Milano Walls of Fame: considerazioni personali

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L'opinione personale (qui a seguire) è quella di Ivan, milanese poeta e artista di strada, tra coloro inizialmente selezionati per partecipare al progetto presentato la scorsa settimana dal Comune di Milano. Prendete le mie parole come ante scriptum: Ivan non era affatto tenuto a queste righe, a ciò l'ho sollecitato io più d'una volta. Del resto mi aveva già raccontato a voce la sua versione dei fatti qualche giorno fa. Grazie quindi d'essersi, unico, preso la briga di dichiarare pubblicamente, anche se a solo titolo personale, qualcosa a tale proposito.

Nonostante tutto, credo ancora che l'argomento necessiti di più chiara comunicazione da parte dell'Amministrazione comunale: sarò lento, ma a me – come cittadino – non è ancora pervenuta. Indipendentemente da quanti sono stati coinvolti (anche a loro insaputa o maldestramente), tutte le notizie uscite sui quotidiani hanno presentato l'iniziativa come cosa altra rispetto quanto sembra ora palesarsi: un'intervento una tantum d'arte pubblica slegato da qualsiasi concessione al vasto popolo di artisti di strada. Lecitissimo e benvenuto: ma visto che in Italia tutto ciò che viene riportato dai media assume corpo di provata realtà o ancor peggio legge promulgata sarebbe utile considerare un passo indietro in direzione di qualche modifica popolare.

Per coerenza e dovere di chiarezza rispondo a titolo personale circa i fatti che riguardano "Wall of Fame", così come riportati dai giornali. Credo (ed è solo il mio pensiero nel rispetto di chi è stato tirato in ballo e vorrà giustamente esprimere, o meno, le proprie considerazioni), si debba dare una spiegazione precisa di quel che è accaduto in merito a questo progetto per chiarire anche altre dinamiche che attraversano la produzione di cultura, arte e creatività nella nostra città. Certamente le cose così riportate a mezzo stampa circa “WOF” (sarà per l’abbaiata mediatica ?), lasciano ampio spazio a conclusioni che pongono leciti dubbi di trasparenza e correttezza circa la progettualità. I fatti che le smentiscono sono appunto fatti (almeno per quel che mi riguarda) e lascio a chi vorrà (con chi mi son confrontato così è stato) il piacere di verificarli o di chiedermene informazione più precisa. Dopo qualche giorno di valutazioni e considerazioni sulla proposta in ogni,
 
1. per mia volontà di dedicarmi ad altri progetti di poesia (di strada e non) e su di quelli concentrarmi (a Tokio e Verona, su Linus, a Radio Popolare, per il Festival Internazionale di Poesia, per il tour di “Palestina Viva” ecc..),
2. per alcune riflessioni covate circa i rischi e le prospettive di senso del tutto (pur avendo in prima istanza segnalato una mia disponibilità, un'apertura al progetto e considerato positivamente le premesse di “WOF”)
3. per la rabbia di veder scritte su di me le ennesime notizie diffamatorie a mezzo stampa senza mio riscontro ne fondamento alcuno e non volere in nessun modo avallare anche il pur minimo sospetto
 
non raccoglierò l’invito a partecipare a questo progetto (l’ho valutato volentieri, ma ho scarsa fiducia che si possa fare un progetto condiviso e senza che il mio lavoro non sia strumentalizzato). Chi ci lavorerà e riuscirà a scongiurare tali rischi, credo avrà l’occasione di trovare un’agibilità per l'espressione della sua arte (e se vi riuscirà sarà cosa buona).
 
Ovviamente Palazzo Marino non mi ha mai scelto per nulla ne credo ne abbia intenzione; ho lavorato con la Provincia nel 2009 (e proprio perché al tempo governata dalla sinistra in conflitto con il Comune) e casomai (dai patrocini negati alle mie iniziative, alle sorprese volanti in divisa blu e strisce bordeaux sotto casa) è da diversi anni che, ben poco metaforicamente, mi lancia il sasso e non nasconde neanche la mano (succede a tanti come sappiamo). Già a marzo 2007(dopo qualche mese di governo della città da parte di questa giunta e con alle spalle l’esperienza del PAC) le distanze tra me e le prospettive espresse da Palazzo Marino erano, inconciliabili (i fatti che mi riguardano negl’anni a seguire non han bisogno di alcun spiegazione). Allo stesso tempo mi pare sterile e vittimistico infangare (come sento spesso per altri) chi lavora o si confronta con le istituzioni; altre realtà  milanesi lo fanno di questi tempi (non io o Art Kitchen certamente) ed hanno il mio pieno rispetto e la mia stima (credo conti più quello che si fa che con chi lo si fa o te lo lascia fare). Non ho ancora bisogno di sputtanare nessuno per sentirmi un poco meno puttana, ne, di nessuno (come tutti), se voglio scrivere su un muro per strada.
 
Preciso, a dover di verità e di cronaca, che Art Kitchen non ha avuto a che fare con la proposta e la struttura del progetto "WOF" (già solo il nome ed il fatto che io non partecipi dovrebbe indicarlo…) promosso da Gisella Borioli, se non, appunto, che son stato chiamato con altri, a prender in considerazione questa loro apertura sull'arte pubblica dopo mesi di conflitto esteso. Se tra gli artisti selezionati in prima istanza vi sono nomi riconducibili al lavoro di Art Kitchen, è perchè i giornali hanno riportato solo una piccola parte dei nomi che son stati considerati e informati la mattina stessa della conferenza stampa via telefono.
 
Per informazione generale (e smentire il Giornale che già aveva prodotto una bufala simile) un patto di legalità tra me e il Comune (o meglio lo Stato) non è possibile ne voluto perché, ho ascritto a casellario giudiziario:
 
1.danneggiamento,
2.resistenza a pubblico ufficale,
3.appropiazione indebita di immobile.
 
Nonché
 
1. ho avuto il piacere di ricevere due controlli domiciliari di polizia (forse per passati più politici che poetici o forse per i pronostici della   lista della Task Force antigraffiti)
2. ho sperimentato pubblicamente e non (come altri a Milano) la pressione (e la repressione) di diversi soggetti all'ombra delle istituzioni
 
In ogni, per chi condivide, ci vediamo nelle attività antiExpo2015 (chi era a Rho al CSO Fornace sabato scorso o in corteo il 25 aprile già lo sa), domani a Moribondo e domenica prossima in CS Cantiere per il sostegno dei nostri progetti in Palestina con lo spettacolo "Terra Viva", a Lissone con l'Associazione Stefania per i laboratori con i nostri (ormai di famiglia) ragazzi del centro, a Genova per il Festival Internazionale di Poesia, alla prima volta che vedremo qualche potente scordarsi la vaselina mentre ci si ricorda noi che ora arriva il suo turno (sarà uno spettacolo che non mi voglio perdere e che quasi quasi partecipo).
 
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