RECENSIONE Turi aka Calabro 9 “Lealtà & rispetto”

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TURI aka CALABRO 9

Lealtà & rispetto (Loyalty & Respect)

(MACRO BEATS, 2009)

L’hip-hop è, per definizione, musica onnivora che si nutre degli elementi più disparati per riassemblarli in maniera originale e creativa. Questa caratteristica, solitamente riferita al solo aspetto strumentale della musica nata nel South-Bronx, è perfettamente applicabile anche all’aspetto vocale del rap, che può benissimo mescolare – proprio come fa il DJ con i suoni – linguaggi diversi creando forme nuove, ibride e potenzialmente illimitate. Se aggiungiamo il fatto che questa musica – come tutta la cultura di cui fa parte – ha visto la luce a New York, città dove si fondono innumerevoli etnie, culture, lingue e dialetti, ecco che immaginare miscele linguistiche di ogni tipo viene non solo facile ma addirittura naturale. L’immigrazione italiana negli Stati Uniti è stata massiccia, specie dal meridione, e di conseguenza si sono sviluppate parlate ibride dalle sonorità uniche e originali.

La vecchia e consunta valigia ritratta sulla copertina di Lealtà & rispetto, ultimo lavoro del calabrese Turi, sta a rappresentare appunto la storia di emigrazione, verso il nord o verso l’estero, che ha segnato intere generazioni di italiani del sud. Emigranti che certamente hanno assorbito elementi dei luoghi di destinazione ma che hanno anche gelosamente conservato la propria natura e cultura d’origine, come vogliono sottolineare alcune delle fotografie simbolicamente attaccate all’esterno della valigia di cui sopra.

Le rime di Lealtà & rispetto utilizzano, appunto, un misto di inglese e dialetto calabrese che rende l’ascolto assolutamente originale ed esilarante. Turi è protagonista assoluto e dà spettacolo muovendosi perfettamente a suo agio tra idiomi tanto differenti quanto coniugati in maniera assolutamente organica e creativa: inglese e calabrese si fondono in un lavoro che sembra uscito dalle strade più terrone di Brooklyn. Da applausi! Essenziale per l’ascoltatore quantomeno “masticare” un po’ d’inglese e calabrese, pena l’incomprensibilità quasi totale dei divertiti e irriverenti testi del disco. Lealtà & rispetto segna il glorioso ritorno underground di FunkiTuri, per la Macro Beats del conterraneo Macro Marco, dopo la parentesi major di Colpa delle donne (Universal, ’07). Lealtà & rispetto è un inno allo spirito più primordiale della musica hip-hop: beat e parole per intrattenere, far ballare, divertirsi e divertire.

Da ambasciatore del funk più fiero quale è sempre stato, Turi cura interamente – tranne per un beat realizzato da Macro Marco – la carica ed energica produzione electrofunk che si sposa alla perfezione con il suo rap anglo/calabrese. Il tono delle strumentali è quasi sempre piuttosto solare e upbeat, a parte un episodio vicino a sonorità dancehall (Don’t Talk, con gli ottimi Gioman e Killacat) e un altro dall’ammiccante atmosfera chill-club (Parimai). Featuring di spessore al microfono per il mitico Shaone (membro dello storico gruppo napoletano La Famiglia) e Mr. Micheal Fazzolari (davvero potente e arrembante in New Connections).

Chi, per caso, avesse mai avuto dubbi sull’integrità artistica e sull’attitudine di Turi riceve una risposta ferma e inequivocabile (oltre a qualche gioioso insulto!) con questo disco, breve ma veramente solido e spassoso come pochi altri: un gioiellino destinato a diventare un piccolo classico dell’hip hop nazionale.

www.myspace.com/funkituri

http://www.macrobeats.net/

voto: 8.9

 

(Michele Cavagna)

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