Santy interview

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Ultimamente abbiamo assistito ad una vera e propria ondata delle sue produzioni, bombing in strada, adesivi, ma non si tratta di una meteora di passaggio.Si ho fatto un po di tutto da più di 10 anni. forse ora le mie cose si notano di più perchè ho sempre cercato di migliorarmi senza accontentarmi di ripetermi. Dai tredici anni in su o fatto chilometri dalle più estreme periferie al centro per trovare muri e dipingere. Dalla Martesana a San Donato, da Lambrate a Locate, a giambellino al leoncavallo, in zona isola. Non ho mai mandato foto in giro ne mai sono entrato nelle grazie delle amicizie di qualche crew che andava per la maggiore. Tutte le mie soddisfazioni me le sono prese grazie al lavoro mio e della mia crew.
Ho sempre visto i graffiti come una parte del mio interesse per l’arte in generale e fin dalle prime tag ho parallelamente portato avanti la mi ricerca con la pittura e altre tecniche piu’ tradizionali. Ho frequentato studi artistici e quando è arrivato il momento che ho ritenuto buono ho iniziato a far confluire queste due strade in un unica espressione.

Probabilmente sei più conosciuto come streetartist che come writer, soprattutto tra le nuove generazioni, forse perchè stai facendo girare di più foto legate a questo ambito. Come mai questa scelta?… eppure in città di cose tue se ne vedono parecchie.
All’inizio qualche foto di lettere la mandavo, poi quando ho capito com’era che se non sei amico di quello etc.. non ti pubblicavano, ho smesso… Quando poi ho conosciuto il circuito che sta attorno alla street art ho avuto il piacere di sentire interesse e rispetto per quello che facevo, e tramite lo scambio di foto ho conosciuto artisti fantastici da tutto il mondo che al tempo stesso sono persone alla mano. Apparte questo,ora con Kal (PM) stiamo ultimando il progettowww.miresidenza.org un sito dove vogliamo dare molto spazio al writing milanese, permettendo a chiunque dipinga di farsi una propria gallery all’interno etc…

Anche sulle tue crew, massicciamente presenti aleggia un certo mistero…
I miei primi pezzi con le bombole li ho fatti nel 93 sempre girando molto e spostandomi dalle zone dove abitavo. Chi mi ha insegnato le prime cose è stato Scar di Locate Triulzi ,che allora era mio compagno di scuola. La crew di Locate di cui facevo parte si chiamava Tkt, poi cambiò in Sr e Sds. Questa è stata la mia prima crew, buoni amici che mi hanno insegnato tutto il piacere di lavorare assieme scambiandosi conoscenze come fratelli.
Poi qui a Milano abbiamo fondato Lk e Pm intorno al 93 94. Non ci siamo mai appropriati di un unico hall of fame fisso, ma abbiamo sempre preferito trovarci i muri nelle più svariate zone della città e soprattutto ci siamo fatti conoscere facendo bombing. Il nostro Hall of Fame ufficiale in effetti era il prestigioso muro ad anfiteatro che c’è all’incrocio di via san giovanni sul muro e via porlezza (zona Cairoli), che fin quando il comune non ha rotto, è stato l’hall of fame più vicino al duomo, proprio a metà di via Dante. Dopo l’exploit giovanile c’è stato un momento di pausa, che poteva far presagire il peggio, gli amici smettono gradualmente e dal nulla ci si accorge di essersi fermati. L’incontro nel 99 con Nasty (Sad), vecchio amico dai tempi del muretto, mi diede la carica, perchè mi fece capire quante potenzialità da sfruttare ancora aveva questo tipo di arte.
Ricominciammo a fare un sacco di bombing, ma con la tecnica e la consapevolezza del gesto aquisita nel tempo, il prodotto è notevolmente migliorato di qualità. Recentemente sono entrato a far parte anche dell’ Hah,crew della zona sud con alcuni dei migliori writer attivi ma soprattutto amici da tempo.In generale ti posso dire che di stile, divertimento e insegnamento ne ho ottenuto tanto dall’amicizia con i miei “fratelli di strada” e questo paga molto più di qualsiasi livello di fama che tu o la tua crew possa raggiungere. Colgo l’occasione per salutarli tutti: LK (la krew,los krudos..): leso, Luze, Goze, Nasty, Zaio,Lama, Gianni, Tony, Dezo, Obelix — PM (PalMera,Passa Milano…) :Kalimero, Fame, Doba, Yazeck, Rasga, Cone, Rompe, HAH (Hard as Hell : Del, Stea, Peanuts, Zayre, Jody, Lama, Pavia)

