Norma interview

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Ciao Norma. Per favore introduciti ai lettori.
Sono un ventunenne abbastanza normale, salernitano e ci tengo che non sia fatta confusione con Napoli.

Hai iniziato ad interessarti ai graffiti molto presto. Cosa ti aveva colpito maggiormente di questa cosa?
I COLORI, LE LINEE, I MESSAGGI, L’INCOMPRENSIBILITA’ (la voglia di scoprire), LO STARE INSIEME. Penso che queste 5 parole bastino, tu che dici?
Ora non sò, sono un pò cambiate le cose, lo vedo quando parlo con i ragazzini che hanno appena iniziato: io a 14 anni mi sognavo un SOFT NY, ora quello meno attrezzato c’ha la pistola per riempire i whola car… anche se purtroppo molti nn lo sanno nemmeno cosa è un WHOLE CAR 😀

Napoli e dintorni hanno una forte tradizione per quel che riguarda il writing. Che tipo di rapporti hai/avevi con chi è venuto prima di te. Che aria si respira? Chiusura, disponibilità… competizione. Cosa?
Bah, la mia città Salerno ha pochissimi writers attivi, persone che magari potrebbero permettersi di parlare, la maggior parte sono miei amici. Napoli è diversa spesso si finisce con litigare per cazzate o per incomprensioni, io non do peso piu di tanto a queste cose, preferisco farmi i cazzi miei e rispettare le persone che ritengo “AMICI”.

Cosa sono per te new school e old school. Ti ho sempre visto come un writer libero da preconcetti slegato da qualsiasi cosa… è così? Senti di appartenere in qualche modo ad una scuola o a qualcosa di simile?
Non ti so rispondere alla domanda: io non mi reputo nulla se non uno molto al di fuori dell’ hip hop e di cose simili. Alcuni termini infatti mi scivolano addosso, preferisco catalogare le persone non da quanto tempo disegnano, ma per come la pensano.

Per favore potresti tracciare a grandi linee quello che è stato il tuo percorso stilistico?
98: ho iniziato.
99-2001: le prime esperienze… i primi treni.
2002-2004: pausa di riflessione…ogni tanto spuntavo fuori.
2005…

Se non avessi fatto il writer, secondo te oggi cosa saresti?
Un tossico o una fashion victim, per la seconda ci sono andato molto vicino hahahaah!

Recentemente so che hai dipinto all’estero. Raccontaci qualcosa in più sulla tua trasferta.
Viaggiare è una delle cose più interessanti del writing: scopri posti, becchi gente, fai amicizie, esperienze brutte o belle, tutto ti rimane impresso nella mente. Quest’anno ho girato un pochino per l’Europa, sono stato in Spagna a maggio, Barcellona precisamente, dove mi son divertito veramente tanto!Questa estate invece sono stato 20 giorni in giro tra Germania, Francia, Olanda e Belgio, nuovi posti, vecchi amici, tanti pannelli e tanto divertimento… Soltanto Parigi è stato un pò meno di quanto mi aspettavo ma don’t worry, sto già prenotando!!!!!!!!

Molti sostengono che questo stile di vita, ovvero dipingere a manetta sempre e tutti i giorni a lungo andare possa annoiare anche la persona più infottata. Ti riconosci in questa affermazione?
A volte capitano settimane in cui non ho troppa voglia, ma succede poi che la settimana dopo accumulo la fotta di quella di prima e scoppio. Non so’ penso che la maggior parte delle volte non è la voglia che viene a mancare, bensi’ il tempo o i soldi.

Ti nomino alcune città, dimmi i writers che ti vengono in mente.
Milano

Dumbo, Rocks, Mind.
Roma
Poison, Jon, Trota
Bologna
Chob, Repo
Napoli
Preferisco non rispondere
Berlino
Rocko, Four, Ruzd.
Parigi
Opak, Perle, Azyle, Sier
Londra
Zombie, Nema

L’ultima rivista di writing che hai comprato?
Stylefile.

Una rivista, un libro, uno speciale… una cosa che che ti ha colpito
Mi piace leggere le riviste, ne compro molte e amo collezionarle. Qualche anno fa, credo fosse più o meno il ’98 uscì un Juice con un’intervista ad Opak piena zeppa di foto all over Europe e un bel testo. Me lo ricordo come se fosse ieri, per me dodicenne è stata una bella botta trovarmi tutte quelle foto con quella qualità.

Il tuo colore preferito?
Dipende, ultimamente ho cambiato marca di spray, amo le tinte scure e opache, comunque ti direi il verde.

