, spa, pdb, e tutti quelli che hanno cercato di costruire qualcosa. Dai ragazzi di Padova, e da molta altra gente che ho conosciuto, ho imparato a spingere sempre sui tasti dello stile personale, della qualità, della ricerca. Trovo che in italia, ma anche all’estero, ci sia troppa uniformità di stile. Ammiro tutti gli stili che si distinguono significativamente, tra i tanti, Joys, loomit, daim, seak, os gemeos..

Hai altri interessi oltre al writing?
sostanzialmente non ho altri interessi oltre al writing, tutto quello che faccio ruota attotorno ad esso. i miei più grandi amici sono sostanzialmente tutti writer, fatta eccezione per 2 grandi amici che writers non sono e nulla hanno a che fare con esso, comunque con loro ho condiviso anche il writing. per lavoro, ho vissuto un pò con sparki LAC l’anno scorso a venezia, comunque ora sono a casa e il writing è ormai entrato nella quotidianità, in famiglia è ben accolto. Non sono legato sentimentelmente attualmente, cmq vecchie relazioni sono state molto legate al writing. Anche le scelte di scuola e lavoro sono legate ad esso, l’istituto d’arte per cominciare e autocad per approfondire, ho lavorato in uno studio di architettura e ora lavoro come prototipista per una nota ditta di occhiali. Il mio lavoro è un misto di oreficeria e scultura, anche se si limita alla sola esecuzione, questo lavoro assume un ruolo determinante per l’acquisizione di manualità e tecnica per approfondire la disciplina della scultura, ne traggo molti vantaggi per i miei esperimenti. Mi piace dipingere, scolpire, fotografare e in generale fare qualunque cosa di creativo. ascolto molto hip hop, funk, jazz. L’insalata non fa mai male.

Raccontaci una tua giornata tipo.
mi alzo abbastanza presto, a volte riesco a buttare giù 2 idee su carta prima di andare al lavoro, trascorro li la maggior parte della giornata, torno a casa e dedico il poco tempo rimasto a scolpire, disegnare, navigare, in compagnia di musica e amici. Durante la mia attuale giornata tipo, in sostanza, cerco di fare più cose possibili e nel modo migliore, seza affanno ovviamente.

Che progetti hai per il futuro?
Odio molti lati della staticità, perciò spero in un futuro dinamico.
saluto tutta l’EAD, FX, KNM, SPA, LAC, ES, Capo, Verbo, Sika, Gazasoft.

Intervista realizzata da Sara nel 2003

Posted in Art Interviews Tagged with: , ,

Sostienici!

Dal 1999 siamo online senza pubblicità di alcun tipo. Dona 1€ per mantenere vivo Wildstylers.com, aiutaci a coprire i costi del server!

Past news

JonOne: Predictably irrational - Milano

Mercoledì 16 marzo 2016, 18.30 - 21.30 a cura di Giuseppe Pizzuto testo critico di Marta Sil[ READ FULL ARTICLE ]

Mode2: Transitions - Milano, Galleria Patricia Armocida

La Galleria Patricia Armocida è lieta di presentare Transitions, prima mostra personale italiana[ READ FULL ARTICLE ]

Milano, 8 mesi al writer che voleva corrompere il custode

Source: Corriere Milano 6.3.2016 Condannato in primo grado per avere offerto 20 euro a un guardiano[ READ FULL ARTICLE ]

Milano, in Cassazione si apre il primo processo contro un writer

Source: Repubblica 23.2.2016 La Suprema Corte dovrà decidere in merito alla questione degli artisti[ READ FULL ARTICLE ]

Esperti e spregiudicati?

Source: Corriere Milano 12.2.2016 Il resto dell'articolo qui.[ READ FULL ARTICLE ]

Francesco Barbieri: THE WAY YOU'RE TOLD TO LIVE, Pistoia

THE WAY YOU'RE TOLD TO LIVE, mostra personale di Francesco Barbieri, dal 20 febbraio al 20 marzo[ READ FULL ARTICLE ]

AILANTO (Ailanthus altissima): Cuoghi Corsello e Dado

A cura di Fulvio Chimento Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti (Palazzo dei Musei - p.zza Sant'[ READ FULL ARTICLE ]

Guen DCN: part 2

Ora finalmente c'è anche una bella rassegna di muri, dai primi storici pezzi degli anni '90 ad oggi,[ READ FULL ARTICLE ]

Guen DCN photo special

Tra i writer che negli anni '90 hanno fatto la storia del graffiti writing milanese, uno di ques[ READ FULL ARTICLE ]

Street art un’arte arresa

Sembra che adesso serva a rendere soltanto tutto più bello. In modo particolare la deriva sta nelle [ READ FULL ARTICLE ]

Encouraging the commission of criminal damage

Interesting article on The Guardian, check it out here.[ READ FULL ARTICLE ]

Milano: Back To The Roots 2015 graffiti jam report

Cosimo Griso Alfarano è un fotografo con base a Milano che da anni si occupa di documentare gli [ READ FULL ARTICLE ]

Milano, denunciati 3 writers

Source: Repubblica.it Milano 22.10.2015 Perquisizioni della Polfer che ha sequestrato molto materia[ READ FULL ARTICLE ]

Scrivere di Writing

Scrivere di Writing|Note sul mondo dei Graffiti Forme d’arte urbana e spazio pubblico Presen[ READ FULL ARTICLE ]

Back To The Roots - Milano 9/10/11 Ottobre 2015

Perdere il passato significa perdere il futuro BACK TO THE ROOTS 9 | 10 | 11 OTTOBRE 2015 [ READ FULL ARTICLE ]

Insulti su Facebook al writer morto, la madre denuncia gli autori

Source: Corriere 24.9.2015 « Mio figlio è morto schiacciato da un treno - sospira Stefania, con la [ READ FULL ARTICLE ]

Finok: Sorrir e Chorar

Inaugurazione giovedì 24 settembre 2015, ore 19.00 Fino al 27 novembre 2015 La Galleria Patr[ READ FULL ARTICLE ]