Seil 2 interview

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Ciao Seil!
partiamo per favore con una presentazione, chi sei, da dove vieni, che fai nella vita… che tipo sei?

Mi chiamo LucaSeil, ho 29 anni e sono di Monza. Nella vita mi occupo di grafica e comunicazione, una cosa che è venuta abbastanza naturale dopo aver passato tanto tempo dietro a lettere, forme e colori.

Raccontaci la tua storia: come ti sei avvicinato al writing e perchè proprio i graffiti? Che anno era e cosa ti ha affascinato maggiormente di questa cosa.
Non lo so… ho iniziato a dipingere già grandicello, nel 96, dopo aver visto alcuni flop di MackD e Sputo nel lungolinea di Monza. Non so cosa mi attraeva, ma più mi informavo più mi sentivo tirato dentro.

Se non sbaglio sei dell’Hinterland milanese ma differenza di molti tuoi colleghi il tuo stile sembra che non abbia subito grosse influenze di questo tipo. Come sei arrivato a fare ciò che fai, da cosa sei partito, che influenze e spunti hai trovato… parlaci del tuo stile.
Milano ha contribuito in modo massiccio alla mia evoluzione. Quando vivi nella città con la scuola stilistica più potente in europa non puoi che esserne influenzato.
La cosa forse atipica è stato il mio approccio al lettering… prima mi interessava la forma e lo stile del pezzo, anche a scapito della leggibilità, mentre in seguito ho cercato di rendere quello che facevo più leggibile lavorando anche sulla singola lettera, oltre che sull’insieme. Non so quanto di milano ci sia nel mio lettering, ma i miei punti di riferimento, gli stili più potenti, li ho visti qui.

Per diverso tempo non abbiamo avuto tue notizie, io pensavo che avessi smesso che hai fatto in questi anni? Hai continuato a fare le tue cose oppure ti sei preso una pausa?
Il writing per me è relax, studio e soddisfazione. C’è stato un periodo in cui dipingere era diventato uno s*** quotidiano con questo e quello per motivi ridicoli. Molte delle persone che ritenevo amici si sono rivelate al massimo conoscenti e una serie di fattori (interni ed esterni al writing) mi hanno portato a fermarmi. Per circa due anni ho concluso molto poco, anche se il tempo in cui non ho fatto nulla (tele, sketch o sculture) è stato di qualche mese. Poi li amici, quelli veri, mi hanno ritirato dentro.

Cosa ti spinge a continuare a portare avanti questo percorso nonostante i mille problemi che comporta?
Ho sempre continuato a disegnare lettere, perché fare qualcosa di nuovo, trovare una nuova forma, mi da una bella sensazione. In qualunque campo, quando sviluppi qualcosa di tuo, c’e’ un momento in cui tutto gira, tutto quadra. Ecco, se arrivi a quello stato hai grandi soddisfazioni… e più hai fatto fatica, più sei up.

Non se ne parla mai! Forse una volta tanto sarebbe bene ricordarlo che dipingere con gli spary fa male alla salute… potresti un pò rinfrescarci la memoria?
Sarò anche io che sono ormai vecchio e delicato, ma 7-8 anni fa dipingevo tranquillamente al chiuso senza maschera. Ricordo l’odore delle Sparvar, ma anche che non sono mai stato male… Con alcuni spray di oggi invece ho provato a star male per giorni per un pezzo fatto in hall of fame, all’aperto. Mai senza maschera.

C’è un momento di questi anni in cui ti sei sentito particolarmente soddisfatto e orgoglioso di essere writer?
Mi sento soddisfatto ogni volta che riesco a fare qualcosa di buono su carta, e ancora più soddisfatto quando riesco a girarla decentemente su muro. Mi ha fatto poi molto piacere conoscere gli anconetani e i toscani, gente pazza con cui sono stato davvero bene.

Nel writing si vede sempre più tecnica e cura per i particolari a scapito dello studio della lettera in sè. Molte nuove leve propongono lettere leggibili, più semplici rispetto alle tue, ma giocano con riempimenti, colorazioni, e studio dei particolari. Come la vedi questa cosa… lo stile si sta impoverendo?
La tecnica, secondo me, dovrebbe essere una cosa accessoria da applicare al lettering e allo stile, non viceversa. Posso dirti che i pezzi di oggi sono più gradevoli, ma le persone che ammiro e stimo per lo stile sono le stesse di dieci anni fa. Forse, la maggiore facilità con cui chi inizia oggi arriva ad un risultato decente influisce negativamente sulla loro voglia di crearsi un percorso. Io ancora oggi non sono quasi mai soddisfatto di quello che produco in hall.

Nel corso degli anni com’è cambiata la tua concezione del writing?
Di un pezzo mi interessano le lettere e lo stile. Apprezzo molto (ma in generale, non solo nel writing) le nuove idee, le innovazioni. E’ per questo che non mi piace dedicare più di 3 ore ad un pezzo e mi secca abbastanza non riuscire a finire in giornata… per me il pezzo è solo la conclusione di uno sketch costruito in solitudine studiando tutti i passaggi e i collegamenti e rifacendo l’outline anche 20, 30 volte durante tutta la settimana.
Al momento posso contare i miei veri amici sulle dita di una mano, ma so che su di loro posso contare davvero. Dipingere è un modo diverso per passare del tempo e confrontarmi con loro.

Internet, writing e stile.
Secondo me il web nel complesso ha fatto bene al writing… da una parte è vero che favorisce il bite ma da un’altra parte favorisce anche lo sgamo dei bite. Ieri magari uno faceva un viaggio in francia o in norvegia e se ne tornava con uno stile nuovo e tutti che pensavano che era un gallo… oggi non puoi più farlo, perché per sapere cosa fanno in un altro paese ci vogliono 10 minuti. Se vuoi creare qualcosa e spacciarlo come tuo, oggi, devi farlo in modo coerente e a piccoli passi…

Per me in un writer conta molto il modo in cui lavora per cambiare ed evolvere le sue lettere, quanto tempo dedica allo studio, e quanto è coerente con se stesso. E’ più facile migliorare uno stile già sviluppato che farne uno da zero… secondo me non conta quanto uno è bravo oggi, conta il percorso che sta seguendo.

Tornando al web, ci credo molto, secondo me è l’unico metodo in cui un writer può diffondere i propri studi e i propri lavori in modo continuo.

Mi è capitato spesso di mandare le foto a fanze che poi non escono più, o escono dopo mesi e mesi, magari pubblicandone una su 5… I pezzi ormai sono vecchi per essere rispediti (essendo uscito materiale più nuovo da qualche altra parte) e quindi restano inedite.
Oggi pubblico tutti i pezzi che faccio sul mio sito (www.seil2.com) il giorno stesso in cui li faccio su muro, a meno che non sono sicuro che il pezzo esca da qualche parte e quando. Così se uno vuole vedere da dove esce la S che faccio oggi, sul sito può vedere tutto il percorso che mi ha portato a disegnarla in un certo modo… da quando era marciotta e un po storta, a quando l’ho divisa in una parte superiore e una inferiore, fino ad oggi.

Nel writing non c’e’ un arrivo, quello che conta è il percorso.

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