Trota interview

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Dal ’93 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti, che percorso stilistico e di maturazione personale hai seguito? Quali sono stati degli avvenimenti, interni ed esterni al mondo del writing che ti hanno colpito, influenzato?
Si, tanti anni, in cui inevitabilmente si cresce in tutti i sensi…
Sicuramente l’avvenimento che ha cambiato la mia vita, è stata la morte di mio padre. Ogni persona che ho conosciuto in questo mondo, il nostro pazzo mondo, è stata fonte di crescita per me: sia che siano state persone negative, sia positive: da tutti si impara qualcosa!L’11 settembre renderà un po’ piu difficile New York per me, ma “it doesn’t matter”, devo andare…
Sappiamo che tra le tue attività preferite c’è la pesca… contrapponevi un’attività rilassante come questa: fatta di attesa, calma, silenzio alle notti in tunnel! Qualche similitudine c’è, ma non è poi così evidente, eppure tu nell’intervista a Go Taste dicevi che c’era adrenalina anche in questo sport! Potresti spiegare meglio?
Vedi, io ora faccio pesca alla mosca, e quando ti trovi con l’acqua fino alla vita, in mezzo ad un fiume, con il rumore dell’acqua, il cinguettio degli uccelli e gli insetti che ti volano intorno sei rilassatissimo, lanci la tu imitazione che inizia a scendere la corrente e … tac! Una trota ha dolcemente rotto la pellicola d’acqua e ha mangiato la tua mosca; la tua risposta allora deve essere pronta, il pesce prova in tutti i modi a liberarsi e tu, in tutti i modi a guadinarla, poi una volta tra le mani, le toglierai dolcemente l’amo dalla bocca, e le ridarai la libertà.
Emozioni.

Rispetto ad una persona comune, chiamiamola l’uomo della strada, con una cultura media e un lavoro medio cosa pensi di avere in più? Che cosa ti ha dato e che cosa ti ha tolto il writing?
Beh, io non mi sento migliore di una persona di strada che fa un lavoro come il mio… semplicemente ho il bisogno di fare ciò che faccio, e accetto le persone che mi dicono che sono un ***, magari loro non sono mai stati in giro per il mondo ospiti delle migliaia di writers che sono state a casa tua… eppoi l’inglese… ho imparato l’inglese per riuscire a comunicare, ed ogni volta che parlo con uno straniero, giovane o anziano, mi dice che per un italiano, parlo bene l’inglese; “I’m proud of it !”

Hai sempre viaggiato molto e Stoccolma e Cophenaghen sono un po’ la tua seconda casa. Come mai sei così legato a queste città e perché qui più che in altri posti sei tornato ed hai costruito delle forti amicizie?
Ok per Copenhaghen, dove abitano due dei miei migliori amici, Thek e Kegr; ma poi viene sicuramente Zurigo, dove ci sono i DC… writers e poi insieme, nel corso degli anni, pescatori alla mosca! Due birre, lo stadio, un pannello e la mattina dopo tutti in montagna a pesca!

Per favore potresti tracciare a grandi linee quello che è stato il tuo percorso stilistico?
La mia mano fa schifo! Il mio stile? Mi piace cambiare, mi piace che la gente dica; “fico quello” ma anche che possa leggere cosa c’è scritto. Facile e stiloso!

Hai fatto la storia di Roma, in particolare per quanto riguarda la Metro. Raccontaci un po’ di quelli che sono stati a tuo giudizio gli anni d’oro della metro capitolina, quando era stragettonata anche dagli stranieri? Cosa facevate?
È vero, ne ho fatta tanta prima di smettere, e prima di me gente come Bam5, Pane sono stati dei veri precursori, sia per stile che per qualità! E durante gli anni, non si possono non menzionare persone come: Mencio, Zeir, Jon, Gor, Panda, Hekto e ancora Howen, Reps, THE e OK, tutti nomi che potevi leggere su gran parte delle metro che hanno girato degli ultimi 12 anni. Gli stranieri vengono ancora, è solo che ora ogni tanto ne prendono qualcuno!

A lungo andare trovi che questo stile di vita possa annoiare anche la persona più esaltata?
Io ho detto a tutti quelli che ho visto iniziare dopo di me di andarci piano, che se uno inizia e ne fa un sacco, poi si stufa e smette: PAC, CB, SOS e tanti altri…

Che cosa ti ha dato la spinta per continuare a portare avanti questo discorso a scapito degli anni che passano, delle responsabilità e dei problemi?
L’energia che ogni singolo graffito, ogni singola azione ti dà!Che sia essa composta da una nottata a svuotare spray in lungolinea oppure una murata con gli amici e cena finale.

Sei stato giudice del Write4Gold, che tipo di parametri hai usato?
Vedi, quando sono stato giudice al w4g, non avevo idea di ciò che si facesse, di come si votasse, e gli altri due giudici, Nose e Zebster, mi hanno spiegato i parametri che avrebbero usato: li ho usati anch’io.L’unica cosa che non reputo giusta, è che se in un throw up, uno sbaglia una lettera, per me ha sbagliato tutto il t-up, cosi mentre gli altri davano ai piu brutti 4, io davo 0.

Quali sono secondo te le realtà più interessanti che stanno emergendo nella scena Capitolina? Ti piace la street art?
No, tutta questa roba allontana la mente delle persone da ciò che è veramente il writing. Io penso che i graffiti sono graffiti: o li ami o li odi.I writers piu promettenti a Roma? Haker e Chosen su tutti. Il ritorno del Panda, e da un paio d’anni il dominio assoluto di Reps.

Sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che sei entrato in crew con Tosh e gli altri… Mi racconti qualcosa di più in merito? Che stimoli ti da la loro compagnia?
La TLM è nata la sera in cui ci siamo diplomati: eravamo tutti ubriachi e felici: la nostra unione stava a rappresentare il legame che si era creato in quegli anni. Io amo confrontarmi coi writers, adoro le critiche, e mi piace poter dire che una cosa mi piace, o mi fa schifo. Persone come Tosh, Pepsy, Pilo, Rufus, Cimpa, Zork, Ivan e Vega, sono il massimo che si possa chiedere: quando servono, ci sono; quando non vuoi che ti rompano i ***, ti aspettano (vero Pepsy?); e quando c’è da far baldoria …

Nel corso degli anni com’è cambiata la tua concezione del writing?
Si da piccolo dovevo sfogarmi, e la morte di mio padre è stata fondamentale.Poi c’è la sfida con gli altri writers, il confronto! Oggi invece, mi diverto ad andare a scrivere con gli amici, lo faccio per me stesso, per sentirmi vivo, per continuare a volare…

Che cosa fai nella vita?
Grafico, come chissà quanti writers in Italia. Ogni tanto vorrei mollare tutto e andarmene con la mia ragazza dall’altra parte del mondo: chissà!

Quali altri interessi hai oltre ai writing?
La mia donna, le mie trote ed i miei amici.

Come ti auguri che vadano le cose in futuro?
Spero sinceramente che i new schoolers, leggano un po’ più di libri e capiscano il perchè di ciò che stanno facendo. I graffiti sono una moda per i modaioli, uno sport per gli sportivi, una ricerca per i ricercatori e cosi via… Fare ciò che hanno fatto gente come Blade (e tanti altri) a New York e Chintz in Europa, è un’utopia! Ma sarebbe interessante sapere quanti di quelli che leggeranno questa intervista sanno chi sono Blade e Chintz!

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