Super B interview – Italian Text

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Super B2 possiede la straordinaria e sembrerebbe rara dote di essere una writer italiana di sesso femminile con attitudine “a restare”: nel senso che non è scomparsa dopo un paio d’anni d’attività e non si è fatta conoscere per essere la ragazza di questo o quest’altro. Se poi consideriamo che vive a Venezia, la sua figura è ancora più particolare: una città con una scena Aerosol ridotta ma di forte tradizione e cultura. Non possiamo dunque che augurarle una carriera ancora lunga e produttiva… Non giriamo intorno alle cose, è un fatto più unico che raro che in Italia (ma non va meglio più di tanto all’estero) un’artista Aerosol donna porti avanti il suo discorso personale così a lungo. E’ stato più difficile iniziare, o è più complesso ora, quando si è giunti ormai ad un confronto sul piano dello stile e della personalità creativa che, visto il passare degli anni, non può che essere paritario con il resto della scena maschile?

Potrà sembrare strano, ma per moltissimi aspetti sto ancora affrontando le stesse difficoltà di quando ho cominciato, l’unica differenza è l’approccio con le difficoltà stesse.

Allora ero poco più che bambina, piena di illusioni e sogni, ora sono un pelo più concreta anche se mi reputo sempre una sognatrice, sto imparando a dipingere solo per me, a contare molto su me stessa, se non avessi cominciato a farlo avrei forse già smesso.. sono ancora tanti i luoghi comuni da superare. Veramente tanti. La cosa più difficile resta sempre sopportare gli sgarri, più che il confronto che non lo temo affatto, anzi. Per me non ha senso proprio. Forse per gli altri…

Cosa intendi per “sgarri’? E quali sono le difficoltà maggiori di cui parli e che ancora riscontri?

A volte mi sento circondata da bambini. Capita di osservare una tendenza a pomparsi e a ostentare prepotenza, e credo che il motivo principale sia che essendo una fanciulla, si sa che non faccio male. Allora capita di vederti passare i pezzi, di sapere che gira qualche leggenda metropolitana su di te, ad esempio quella che ho paura di entrare in yard o che sono contraria al bombing.

La gente ti prende in simpatia o ti si accanisce contro, in modo piuttosto infantile, con tanti tipici appellativi per una donna…

L’impressione è che nonostante siano passati 7 anni io stia ancora facendo la “gavetta”. Mi è capitato che mi ridessero in faccia se chiedevo di dipingere a una jam, o anche di vedermi “scavalcare” dalle nuove leve della mia zona, ho capito che è mentalità diffusa nel Nord-Est… la donna non piace nel gruppo. Motivo per cui non ho avuto una crew per 7 anni. Basterebbe tener conto che siamo tutti esseri umani, ecco…

Direi che sono cose spiacevoli ma “ovvie e classiche” di certi ambienti tipicamente maschili. Mi chiedevo se avessi riscontrato gli stessi atteggiamenti ad ogni “livello” di writing o maggiormente in alcune fasce, magari quelle più giovani e meno mature?

Ho trovato persone molto giovani più mature di altre che sfiorano la trentina. C’è chi si diverte a portare avanti storie successe anni e anni fa che riguardano con chi son stata fidanzata piuttosto che lo stile con il quale dipingevo agli inizi decisamente più che ispirato, senza considerare che è passato molto tempo e che tutte le persone cambiano e crescono.. o almeno così dovrebbe essere.

Anche se non capisco se effettivamente siano solo pretesti. I problemi con le persone più giovani in genere finiscono dove cominciano. Quelli con le persone che dovrebbero esser mature sono i più duri senza dubbio, è un gran peccato perchè credo molto nella possibilità di imparare da chiunque si incontra nella vita e nel calore dell’esperienza umana! 🙂

Detto così sembra che a 30anni sei sulla soglia della bara… io ho 30 anni!
Ma passiamo ad altro; abitare a Venezia rappresenta una fonte d’ispirazione? Mi riferisco al fatto che da sempre città come Venezia o Trieste sono state un crocevia culturale/artistico di esperienze provenienti da tutta Europa e non si può non tenere conto che la Biennale di Venezia rappresenta la più importante manifestazione artistica a livello mondiale. Per non parlare del fatto che la città di Venezia stessa è più che sufficiente come fonte ispirazione: anche se devo dire che le tag, tante, che ho visto ultimamente sono decisamente fuori luogo.

