Napal Interview

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Napal “Er King”.

Ciao Napal. Cominciamo con le presentazioni di rito.
Mi chiamo Napal, Naps ho cominciato nel 1986. Certo dirsi da soli che tipi si è non è facile… io mi sento di essere una persona normale, magari per altri sono un pazzo scatenato.
Guarda diciamo che sono una persona socievole e un misantropo allo stesso tempo.

Hai iniziato a dipingere nel 1986, mentre vivevi in Australia. Cosa ricordi di quel periodo?
Eh qui andiamo parecchio indietro… mi ricordo che vedere dei pezzi per la prima volta è stato un colpo di fulmine! Queste scritte illeggibili con puppet, pistole e personaggi di Bode’… mio padre fin da piccolo mi aveva avvicinato al disegno e alla pittura d’impostazione classica (passione che conservo tutt’ora) ma lo spray fu una vera droga per me, un amore che mi ha portato a vivere momenti bellissimi ma anche autodistruttivi.

Tornato a Roma l’anno seguente com’è stato l’impatto con la realtà italiana? Chi c’era in città?
Mmmh diciamo nessuno… nell’ ’87 a Roma c’erano Crash, Clown, Maelo e Ice one e nessuno di noi pensava minimamente che questa cultura potesse svilupparsi qua da noi…

Il tuo quartiere San Lorenzo è sempre stata una realtà abbastanza sui generis e negli anni voi KIDZ avete mantenuto un forte presidio territoriale sulla zona.
Hehe San Lorenzo era ed è assurda! Metà del quartiere era agli arresti domiciliari e l’atra metà cercava di stare fuori dai guai… non potevo trovare posto più bello! Abbiamo sempre sentito un forte legame con il nostro quartiere perché abitiamo tutti qua! Io, Sumo, Brus, Mets quindi è ovvio che amiamo questo posto ma non siamo una gang tipo quelle di L.A. Non scimmiottiamo nessuno…

… E la tua crew i KIDZ?
Ma quando una crew gira da così tanto (siamo la crew più old di Roma) è ovvio che abbiamo attraversato più fasi, sicuramente il filo conduttore di tutte le nostre esperienze è quello che ci siamo divertiti a fare quello che facciamo ed anche il fattore di saperlo fare bene ci porta ad andare avanti.

Quali sono le altre crew nelle quali hai militato?
Allora schematizzo per semplificare.
1989-91 L.T.A (io e Crash Kid)
1989-2010 KIDZ SAN LORENZO (Napal, Sumo, Grey, Brus, Jago, Mets)
1991-97 T.T.N (io e Fab 137)

Che personaggi provenienti dall’estero o dalle altre regioni italiane giravano a Roma in quel periodo?
I primi a venire sono stati Delta e Steiber Twins poi nel ’90 arrivarono Banga e Bobo con la 93ntm posse e Mc Solar, poi tanti altri.

Nell’intervista che ti avevo realizzato per hiphop.it qualche anno fa raccontavi che spesso vi facevate dei viaggi a Parigi per reperire spray e materiali. Come vi organizzavate in quelle occasioni? C’è stato qualcuno in particolare con cui hai legato?
Si partiva quando avevamo i soldi per il biglietto poi là si vedeva… Legato? Ora sono più aperto rispetto a quando ero ragazzo, prima non avevo alcun interessere a fare amicizia con gli altri.

Mi raccontavi che all’inizio per voi è stata dura, dovevate fare a botte tutti i giorni con i coatti del quartiere per dipingere. Insomma chi faceva il writer veniva considerato dalla gente comune un coglione?
Forse anche per questo sono sempre stato un po’ asociale nella scena del writing. Io facevo queste cose perché amavo l’arte non perché volevo far parte o primeggiare in una qualche scena…
All’inizio si metteva tutto in comune ed era molto divertente, ora ognuno vive il proprio trip di ego. Quando vedo writer che hanno 40 anni con moglie e figli che se la tirano perché si sentono chissà chi nel mondo del writing mi fanno una tristezza infinita… davvero mi fanno venire voglia di smettere per sempre.. . fortunatamente non sono tutti cosi!

