Sex and Landscapes. Helmut Newton

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Dal 24 febbraio al 4 giugno 2006

Helmut Newton – Sex and Landscapes

Milano

PALAZZO REALE

Piazza Del Duomo 12i

+39 0280509362 (info)

Nudi, tacchi a spillo, frustini, maschere in lattice, provocazione, sadomaso, fatish… e tutta l’eleganza del bianco e nero d’autore… non c’è dubbio: Helmut Newton è arrivato a Milano.

La “città della moda” si trova ad ospitare un’importante fotografo che, per la moda con la fotografia, ha lavorato tutta una vita, dettandone le tendenze, sulle pagine delle più importanti riviste, tra le redazioni di Parigi, Londra, New York, ha ritratto le donna più belle del momento e le ha rese, se possibile, ancor più affascinanti, misteriose…

Arriva a Milano, con questa mostra postuma da lui stesso voluta e ideata (a Zurigo inaugurò nel 2001) per presentare, oltre diversi bellissimi scatti celebri (vedi: Celia, Miami 1991) anche alcuni inediti e, per la prima volta, paesaggi.

Il rosa imperversa in quasi tutte le pareti della mostra (un po’ banale il riferimento all’erotismo) e avvolge gli scatti dell’autore impreziositi da notevoli stampe in bianco e nero di dimensioni importanti.

Ci si aspetta di trovare tutto quello che la foto del manifesto (scattata proprio a Milano in un celebre albergo nel 2002) promette: cioè un’esposizione di eleganti e misteriosi nudi erotici… invece altro ci aspetta.

Donne…veramente eleganti e misteriose e, ovviamente nude… ma spogliate solo dei vestiti?

Sole, abbandonate… in lussuose camere d’albergo, la cornetta del telefono in mano o comunque alzata: nessuno che parla, la televisione accesa che trasmette: nessuno che guarda…addirittura abbracciano la televisione, alcune invece la pistola (vedi la serie: Beverly Hills 1996).

Si passa attraverso una sala di specchi…

Lo sguardo è inevitabilmente rivolto all’interni di chi guarda… c’è una donna nuda, sdraiata sotto una grande finestra che guarda dall’interno della stanza desolata, attraverso il vetro, verso l’esterno e dall’alto vediamo che non vede nessuno…

Fuori non c’è niente, perlomeno niente di familiare, come quando guardi fuori dal finestrino dell’aereo e tutto: gli aeroporti, le nuvole, le piste, le strade… sembrano tutte uguali, vuote di significato, prive di umanità, e la mostra è piena di questa immagini talvolta fuori fuoco, leggermente mosse (serie dal 1993 al 2002).

Lo sguardo ritorna alle persone e ti rendi conto che le modelle sono manichini, quelli dei crash-tast,

poi tornano di nuovo donne o forse no… sono solo manichini più realistici (vedi: Sex dolls, 2001) alcune appese a testa in giù (Sex dolls from ceiling, 2002).

Se avete guardato un po’ troppo, se vi siete soffermati a lungo su certi dettagli artistici, non preoccupatevi: non siete “voyeur”.

La frase riportata sulla parete a fine mostra vi può rassicurare, parlando di Newton, vi dice:

“Qualcuno lo ha accusato di misoginia (…) ma anche nelle foto più erotiche rifiuta la volgarità, non mostra le donne come oggetti di desiderio, ma consapevoli di sé, della propria bellezza e del proprio potere deduttivo.”

Uscendo vi ritrovate nel grigiore dell’inverno milanese, vi lascerete alle spalle il rosa e anche gli ultimi dubbi… davanti all’imponente facciata del Duomo di Milano.

www.andreaboscardin.com

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