Realizzi molti bombing, in zone centralissime di Milano, ti è mai capitato qualche episodio particolare che desidereresti raccontare?
Esco solitamente con il proposito, e cerco di farlo in compagnia ma se non c’è sufficente intesa che dia piacere nel disegnare assieme e sicurezza nel controllare le spiacevoli situazioni in cui ci si puo’ ficcare preferisco tranquillamente uscire da solo .Camminando di notte per strada ti possono succedere tante cose strane. Sicuramente la percezione dell’ambiente ti suggerisce sensazioni diverse da quelle captate di giorn ; puoi sentire l’effetto del vissuto diurno sulla città che respira a fondo e si riposa e questo ti deve suggerire il modo migliore di dipingerci per interagire con l’essenza di quel luogo. Di episodi e personaggi particolari ne ho conosciuti una caterva dipingendo. Tramite il writing ho visto e mi sono cacciato in situazioni che possono anche non avere molto a che fare coi graffiti ma mi hanno insegnato molto. Una storia su tutte la combo indimenticabile di quando quattordicenne con Kalimero in una sola notte (in poche ore!) dipinsi un treno per la prima volta, beccammo una *** a gratis quasi dal cielo, e finimmo inseguiti dalla digos con i ferri puntati dopo aver fatto un throwup….

Parliamo invece dell’ambito illustrativo, l’uomo che si mette il dito nel naso, il balcone, con il fumo che esce dalle persiane, lo stencil con Maradona
Queste immagini esprimono il mio carattere, il messaggio che ho da dire in questa vita. Sono per la maggior parte allusioni al riconsiderare la parte piu’ profonda di se stessi, che viene fuori dai gesti e comportamenti piu automatici e inconsci. Il Balcone è un punto di vista tranquillo dal quale si può avere una chiara visione della piazza, quindi puo comunicare distaccatezza e oggettività ma comunque è un immagine di abbastanza libera interpretazione. Sono interessato dalla forza del gesto soggettivo che riconduce l’uomo alla totalità del mondo in cui vive. In generale sono uno che sente il significato del lavoro ma lo sa spiegare al pubblico solo dopo averlo creato.
Se propio cerchi un filo conduttore, non puoi fare a meno di notare l'”italianità” di immagini come le mani che scolano la pasta, Maradona o lo stesso balcone; questo è dovuto alla mia attenzione per il vissuto umano e i suoi simboli Recentemente in Portogallo il contatto con i simboli della cultura massonica del posto, ha influenzato notevolmente le mie ultime creazioni di personaggi e disegni.

Quanto tempo, quanta parte della tua giornata dedichi a fare gli adesivi, li stampi tu??
Dedico molto tempo ai miei lavori, e nei limiti del possibile cerco di fare tutto da me, per ridurre al minimo i costi e avere il totale controllo del prodotto finale. Ho iniziato disegnando con pennarelli a vernice su plastica adesiva colorata, ma poi ho sperimentato anche il b/n fotocopiato, ho unito le esperienze scolastiche di xilografia e serigrafia e ho creato serie di adesivi colorati stampati da me, più recentemente ho avuto la possibilità di stampare anche adesivi colorati cmyk e vinilici con trasparenze ma questo non in casa, bensì dallo stampatore.
Ora vorrei provare a stampare qualcosa usando colori U.V. (resistenti al sole), che manca alle mie esperienze.
In generale preferisco aspettare tempo, sbattere la testa contro il muro ma poi imparare la tecnica e viaggiare da solo, piuttosto che spendere soldi per fare tutto subito, senza neanche capire il procedimento pratico che ti ha portato a quel risultato. Mi piace molto scambiarli e ho una collezione con adesivi da tutto il mondo. Alle migliori installazioni cerco di fare fotografie che riportino anche l’atmosfera del luogo in cui è stato applicato e non solo il disegno dell’adesivo. Sono le foto che considero come testimonianza del lavoro finito, quindi evito di impazzire per controllare se ci sono ancora tutti in giro.
Ho sentito commenti sugli adesivi, chi più interessato e chi indifferente, ma comunque sempre abbastanza tolleranti verso il fenomeno. Bisogna educare i cittadini alla bontà del nostro gesto. Voglio dire, in un bombardamento mediatico costante al servizio del profitto, come quello che viviamo oggi, l’offerta gratuita e spontanea di immagini artistiche cariche di vita e personalità e vuote di ogni valenza commerciale non può che essere uno stimolo in più a considerare il gelo culturale sceso sulla nostra società.
So bene che c’è chi li stacca! ciò da una parte mi fa piacere, perchè significa che piacciono, dall’altra mi girano le scatole, anche perchè la maggior parte delle volte chi ci prova non ci riesce, e lascia spesso mezzo sticker attaccato mezzo strappato. Anche coi poster mi è capitato di vedermeli staccare e trafugare .Evidentemente c’è chi non capisce l’intento di chi offre la sua arte al pubblico e preferisce fare il furbo staccandoli piuttosto di documentarsi e magari supportare gli artisti comprandogli opere. Penso che comunque chi si porta in casa un poster staccato dalla strada anzitempo, snaturalizza in effetti la sua essenza,e lo carica di una certa energia negativa…

