Palais de Tokyo

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Dopo due anni di chiusura per lavori ha riaperto le sue porte uno dei musei d’arte moderna e contemporanea o come preferisce definirsi l’istituzione, ‘luogo d’arte contemporanea’, più attivi e propensi alle novità di Parigi: il Palais de Tokyo.

Costituito da due ‘ali’, l’una ospita opere d’arte moderna (Braque, Rosso, Laurens…..) l’altra opere d’arte contemporanea. All’esterno le due parti sono separate da un grande portico dove skateano alcuni ragazzi. Superatolo, si scende con una scalinata ad uno spazio con muri colorati da pezzi piuttosto carini.

Per cui, già prima di entrare, sei preso bene.

L’ala contemporanea è stata inaugurata lo scorso 20 gennaio con una mostra dal titolo ‘Notre Histoire’ cui partecipano trenta artisti in maggioranza giovani francesi poco conosciuti.

Riferimenti alla cultura popolare, attrazione per la fantascienza, differenti modi di documentare la realtà (e farsene gioco), queste le linee-guida della mostra che ha fatto parlare di sè su giornali e televisioni sopratutto per le spettacolari installazioni realizzate.

Colpisce infatti Fat Bat di Virginie Barré, (che spesso si ispira a pellicole cinematografiche) un improbabile Bat Man grasso sospeso in aria che accoglie i visitatori/spettatori all’ingresso della mostra, e ancora di più Habibi di Adel Abdessemed, uno scheletro umano di 17 metri che pende a maniera di cetaceo di un qualunque museo marino e con cui l’artista si interroga su identità e frontiere per tentare di verificare i limiti sociali, politici, e culturali delle società occidentale e musulmana in cui ha vissuto e vive.

Non originalissima invece Luxe Populaire di Wang Du, che rivisita il tema dell’invasione dei media annesso a quello dell’oppressione dai rifiuti, nella vita quotidiana dell’uomo moderno.

Già ci aveva pensato infatti Ha Schult 32 anni fa con Venezia Vive ma tant’é.

Proseguendo, Lost World di Saadane Afif fa da spartiacque tra una sala e l’altra.

Si tratta di un’installazione/pittura su legno certamente influenzata dal writing, e attraverso la ‘o’ di world si passa nell’ambiente successivo e idealmente in un’altra immaginaria dimensione con la speranza di poter forse ancora cambiare il mondo o con la triste consapevolezza che ormai il mondo si sia perso.

Continuando la visita, dopo vari e interessanti video si finisce ad osservare una statua di cera a grandezza umana con un carrello della spesa ricolmo. E’ Moneyback Life! di Matthieu Laurette che rappresenta l’artista stesso nel suo secondo lavoro: comprare qualsiasi cosa senza pagare assolutamente niente.

Il metodo é semplice e lui lo ha applicato scientificamente: compra escusivamente ed in quantità industriale prodotti promozionali gratuiti o della serie ‘soddisfatti o rimborsati’, facendosi regolarmente rimborsare, sfruttando inoltre i periodi di prova gratuiti ad esempio di stereo, elettrodomestici, ecc., per poi restituire la merce ai negozi. Ha vissuto cosi 2 anni!!

Nel complesso si esce dalla mostra soddisfatti e con molti spunti di riflessione. Se percio’ passate da Parigi vale sicuramente la pena passare a visitare il Palais de Tokyo, ‘Notre Histoire’ é in programma fino al 7 maggio.

Entrando poi nel negozio del museo, una piacevole sorpresa: accanto ai cataloghi delle mostre e dei pittori più famosi, libri sul writing parigino, quello di Cope, e molti altri anche su street art e affini.

Unica nota negativa il prezzo stellare di quest’ultimi.

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