Com’è stato il primo approccio con i treni e con la Metro della capitale?
Ma a Roma sono stato il primo writer a fare treni ma non me ne rendevo conto al tempo. Quando non hai persone con cui vantarti che hai fatto una cosa illegale non dai tanta importanza a quel lato: pensi solo a dipingere una cosa fica. Poi sì, è importante sapere chi è stato il primo a farsi la metro, ok, ma non abbiamo mica inventato nulla… a New York lo facevano già 20 anni prima.

Chi sono state le figure (o se preferisci i writer o i compagni di crew) che hanno più influito sulla tua formazione?
È difficile da dire, dal momento che ne sapevo di più ero sempre io che mi portavo dietro le persone per insegnargli come fare, non mi sto vantando, è solo un dato di fatto. Però sicuramente writer come Sumo, Crash, Brus, Mets con il loro spirito positivo mi hanno influenzato in maniera positiva.
Secondo me puoi dipingere con tanti writer famosi e non, ma io do il meglio quando dipingo con i miei amici… Alla fine sicuramente ho sviluppato un approccio personale al writing e mi ha sempre divertito vedere le reazioni di altri writer alla mia mentalità e al mio modo di dipingere.

Crash Kid è stato uno dei personaggi più importanti della scena italiana. Puoi raccontarci qualcosa sulla vostra amicizia?
Ah Crash era strepitoso! Se era ancora vivo la scena di Roma sarebbe di sicuro diversa… Molto più sostanza e meno coatti…. che dire l’ho conosciuto nell’ ’87 ed eravamo tutti e due delle teste dure. Abbiamo creduto in questa cultura quando nessuno si sognava che poteva portare a qualcosa di buono, abbiamo fatto i primi treni, se la metro a Roma ha avuto quella storia è grazie a lui più che a altri nomi più blasonati…

Quali attitudini sviluppate grazie ai graffiti hai portato nella tua vita quotidiana e nel tuo lavoro?
Per un periodo magari il writing ha portato solo cose negative nella mia vita…anche se mi divertivo molto, ora il writing è una bestia che ho addomesticato.

Dal quando hai iniziato ad oggi sono trascorsi parecchi anni. Quali sono stati degli avvenimenti, interni ed esterni al mondo del writing che ti hanno colpito, influenzato?
All’inizio amavo la spontaneità con cui avveniva tutto, cosa che ora manca… il writing è diventato un fenomeno talmente grande che nessuno se lo aspettava. Poi il mondo in 24 anni è cambiato molto un po’ in bene un po’ in male.

Roma è stata da sempre una delle mete più gettonate dai writer stranieri che sin dai primi anni ’90 hanno dipinto le linee della capitale… secondo te perché?
Vabbeh Roma è una bella città! Poi sicuramente era facile dipingere i treni, poi come a noi piace andare a Parigi o Berlino a loro piacerà venire da noi hehe…

Grazie a internet, alla globalizzazione, ai viaggi low cost, alle fanzine e alle migliorie tecniche oggi assistiamo ad una grande omologazione degli stili, alcune città come ad esempio Roma però riescono a conservare intatte alcune componenti e caratteristiche locali.
Forse un pregio di Roma è quello di essere ottusa e quindi è poco portata al cambiamento.
Quando giravo per l’Italia nei primi anni ’90 il writing fuori città mi sembrava troppo smielato troppo buonista e poco spontaneo. Rifiutavo questo atteggiamento e mi è venuto spontaneo fare un writing più aggressivo, passionale, incazzato… penso di aver in qualche modo contribuito a creare questa mentalità.

Doppio mi raccontava che stai lavorando ad un documentario e hai già parecchio materiale in mano. Di che si tratta? Riguarda solo la scena di Roma?
Sì è solo su Roma, dal momento che conosco veramente tutti mi sono detto che bisognava farlo e mi sono buttato in questo progetto, ma sarà lunga finire tutto. Voglio che sia una testimonianza delle persone che hanno vissuto in prima linea l’hiphop a Roma in ogni sua forma.

Negli anni come si sono evolute le motivazioni che ti spingono a continuare a dipingere?
Un motivo costante è sempre stato la ricerca artistica, per esprimermi liberamente senza dover pensare a consensi o vendere il mio talento, per stare con altre persone con cui condivido queste cose… ma alla fine vedi i motivi sono rimasti sempre gli stessi!

