Milano Walls of Fame

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Sembra che quanto anticipato l'altro ieri in "Pronostici" si chiami "Walls of Fame" (evvabbé). Senza preavviso alcuno se non ad un paio di giornalisti, si è tenuta ieri conferenza stampa per presentare il progetto e si sono fatti i nomi degli artisti selezionati, che oltre agli spazi riceveranno 1.000 euro ciascuno a titolo di rimborso.

Ad utile integrazione dell'articolo tratto da il Giornale, segue il documento (file datato febbraio 2010) redatto da Gisella Borioli, in base al quale si presenta il progetto ideato dalla stessa (grazie ad Ivan per avercene mandato copia). Non voglio sbilanciarmi in giudizi – ora come ora troppo facili – prima di vedere il concreto: è sempre un'apertura da parte del Comune e come progetto one-shot d'arte pubblica può essere uno dei tanti. Se invece dovesse essere il presupposto che permetterà al Vicesindaco di affermare: ora gli spazi ai writer li abbiamo dati… spero nessuno tra coloro che partecipano al progetto presti spalla ad un gioco così scontato.

Come fare ad ottenere uno di questi spazi pubblici o partecipare all'iniziativa rimane tutt'ora misterioso: non c'è alcun ufficio comunale incaricato a cui presentare richiesta. Mi sono sentito dire: parla con Gisella Borioli, è lei che si occupa di tutta la faccenda. Ma Gisella Borioli (che pur a mio avviso si adopera con buone intenzioni) è imprenditrice privata il cui ruolo, stando a quanto riferiscono i giornali, è quello di consigliare il Sindaco Moratti. Credo invece che le cose debbano andare inversamente, chi lavora per il pubblico deve anche pubblicamente rivolgersi alla cittadinanza interessata spiegando come, dove e quando rivolgersi. A voi ogni altra considerazione.

Muri-opere d’arte in ogni zona
Source: il Giornale – 27.5.2010

C’è anche la muro di cinta che divide il campo nomadi di via Triboniano dalla stazione nord tra le nove «tele» che i Comune affiderà a writers perché raccontino con le bombolette spray «La città che vorrei». É il tema su cui gli street artists selezionati da Palazzo Marino potranno dare libera forma alla fantasia. E nella muraglia vicino alla favelas sempre al centro delle polemiche avranno a disposizione circa mille metri quadrati. Il progetto «Walls of fame» partirà a luglio: i luoghi degradati, uno per zona, sono stati scelti su indicazione dell’Amsa che spende forze e molto denaro per ripulire i muri della città dagli scarabocchi dei graffitari. Questa volta, è il senso dell’operazione, è il Comune a chiedere (e pagare con mille euro a testa) ad artisti già affermati – che non sporcano ma creano vere e proprie opere d’arte – un aiuto per rendere un servizio alla città e creare un vero e proprio circuito artistico da mettere sulla mappa dei luoghi da visitare. Le prime location scelte dal Comune insieme a Gisella Borioli, oltre a via Triboniano sono il sottopasso di via Sapri (lungo circa 15 metri), quelli di viale Cassala e di viale Monza, il Cavalcavia Bacula, via Monte Ceneri, la stazione Lambrate, via Palmanova e il muro di cinta di via Ludovico il Moro. Invitati al progetto solo writers senza guai con la legge: Marzia Formosa (in arte Nais), Ivan (Tresoldi) detto il poeta che potrebbe scrivere su un muro la poesia più lunga del mondo, Pao alias Paolo Bordino, Ozmo al secolo Gionata Gesi, TvBoy (Salvatore Benintendo), Lorenzo Argenziano che si firma Santy, Marco Campori che è «El Gato Chimney», il «Microbo» Roberta Introvaia, «Bo130» Roberto Guidotti e Kayone alias Marco Mantovani. Ma sarà un work in progress, potranno aggiungersi via via nuovi luoghi nel circuito della rassegna d’arte di strada a cielo aperto. Gli artisti dovranno firmare un regolamento che li impegna a rispettare la città e gli spazi pubblici ma avranno anche una targa su ogni muro ridipinto in città.

Documento: Walls of Fame

Su invito del Comune di Milano, nella persona dell’ assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, e della Fondazione Amsa, nella persona del presidente Sergio Galimberti, inoltro alcune note per la realizzazione del progetto Walls of Fame.

Il progetto.Il progetto prevede l’identificazione di spazi murali da qualificare con opere di nuova figurazione attraverso interventi di writing e street art in diverse zone della città, uno entro i confini di ogni area metropolitana. Nove o più street artist (o suddivisi in crew), precedentemente invitati a presentare un progetto tematico su indicazione della Direzione Artistica, verranno incaricati di realizzare un’opera di urban-art nello spazio assegnato, nei tempi e modi indicati.

Le opere diventeranno patrimonio di Milano e concorreranno a tessere un tessuto urbano di arte open air con la doppia funzione di sensibilizzare i cittadini ai valori dell’arte popolare e alla fruizione  autorizzata ed estetica di spazi legalmente concessi, in contrasto con l’abusivismo deturpante che rovina la città. I Walls of Fame potranno diventare parte di un circuito artistico open air in continuo divenire, che di anno in anno potrà arricchirsi di nuove opere sempre su spazi identificati e attribuiti dal Comune o in collaborazione col Comune. La guida al circuito Walls of Fame potrà diventare uno strumento di comunicazione per la scoperta di zone della città.