He he he, 30anni in bara, he he, si fa per dire!
Sono nata a Venezia e amo Venezia, ma come dici anche tu non ce li vedo pezzi su palazzi che sono tutti risalenti a 300 anni fa quelli più nuovi.

Per quel che riguarda il mio percorso di ispirazione è mooolto ampio, abbraccia i miei miliardi di interessi, dalla natura allo sciamanismo, Venezia di certo occupa un posto piccino. Diciamo che mi ispira molto in altri campi creativi, fuori dal writing…
Personalmente non accoppierei Venezia e writing. Venezia è unica così com’è…

Un paio di anni fa alla Biennale c’è stata anche la partecipazione del trio Reas/Twist/Espo: ti sembra che un’amministrazione così attenta ad ogni genere d’arte dimostri segni d’interesse anche nei confronti del Writing nostrano?

La Biennale l’ho sempre seguita poco. Ad ogni modo la città in se non mi pare così tanto interessata al writing, fatta eccezione per qualcuno che si fa il mazzo per aiutarci a trovare posti dove dipingere legalmente… Penso sia stato un caso, o il fatto che c’è un pò la tendenza che finchè è nelle gallerie ci si apre a tutto, ma quando si parla di strade e muri o addirittura treni… questa distinzione a me non piace…

Una distinzione tra gallerie e treni ci deve essere per forza, quello che non condividi è l’arte nelle gallerie o la distinzione che viene comunemente operata tra arte in un luogo/superficie legale ed arte “non autorizzata”?

Certo, quello che non condivido è il buonismo nei raggionamenti della società e a volte di certi artisti, quello secondo il quale cominci come un writer, cioè un mezzo *** che non sa quello che vuole e diventi artista solo quando approdi nelle gallerie, questo intendevo.

Da una parte è il pretesto perchè l’opera nelle gallerie a differenza del treno o del muro diventa commerciabile e soprattutto controllabile, e a me non piace proprio questo.. per quanto mi senta attratta dalla produzione di qualche tela (ho già mille idee), non credo assolutamente si possa continuare a parlare di writing all’interno di una galleria.

Le cose devono continuare a esser distinte, quello che un writer si sente di fare deve solo essere una sua scelta in campo artistico in generale, e non un punto d’arrivo senza il quale resti un “vandalo”. Poi ovvio, è solo la mia idea! Se la parte di muri e treni dovesse scomparire per chiuderci tutti in galleria, sarebbe una grave perdita… proprio il fatto che il writing non è “inquinato” da un mercato è ciò che assicura la massima espressione di un writer senza compromessi (dovrebbe), senza dover andare per forza a immischiarsi in mode e gusti di una massa, creatività pura come la intendo io, spingersi fino oltre ai propri limiti!

Anche se c’è chi sta prendendo il writing come una specie di “campionato”, in questo si riflette il tipico gusto italiano da “grande fratello” con vinti e vincitori… sai, non riesco a concepirlo! Il modo di esprimersi non può esser soggetto a classifiche o peggio ancora a mode… tipo quello dello stile con cui dipingere… 😉

Personalmente non ritengo che il Writing sia meno “inquinato” perchè non costretto in luoghi istituzionali, forse questo poteva essere fino ad una decina d’anni fa. A me sembra che il Writing spesso e volentieri si inquini da solo: grazie a persone da “campionato” come dici tu, e soprattutto a causa di una continua reiterazione di stereotipi e regole ormai consunte. La cosa che invece più mi sorprende e continua a conquistarmi è la scienza del lettering. Io la chiamo scienza perchè a mio vedere assomiglia di più ad uno studio architettonico delle forme e dei pesi piuttosto che ad un’ Arte. Insomma questa scienza ha avuto una crescita costante da 30 anni ad oggi, è incredibile. Cosa ne pensi?