Per un certo periodo sei stato lontano da questo ambiente… cosa ti ha spinto a ritornare?
Sì certo, non ho problemi a dirlo: l’arte soprattutto il writing va praticata solo quando se ne sente il bisogno e ci si diverte. Poi uno ha anche una vita da vivere oltre al writing, quindi negli anni 2002-03 e 2004-05 mi sono dedicato ad altro: fotografia, video, insomma altri mezzi di espressione ma poi dal 2006 sono tornato in forma hehe…
Comunque quando basi il tuo nome sulla qualità non ha importanza se dipingi tanto o poco, l’importante è che quello che dipingi sia valido e se trovo ancora writer di 15-20-30 o 50 anni che vogliono dipingere con me si vede che lo è…

Che rapporti hai con le nuove leve? Ho visto diversi pezzi con Brus nonostante ci siano diversi anni di differenza tra voi.
Beh Brus è di San Lorenzo. Crescendo con i nostri pezzi è ovvio che voleva essere uno dei KIDZ e dal momento che abbiamo legato sono successe un sacco di belle cose! Poi come dicevo prima, io magari sono asociale ma poi a Roma ho dipinto veramente con tutti e di tutte le generazioni, le nuove leve sono forti! C’è sempre uno scambio, loro mi passano il loro entusiasmo io a loro il mio sapere.

Quali sono secondo te le realtà italiane e straniere meritevoli di attenzione?
Non ne ho la più pallida idea! Non è che seguo delle scene, io conosco alcune persone che dipingono a Roma o Berlino, Parigi, L.A. tutto qua, ma solitamente mi appassiono più di cose che stanno fuori dal mondo del writing.

A parte i graffiti quali altri interessi coltivi?
Amo da morire la pittura ad olio! E sicuramente dopo aver creato per anni in una giungla di cemento sento il bisogno di creare in mezzo alla natura, di dipingerla. Poi la fotografia, il video, la cucina, la botanica (Free Hemp) e soprattutto suonare la chitarra e la musica.

Come si svolge una tua giornata tipo?
Fortunatamente sto vivendo un buon periodo dove non ho giornate tipo… che per un artista sono la morte! Dipende, magari se sto sveglio tutta la notte a dipingere una tela, poi dormo tutto il giorno o il contrario. Non so oggi ho dormito parecchio poi mi sono svegliato ho fatto il pane biologico in casa, ho preparato un bel minestrone biologico con ortaggi presi dai contadini vicino poi mi sono messo a dipingere. Non so è questa la giornata tipo di uno che va dipingere i treni illegalmente!?!
boh!? Per me è stata una bella giornata.

Mi dai la tua ricetta per il ragù? 😉
Allora dal momento che sono anche Cuoco ecco la ricetta del ragu’!
Con olio extravergine soffriggere sedano, carota e cipolla, mettere per 4 persone 4 etti di macinato di chianina – più leggero – o di Cartella di manzo se vi piace più pesante – sfumare con mezzo bicchiere di vino e se avete del brodo metterne un po’, non fa male.
Una volta cotta la carne mettere il pomodoro (Bio) e cuocere a fuoco lento (più lento è meglio viene, però non deve diventare forte il pomodoro, il sapore deve rimanere dolce) aggiungere sale, pepe, una punta di noce moscata e un po’ di origano durante la cottura. Cuocere la pasta e mantecarla in pentola insieme al sugo e vai cor TANGO!! (c’è chi ci mette anche il latte ma a me stucca…)

Concludi con un saluto, un messaggio. Quello che vuoi!
Certo! Io so er KING siete tutti una massa di scrausi TOY che non valete niente, portate rispetto se no vi sparo. Dammi i tuoi soldi così ci compro le pile per il mio ghettoblaster… fate dei pezzi che fanno cagare, il vostro stile è marcio… non sputtanarmi la yard e se ti becco a San Lorenzo ammanetto tua madre!! Hahaha ovvio sto cazzarando non penso ste cose fortunamente… insomma peace a tutti e create in totale libertà! YO!

Posted in Art Interviews, Graffiti Writing, Graffiti Writing Old School Tagged with: , , ,