Ogni artista realizzerà sul muro assegnato un’opera  secondo un preciso progetto, che dovrà dialogare col contesto urbano in cui lo spazio si trova. Per semplificare, le opere scaturiranno da una chiave di lettura che interpreterà l’anima del quartiere in cui saranno realizzate. Nel caso di spazi di grandi dimensioni, saranno più artisti ad eseguire un lavoro corale

Gli artisti si pongono così in modo esplicito come esempio ai ragazzi  e ai  trasgressori che imbrattano i muri con tag, scritte e scarabocchi, creando occasioni di aggregazione e conoscenza, operando nella legalità. Evidenziano ai cittadini in tutti i modi la “differenza” tra street-art e scritte deturpanti, tra arte metropolitana e vandalismo, tra spazi concessi e repressione.

Walls of Fame. Individuazione di muri adatti nelle nove zone della città, in posizioni non troppo nascoste e facilmente raggiungibili, e creazione di un percorso creativo. Sui muri individuati sarà possibile dipingere legalmente, e verranno resi riconoscibili come patrimonio artistico da una targa contenente tutte le informazioni .

I muri rimangono a disposizione degli artisti permanentemente o per periodo da definirsi. Durante questo periodo gli artisti dovranno impegnarsi ad intervenire per eventuali “restauri”. Impegno degli artisti selezionati a non dipingere  in modo illegale su muri non attribuiti a questo scopo.

Rispetto delle regole e garanzia di non perseguibilità, neanche per opere fatte in passato identificabili per firma o stile. “Amnistia” per gli artisti coinvolti nel progetto che accettino il nuovo percorso di legalità.

Documentazione dei lavori per creazione archivio della public art di Milano.

Timing. L’inaugurazione di 9 Walls Of Fame è prevista nel mese di giugno come tappa iniziale delle manifestazioni Milano Estate.
Marzo: individuazione degli artisti, definizione delle aree, attribuzione dei progetti, inizio progettazione. Ricerca partner ( main sponsor, sponsor tecnici, mediapartner, altro). Conferenza stampa ( durante la settima di Miart?)
Aprile: presentazione dei progetti, definizione dei dettagli, reperimento materiali, formalità e organizzazione tecnica.
Maggio: inizio preparazione muri, predisposizione e inizio lavori. Realizzazione mappa al circuito. Inizio comunicazione.
Giugno: inaugurazione circuito Walls of Fame.

Elenco provvisorio degli artisti che verranno esaminati per la selezione e invito al progetto

Abbominevole, Airone, Aris, Atomo , Bo130 , Blu (animazione), Bros, Dado&Stefy, Dem , El Gato Chimney, Ericailcane, Faust, FlyCat, Gatto, Ivan, Jezus, Joys , KayOne, Luze , Mambo, Microbo, Nais, Neve, Ozmo, Pao, Phobia aka PHO, Pus , Rae Martini, Rendo, Santy, Sea, Senso, Serpeinseno (collettivo), Cristian Sonda, Sky 4, Stand, Tawa 16k,TvBoy, Zen Two, Wany.

Gisella Borioli, Milano 21-02-2010

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2 comments on “Milano Walls of Fame
  1. LucaSeil says:

    Spettacolo questa cosa dei muri che prima vengono tolti a chi li ha sempre disegnati e poi dati in gestione ad artisti “selezionati” da Palazzo Marino o ancora meglio dai Galleristi.

    clap clap.

  2. MarcoTeatro says:

    oggettivamente, il comune di Milano commette un errore di prassi: non è autorizzato a dare in mano ad agenzie private, che a loro volta scelgono privatamente di subappaltare i lavori di “valorizzazione”, aree pubbliche o società pubbliche; senza aver seguito l’iter pubblico e le norme vigenti che regolano queste cose. Non possono distribuire soldi pubblici a caso, perchè stiamo parlando dei nostri soldi. Se ci sono delle lacune da questo punto di vista, dovranno venire fuori.
    altrimenti, se invece esiste una scappatoia burocratica per cui il comune si prende solo il patrocinio e lascia la scelta alle singole amministrazioni dei muri, non so, ma allora l’errore è da un’altra parte, evidentemente, la attuale giunta sta facendo una operazione puramente mediatica, per rispondere alle pessime figure fatte ultimamente sul tema in discussione. In entrambi i casi, è palese che sono in cattiva fede, e che un gruppo consistente di artisti, per l’ennesima volta, si fa mettere nel sacco.
    il risultato di questa operazione non può che essere una ennesima rottura tra tutti gli operanti nel settore, quidi:
    per favore chiederei più attenzione, da parte di tutti, quando abbiamo a che fare con le questioni PUBBLICHE, di prestare maggiore attenzione. nella lista degli artisti coinvolti in questa faccenda, NON ci sono ragazzini di 15 anni, ma uomini e donne maturi.

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