Paris – Cronache di un sommesso viaggiatore. By Gyose

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Gyose – Agosto 2003


Avevo visitato gia Parigi e avendo un aereo “low cost” che partiva a 1150 metri da casa mia per la capitale d’oltralpe, decido di ritornarci.
Gia nel primo tratto di Rer linea B noto un certo ordine, una certa pulizia che a memoria non ricordavo.

Insomma cominciavo a saggiare quel atmosfera di plastica nel quale stanno cadendo anche le nostre italiche città.
Tutto perfettino, tutto un po troppo “Ameliè” per i miei gusti. Scendo dalla Rer… e mi faccio un po di Metro… vedo con stupore tutti i vagoni… segnati da tags incisi nella carrozzeria (ho saputo dopo da fantomatici “graffeurs” che si tratta di incisione fatte con l’acido… boo, provare per credere!).

Vagoni che girano, manco a parlarne. Eppure mi sono fatto vari giri a St.Lazare, Gare du Nord e Gare de l’est.
Dopo molteplici passeggiate nei soliti quartieri, noto una presenza leggera di quel movimento di “street art” (appioppiamoci quest’altro termine) ma mi aspettavo molto di più. Noto a St.Michel presenze di Giant, Andre, Natio, Jon , Space invader. Man mano che giro per la città la loro presenza aumenta, ma non è quell’invasione della quale ho letto su vari magazine.

Se devo proprio parlare di invasione cittadina, meglio parlare di quella generazione di bomber da sempre orgoglio della scena parigina.
In ogni buco, su ogni cabina, in ogni tunnel un nome solo: TRANE.

Quest’uomo è il vero re di parigi! L ‘ho beccato ovunque. Dei vostri eroi Sdk e Fmk, nessuna traccia. Lo stesso O’clock ci da dentro… ma rispetto all’irrducibile Trane non è nulla. Ero con amici e appena scorgevi qualcosa nei tunnels, leggevamo sempre il suo nome.

Dopo qualche giorno vedo un omino in stile Super Mario Bros avvicinarsi a una cabina con una strana valigetta.
Faccio lo gnorry e mi avvicino. Era una valigetta con vari solventi, un raskietto di metallo e una confezione di pittura murale con tanto di piccolo rullo! …The Bufferz!!!!

Dopo qualche giorno, stanco della Parigi turistica, mi dirigo verso Clignacourt, al mercatino dell’usato. La mattina è pieno di turisti, ma nel pomeriggio la cosa diventa piu true. Ho conosciuto qualche “scrittore” figlio della banliueu piu amara, ho conosciuto qualche writers che si è inventato un mestiere vendendo abbigliamento autoprodotto.
L’atmosfera è pesantina, ma io mi ci trovo a mio agio, (alla fine vengo da un bel posticino pure io) e loro lo capiscono dandomi il loro rispetto e ci diamo appuntamento per il giorno dopo; mi porteranno a prendere i marker e il mitico inchiostro Corio. Mi danno un po di dritte su dove trovare Hall of fame, ma mi dicono sconsolati che tra repressione e scazzi tra crews… i pezzi non sempre durano molto.

Gli ultimi giorni a Paris vedo qualcosina d’interessante in zona St.Germain, dove i negozi in disuso vengon tappezzati di poster fatti da “combo” di fotocopie A4 colorate a mano! e ora dopo ora ripassando davanti agli stessi posti, trovo roba nuova.

Il mio report finisce qui e le mie riflessioni sono queste: mi manca tremendamente la vecchia Parigi dei “Taggeurs” , dei Bando, dei Colorz dei Pcp. Dei vecchi restano inossidabili i 156 e gli Ultra Violence dei vari Vans, Fuzi, Siter e Trane. Non crediate di vedere parigi innondata da una “nouvelle vague” di stencil, sticker e poster, si ci sono… ma nei limiti.

Non crediate ai dorati mondi di XG, perche buffano pure le etichette al supermercato.
Resta comunque una città da non perdere e consiglio un viaggio nei tunnels (provate a scavalcare a Pigalle, a me è andata bene).

Vi saluto partendo dal presupposto che cio che dico è solo ciò che ho visto, è una visione personale dovuta ai luoghi visti, magari in una zona che non ho visto c’è di tutto e di più.

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