Segui, o comunque ti interessi del resto della scena Milanese e italiana? Brera, ticinese, sono diventate delle gallerie a cielo aperto… uno potrebbe benissimo farci un giro per capire un pò di quello che c’è in città.
perchè proprio qui?

Si, non compro spesso fanzine ma cerco di rimanere aggiornato su quello che succede. Ci sono molti artisti di cui ammiro il lavoro, e penso che ci siano molte potenzialità per migliorare come scena italiana. Milano ne è uno specchio. Qui si sono visti i primi writer, i primi stili importati dai classici di New York, l’espansione del fenomeno, l’arrivo di stili “semplici” europei e la massificazione del fenomeno delle tag; fino alla piu’ recente espansione della “streetart” con i suoi metodi e i suoi più ampi target che fa tanta gola alla moda e alla pubblicità. Gli esempi e la storia per lavorare bene ci sono. Il fatto è che sempre più spesso vedo fare cose banali al di sotto della media, giusto per farle. Ci vuole più analisi della situazione e bisogna portare il proprio gesto ad una consapevolezza maggiore. In questo chi come me ha più esperienza deve dare esempio, puntando prima sulla ricerca della qualità che della quantità. E cercando sempre di spingersi oltre, di aggiungere qualcosa di nuovo ad un percorso comune.
Penso che si siano “scelte” Brera e Ticinese come zone su cui lavorare maggiormente, in quanto zone perlopiù pedonali, con molto passaggio.
Gli artisti insistono col frequentarle perchè penso si stia creando un certo rapporto anche con la popolazione. Questo ritornando al discorso di prima è stato possibile perchè si è messa in campo più qualità creativa. Prendiamo ad esempio le strade di Barcellona, dove in alcuni quartieri dall’inizio degli anni 90 vi è una grande prolificazione di arte urbana.Oggi in quelle strade c’è un rapporto di scambio più cosciente e pacifico tra il pubblico e l’artista perchè lo si è educato per anni con la qualità di lavori che si inserivano in maniera indiscutibilmente affascinante nel contesto del territorio. Non penso sia necessaria un’effettiva legalizzazione dell’arte di strada per migliorare la considerazione che il pubblico a di essa basterebbe un’aumento di consapevolezza nell’opera degli artisti.

Cosa fai nella vita di tutti i giorni e cos’altro oltre ti piace fare oltre a dipingere?
chiaramente disegno molto, anche perchè lentamente sto cercando di trasformare la mia passione in un lavoro. Mi piace la musica nera e in particolare il roots reggae. Mi piace innamorarmi di ragazze con la vita stretta e i fianchi larghie farci all’amore per giorni.
Mi piace la marjhuana, che non considero una droga ma una medicina naturale, ma non mi sembra questa la sede per dilungarsi…Mi piace lo sport e le persone che rispettano il proprio corpo. Anche grazie alla positività dell’arte sono sempre stato al di fuori dalla droga e dall’abuso di alcool che purtroppo sono compagni di sempre più giovani a Milano. Il cinema è una rapina e in più mi sembra un mezzo sprecato in mano alla stupidità e al piattume di contenuti della cultura americana dominante.
Mi piace cucinare e preferisco più mangiare a casa che fuori e penso che soprattutto qui al nord si mangi troppa carne.

Che progetti hai per il futuro?
Voglio continuare ad ampliare il mio linguaggio espressivo e cercare di svoltare anche qualche soldo che mi permetta di pensare a progetti più seri con + tranquillità. Mi affascina molto la scultura. Spero di viaggiare ancora molto e conoscere gente e situazioni nuove. Costantemente cerco di fare in modo che tramite il contatto con me o/e la mia opera, la gente conosca parti nuove di loro stessi. Data la tabulazione Mac non riesco a capire a quanti anni mi chiedi di immaginarmi,comunque qualsiasi numero esso sia, tra oggi e quel giorno ti prometto di stupirvi ancora.
ciao a tutti, grazie per l’attenzione,
le strade vi aspettano.
Ci vediamo lì.
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