Milano, il Comune apre ai writers: un buon inizio?

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Personalmente mi viene da dire meglio tardi che mai, e cercherò di spiegare questa mia apertura di credito raccontando un fatto che mi è accaduto ultimamente.

Nei mesi scorsi ho dipinto in alcune convention e sono stato avvicinato da parecchi writers di quella che io considero la nuova scuola. Parlando con loro sono rimasto sorpreso del fatto che non solo ricordavano i miei lavori del ’93, ma, ed è qui la cosa che mi ha stupito di più, li consideravano ancora dei bei pezzi, nonostante fossero passati così tanti anni.

Quello che mi è successo rende naturale chiedersi come mai alcuni lavori della vecchia scuola non solo italiana, ma europea, sono rimasti impressi nella memoria di molti nonostante sia passato così tanto tempo, mentre la maggior parte dei graffiti realizzati in quel periodo sono stati dimenticati.

La risposta è ovvia, ma credo valga la pena di essere ricordata. Quei graffiti erano realizzati non solo con una ricerca maniacale della perfezione tecnica, ma proponevano ogni volta un nuovo stile di lettere. Rappresentavano in pratica un passo in avanti.

Realizzare graffiti di quel tipo richiedeva non solo molto tempo per essere progettati, ma credetemi, un sacco di tempo per essere dipinti in totale tranquillità.

É questo, il tempo per dipingere, a mio parere il fattore che manca a Milano oggi, che si traduce nell’impossibilità di poter pianificare e realizzare dei nuovi graffiti capaci di fare la differenza, e di consegnare nuovamente alla nostra città quel primato nello stile di cui eravamo detentori.

Accettare l’offerta del Comune può rappresentare quindi una grossa opportunità per tutti noi, ma tutto dipende da come verrà sfruttata.

Se è vero il detto popolare secondo cui la prima impressione è quella che conta, potremmo dire sin da ora che per l’opinione pubblica saremo sempre persone che imbrattano.

Ma tutto, come ho già detto, dipenderà dall’intelligenza con cui verrà gestita l’operazione.

L’opportunità di dipingere per la prima volta, per esempio in un luogo come Piazza Affari, può rappresentare una grossa occasione o la peggiore delle disgrazie.

Sarà una disgrazia se come temo verranno chiamati a dipingere writers alle prime armi, i quali, nonostante la loro buona volontà, finiranno per confermare agli occhi dell’opinione pubblica l’idea che i graffiti in fondo sono solo dei pasticci.

Sarà un successo se, ed è quello che mi auguro, i writers milanesi daranno una prova di maturità, pianificando al loro interno l’esito di un intervento che potrebbe modificare, una volta per tutte, i numerosi pregiudizi che ci perseguitano dagli anni ’80.

Questa operazione, che verrà seguita dai media, dovrebbe essere affidata ai migliori writers di Milano, i quali dimostreranno una volta per tutte che in questa città ci sono artisti e che meritiamo rispetto.

Questo è quello che mi auguro, anche perché i lavori realizzati saranno sottoposti al giudizio dell’opinione pubblica e dei media, che come è facile prevedere, finiranno per avere una funzione di veto sull’esito dell’operazione, condizionandone gli sviluppi futuri.

L’offerta del Comune sarà trasformata quindi in un esame, a cui, per un processo di associazione verranno sottoposti tutti i writers di Milano, proprio perché chi dipinge sarà agli occhi di tutti i milanesi, che lo voglia o no, visto come il rappresentante dell’intera scena cittadina.

In parole povere, se saranno dipinte delle schifezze sarà peggio per tutti.

L’unico dubbio che ho rispetto a questa apertura di credito da parte del Comune, di cui non conosco per altro le condizioni, è che si potrebbe trattare di un tentativo mascherato di ingabbiare e condizionare la nostra creatività, non tanto in alcuni muri piuttosto che in altri, ma attraverso la scelta dei messaggi da veicolare attraverso i graffiti.

Ho iniziato a dipingere ventidue anni fa. Ne ho viste di tutti i colori, e come voi so che per essere vero quello che facciamo deve essere lasciato libero da ogni condizionamento.

Rendo.

Posted in Graffiti Writing, Graffiti, Politics & Laws Tagged with: ,