Sui problemi legati all'”inquinamento” del writing ci potrei scirvere un’enciclopedia! Grazie a “certe regole” io tutt’ora non ho spazi totalmente miei.. per fare un esempio…

Scienza del lettering, hai detto bene… sinceramente non credo di essere arrivata a livelli tanto alti da potermi permettere di pensare di contribuire coi miei pezzi all’evoluzione del writing, di certo ci metto tutto ciò che ho dentro ma devo imparare ancora moltissimo.

Ogni mio pezzo tutt’ora presenta sfide che mi pongo, a livello tecnico e grafico, da qualche anno mi è venuta l’idea di creare due pezzi in un unico pezzo, scrivendo due volte la mia tag, o due tags diverse, intrecciate, in modo da risultare in un’unica armonia senza però sacrificare le lettere… ovvero, nessuna lettera deve esser un ripiego per riempire i buchi, devono piacermi tutte, e assieme formare un qualcosa che ho in testa… a volte delle forme concrete! ecco perchè non sono proprio velocissima a dipingere! 😉

I miei pezzi sono doppi lettering! Il tutto è nato da un riflesso sulla scrivania di una bozza tirata su carta da lavagna luminosa… mi piace perchè ho l’idea di impossessarmi dello spazio vuoto, di agirci come voglio, col simbolo di me stessa che è assunto dal mio nome.

Vi rovescio le mie energie, uso molto l’istinto ma anche la logica, è una passione profonda, uno sfogo, come suonare uno djembe…

Traguardi invece non me ne pongo, trovo che a volte possa esser pericoloso.. farò sempre ciò che mi va di fare, senza impormi nulla… camminerò e camminerò e camminerò, fin quando dovrà essere. Finchè ci sarà da imparare…

Sto imparando a godere il presente… trovo stupido dire “dipingerò fino alla morte”, perchè noi possiamo sapere cosa pensiamo oggi, non cosa sarà in futuro. E ciascuno ha una sua precisa strada da seguire…

A volte penso che mi diverte l’idea di aver raggiunto i traguardi che mi ponevo da ragazzina, per ora quello che voglio è divertirmi… e viaggiare ovunque! Il writing in questo è stato una grande occasione, sono felice delle esperienze che sto facendo! Dipingo poco, ma ovunque!

Per quale motivo ritieni che le donne abbiano avuto una parte minoritaria nella storia del Writing?

I motivi possono esser molti e diversi. Un pò è un problema generale di tutte le cose ritenute “da uomo”. In questo gioca un ruolo fondamentale l’educazione. Spesso i genitori tendono ad indirizzare soprattutto le bambine verso ciò che la società si aspetta da loro. Ad esempio io non potevo giocare col garage di macchinine. Qui quelle che hanno più palle si mettono l’anima in pace e accettano che la loro tendenza verso una cosa non sia condivisa. Se l’accettano ne consegue che è più facile cercare di seguire la loro passione.

In poche parole si tratta di seguire il proprio cuore e non ciò che gli altri ti inculcano. L’educazione dovrebbe tirar fuori il meglio di noi, invece è usanza resettarci e inculcarci più cose possibili, in genere tutti luoghi comuni…

Un altro motivo, che per me ancora conta, è il fatto che i genitori tendono ad esser meno permissivi con le figlie. Per cui uscire a far bombing la notte diventa un problema. Soprattutto con un padre severo come il mio (ecco perchè fuggo fin che posso).

In più, ma non è una regola, capita che siano molte le ragazze che aspettano di imitare qualcuno per fare le cose. Tipo “dipingo se dipinge il mio fidanzato”… gli importa solo di un pò di esibizionismo tipo “io dipingo” ma non interessa un percorso personale.

Per quanto riguarda la tua esperienza personale, ti è capitato di conoscere Writer donne che ti hanno influenzato nel modo di fare o di dipingere?

Non ho mai considerato una distinzione tra “writing maschile” e “femminile”, le persone le considero per ciò che sono dentro, se i pezzi spaccano, spaccano e basta. Per cui io cerco di imparare da chiunque ritengo valido indipendentemente da sesso, razze ecc.
Cominciare a dividere le due cose potrebbe racchiuderti in un circolo vizioso.

Non ha senso per me distinguere tra uomini e donne nei miei writers preferiti, ne ho a centinaia! Rosy dalla Svizzera mi piace da matti, ma se un pezzo è potente, lo è e basta, cerco di stare aperta a 360 gradi e di prendere i miei imput ovunque!

