Nas & Jr Gong “Distant Relatives”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Se ne parlava da parecchio tempo. La notizia di un album per l’Africa, la presenza in duo ai maggiori festivals reggae e hip hop, come il Sumfest in Giamaica e il Rock The Bells in America già lo scorso anno, e finalmente l’album tanto atteso

Due mondi, la Giamaica e gli States, due realtà, il reggae e l’hip hop, la comune discendenza africana e la presa di coscienza sulle tribolazioni del proprio popolo, sulle proprie radici. Il linguaggio hip hop e la musicalità del reggae e della dancehall per raggiungere la madre Africa. Tutto combacia. La fortunata collaborazione tra Nas e Damian Jr Gong, che affonda le radici nel pezzo “Road to Zion” tratto dall’album “Welcome To Jamrock” del giovane Marley, ha portato a risultati altissimi. Stiamo certamente parlando di due colossi, artisti che, indipendentemente dal nome, dallo status o dalla durata delle rispettive carriere, hanno da sempre dimostrato che la consapevolezza non azzera gli ascolti. Tutt’altro. E in un momento che vede non poche parentesi di sterilità e mancanza di argomenti nel mainstream, anche in combo Nas e Damian Jr Gong trovano il linguaggio giusto per rivolgersi al mondo. Come moderni poeti, affrontano temi legati alla propria generazione (“My generation” feat. Joss Stone & Lil Wayne), parlano di religione, di guerre, di amicizia, d’ispirazione, offrono un commentario  sociale, come in “Africa must wake up” o “Tribal war”

“Every man deserve to earn and every child deserve to learn/Every man deserves a turn like Babylon deserves to burn” Damian Marley offre una visione rastafari che calza al mondo intero, “I drink poison/then I vomit diamonds” afferma il guest K’naan senza mezzi termini facendo riferimento alla guerra dei diamanti, “Hey, what happened to us? Geographically they moved us from Africa/ we were once happiness pursuers/ now we backstabbing/ combative and abusive/ African and Arab go at it/ they most Muslim/used to be moving in unison ” irrompe Nas con la potenza delle sue liriche.

La prima traccia “As we enter” – grandissimo pezzo il cui impatto è rafforzato da una base rielaborata del noto jazzista etiope Mulatu Astatke – “Strong will continue” o “Leaders” (feat. Stephen Marley) sono uno spiraglio di luce per l’ascoltatore. Perfette, all’unisono le voci dei due “lontani parenti” artisti-profeti, in quella che giudichiamo una delle uscite più lucide degli ultimi tempi.

Stefania “Stef” Bonamici

Posted in Hip Hop, Music, Music Reviews, Reggae Tagged with: , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

*