La prima cosa che fai quando entri in yard?
Mi metto i guanti.

Cosa ti appassiona di più del fare i pannelli?
Bellissima domanda. Credo che la cosa più importante sia la sensazione, gli stati d’animo i sentimenti: l’ansia l’adrenalina, l’odore, il tempo. Son tutte componenti che mi fanno preferire il metallo al muro.

… senti il cuore che fa “tum tum”? o sei uno freddo?
Mah il cuore che fa “tum tum” lo sento più per la mia ragazza che per i pannelli. Ma posso dirti che la prima volta che ho fatto una metro in tunnel, e non è stato troppo tempo fa, me lo sentivo in gola, come non era mai successo.

Rimani concentrato su ciò che fai oppure mentre disegni pensi ad altro?
Penso alla prossima cosa che devo fare, se sono in ottime condizioni psichiche ho la mente vuota e aperta. Ad esempio se sto tracciando gia’ penso a quale colore mi conviene mettere per primo, mi capita invece che se sono preoccupato per qualcosa che il risultato sia pessimo. Non puoi pensare ai debiti mentre disegni, perché se poi ti ci fissi e tiri una linea storta ti arriva uno da dietro e devi correre a più non posso. Non puoi prendertela con nessun altro al di fuori di te.

Hai mai pensato che quando vai a fare queste cose potresti farti male, rischiare la vita o che so che qualcuno possa spararti?
Mi è capitato di farmi male, che mi sparassero e purtroppo di perdere un amico e di pensare anche “ma chi *** me lo fa fare” ma purtroppo o menomale dopo un po’ mi risale la scimmia e non penso a nient’altro che “colors on steel”.

La tua famiglia sa cosa fai? E la tua tipa… Cosa ti dicono se arrivi a casa mal messo?
La mia famiglia purtroppo sa, avendo i genitori separati vivo a casa con mia mamma e… la mamma è sempre la mamma, ormai c’ha fatto il callo e non mi dice più niente né quando torno tardi, né se mi lamento dei dolori. Mio papà invece è un supporter, spesso quando ho ospiti è da lui che mi appoggio, si sta liberi senza stress femminile. La mia ragazza invece (bacio a terra) è la mia prima fan: foto, video, magazines, se nn le mando le foto aggiornate si incazza e se non legge il suo nome in ogni mio pannello sono guai! Pensa che spesso me la sono portata appresso: è pur sempre la mia Lache.

Meglio la patata o un pannello?
LA FIGA al 100%.

Il tuo target preferito?
E2e colori uguali con qualke amico, action di notte e foto mattutine.

Pensi che una persona esterna al writing possa condividere, comprendere e questa cosa come uno che la vive?
No. Puo’ arrivare a capirlo al 50%, tutto il resto rimane solo di chi è dentro. Tante cose le puoi spiegare ad un “esterno” ma sensazioni stati d’animo… l’emozione di vedersi girare la roba è una perversione che può capire solo un writer.

Il writing è una perversione?
Hmhm no. E’ la mia vita e voglio che lo sia ancora per molto. La perversione era riferita al fatto di vedersi girare i pannelli, le emozioni e le sensazioni: io godo proprio quando vedo qualcosa girare o quando la gente mi dice: “ho ho visto una cosa tua là” e magari ti passano anche la foto.

Serie tv preferita
Odio la TV.

Pratichi qualche sport?
Snow, surf e kick boxe.

Videogioco di tutti i tempi?
Cavolo… Snow Bros indubbiamente anche Cadillac e Dinosaurs spaccano però!

Se fossimo nei fumetti o in un film saresti un personaggio buono o cattivo?
Sarei MR OCEAN buono o cattivo nn so, ma di sicuro THE GUILTY.

Nella vita di tutti i giorni cosa fai?
Tento di fare il grafico, da grande voglio fare il lavoro di mio padre: CHE NON SO ANCORA QUAL’È !!!

Napoli: criminalità, mafia, spaccio, sparatorie, emergenza rifiuti, disoccupazione… quanto c’è di vero nel quadro che ci fanno i media? Suggerisci qualche posto meraviglioso della tua città: belle vie, bei paesaggi e soprattutto ottimi ristoranti. Le cose da non perdersi se si viene a Napoli.
Vieni con me e ci facciamo un giro…

Che musica ascolti?
Electro-house-deep-tekno-rap

Sogno ricorrente.
Meglio non parlarne potrebbe avverarsi.

Concludi con un saluto, un messaggio, quello che vuoi insomma.
UN BACIO ALLA MIA LACHE, BNS CREW. Tutti gli amici vicini e quelli lontani.

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