Credo molto in una cosa. Vuoi fare writing? Fallo e basta. Uno il peso, una la misura. Anche se per molti/e non è affatto così. Ho imparato molto dalle mie amiche, e molto dai miei amici!
Sono del parere che i gruppi misti sono sempre i più istruttivi! 🙂

Le 3 esperienze più positive e le 3 più negative che hai vissuto dipingendo.

Negative:
1- Tutte le volte che ti si otturano i tappi con le Montana… sclero…
2- La più pesante: mentre dipingevo un gruppo di fichetti da assalto impasticcati ha iniziato a sputarmi addosso e offendermi, lanciare oggetti… poi mi hanno distrutto il pezzo, hanno minacciato di picchiarmi in 5… ho continuato sto s*** per mesi… ragazzi, non abusate di certe droghe!
3- Al mio secondo pezzo in hall of fame un “civile” che si lamentava dell’inciviltà del mio pezzo mi ha messo le mani addosso… mi sono abbondantemente vendicata… ih ih ih! Sapessi come! Ih Ih Ih… mai piu visto in giro!

Positive:
1- Le rare volte che le Montana non ti otturano manco un tappo… sarà mai successo?
2- Il calore umano che si è formato tra me e altri ragazzi coi quali ho dipinto in giro per l’Italia, ormai come dei fratelli… farei un torto a nominare un’esperienza a scapito di un’altra.
3- Il calendario di writing a Milano pro diritti donne. A parte la mia orribile performance(causa febbre e reumatismi…) ho conosciuto delle grandi amiche!

Forse ero troppo ottimista sperando che l’atteggiamento nei confronti di una ragazza fosse differente rispetto a quello solito. Ma tutto sommato questo elimina anche eventuali pretesti per dire che sei stata facilitata rispetto alla gavetta standard di insulti e luoghi comuni che anche i writer maschi devono inevitabilmente subire.

A questo punto, che cosa desidereresti maggiormente ottenere dalla tua arte nel futuro prossimo?

L’atteggiamento verso le ragazze tende si ad esser diverso… o sei la morosa di qualcuno o ti ignorano. Personalmente però preferisco mandare avanti un mio discorso, senza vivere all’ombra del fidanzato come molte tendono a fare in tutte le cose!

Non mi piacciono ne gli sconti ne i bastoni tra le ruote… ogni jam veneta gira e gira resto l’unica a non essere mai invitata.. he he! Diciamo che l’equilibrio è sempre la cosa migliore, per la dignità di tutti e soprattutto la propria. Volere scorciatoie non è giusto, tiriam fuori le palle…

Un mio desiderio che troppo a lungo è rimasto praticamente insoddisfatto… i treni… vorrei dipingerne di più. Per il resto spero di continuare sempre a migliorare e non decadere, come tecnica, come idee… e di realizzare le molte idee che ho: un pò mancano gli spazi, un pò la difficoltà di conciliare i miei 5000 interessi!

Saluti, taaaanti saluti, inanzitutto ringrazio te per questa occasione, bacio Yazo e Titti, Kay, la tua donna e tutta la Thp, Jame incluso e quei personaggi dei compari norvegesi. Abbraccio i miei fratelli in giro per il mondo, Kame, Cuore e Maria, Haffa, Serpe, Skard, Salern, Nide e i ragazzi del Gargano, Kaso e la mie Pam e Flake, Yomo,Orzo,Wash e compari, Skar, Ace, Zero, Shell e 5sk al completo (i love youuuu), Moe,Fogna, Mac S, TGS, Sat, Slog175, NastySexyZor e i mestrini, i breakers EAD (Zanna for president!), Mano, HC Rebel, M Bass Adò, Twogunz, Faire, Febo, Spneed, Shake, Krone, Mace, Nemo, Taz, Wany e Zeno, Skah, Saik, Slork, la dolcisisma Juh, Flomo, Dafne, Tash from Australia, e tutti quelli che son sicura che mi sto dimenticando ai quali chiedo scusa… mi conoscete… sono dimentichina! 😉
Un bacio giagante al mio fratello-maestro di didjeridoo Enrico.

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