Sonda interview

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Ciao Sonda, presentati ai lettori per favore
Mi chiamo Cristian ho 28 anni.
Vivo fuori Milano, in periferia, ma non cosi’ lontano dal centro tutto sommato.
Lavoro ben 8 ore al giorno, faccio il sistemista, un impiego noiosissimo, ma che frutta il denaro per vivere, dipingere, suonare e viaggiare un po’… Inoltre studio, ossia, provo a studiare, perche tempo ed energie, tra una *** e l’altra c’è ne davvero poco.
Studio Storia dell’Arte, ma siccome sono lentissimo per i multici impegni quotidiani, mi laureero’ intorno al 2030.

Com’è avvenuto l’incontro con il writing?
L’incontro con il mondo del writing milanese avvenne nel lontano 1990, quando mio cugino ( Dize DMG ), si presentò a casa mia per una delle riunioni familiari, con un pennarello indelebile alla mano e mille storie da raccontare su graffiti americani, fughe da poliziotti, e nozioni rudimentali per il writing. Mi vien da sorridere se ci penso, ne fui immediatamente folgorato, tanto che mi regalo il pennarello e mi diede la mia prima tag (Ant). Ero felicissimo, firmavo per tutto il paesello, con una tag orribile ed indecifrabile, naturalmente, continuai a frequentare mio cugino, quindi il passaggio alla bomboletta fu breve, non l’abilita’ nel dipingere chiaramente, ma cominciai con i primi boubble style. Nelle vicinanze sorgevano altri nuovi writer, tra cui Near e Nitro, assieme ci siamo procacciati il nostro primo hall of fame, e nel 1992 i primi pezzi colorati‚ ed il cambio definitivo della tag in Sonda.
Ancora adesso la gente mi chiede perchè sonda?
Nulla di particolare, era una firma in italiano che rimaneva impressa all’epoca, dove tutti avevano tag in inglese “Jack, black, frank”. Insomma‚”sonda” spaccava.
Comunque, feci come primo graffito un wild, ma era così brutto, che miei amici lo chiamavano wild intestinale!
Nel 1993 sono entrato un PNP (pisciamo nel parlamento), un gruppo di Milano, capeggiato da CHERO,WOLF che avevano fondato la crew nel 1990, mi fecero dipingere al loro muro e mi vollero in crew con loro, fu motivo di grande soddisfazione all’epoca. Poi si è andato avanti negli anni, arrivarono nuovi writer in zona, tra cui Lyone. Ricordo che eravamo tutti in competizione tra noi e con il mondo intero, un po’ per la giovane eta’, un po’ perche abitavamo in provincia, e vi assicuro che era dura emergere quando per farti un treno per esempio, dovevi farti 30 km in due, in inverno con un SI Piaggio‚  distrutto. Per quanto rigurda i soldi, risparmio centellinato sui biglietti del pullman e sullo spuntino dell’intervallo !!!
Poi si creo’ la VSK nel 95, un gruppo di amici che andava oltre il writing e l’ipop, con Marzietta  (NAYS) ed il mitico ROUGE, assime sviluppammo un nuovo concetto, almeno per noi, di dipingere, non per dimostrare di essere il piu’ bravo di tutti con super pezzate epiche da milioni di colori e mesi di lavoro, ma per puro divertimento e per il piacere del colore, tanto che passavamo giornate intere a fare belle murate ma con soggetti e cazzate improponibili.
Adesso, molti di questi amici-writers sono in, pensione‚ chi da tanto tempo ormai, chi di recente, io continuo. Mi diverto, mi arricchisce, e provo ancora soddisfazione nei lavori che sviluppo.

Milano nei tuoi anni di attività artistica è sicuramente cambiata…
Milano è cambiata notevolmente, Mi ricordo quando ero un ciampolino e mio cugino mi portava Al Conventions in piola di Flycat, e vi assicuro che c’erano devvero poche crews all’epoca, ma ricche di grandissimi writer.
Quando ho cominciato, c’erano stili totalmente differenti a milano, dallo stile si poteva comprendere da dove venivi, nella zona est di milano con i TCB, CYB, PWD, TKA e CKC e si creavano dei wild ed boubble in style NY diciamo, dall’altra parte c’erano gli MNP 16BC ed MSA, con cio che io chiamo ‚”stile europeo”, dipingere con grandi letteroni, outline grossi e precisi, e colorazioni favolose color pastello. Su tutti regnavano, a mio parere, i TDK con dei graffiti ancor adesso TECNICAMENTE mai eguagliati a Milano, tanto che ricordo di essere rimasto mezza giornata ad ammirare RENDO dipingere al suo hall of fame in Cimiano, e a chiedermi: “Ma come *** fa ??”
Ancora adesso nn l’ho capito. Negli anni a seguire lo stile si è evoluto ed anche un po’mixato, perchè nascevano nuovi writers, che acquisivano un po da una parte un po dall’altra, e arrivarono anche diverse fanzine sulla piazza, che se ne voglia o no, ebbero la loro influenza. Ma il vero boom del writing milanese fu dal 96 al 99, tutti i migliori writers erano ancora in attivita’, tutte le migliori crews dipingevano moltissimo, quindi lo stile milanese era davvero al top almeno, per cio che riguarda il lettering. Mi ricordo che nn c’era spazio per dipingere, soprattutto nei treni, quindi nascevano continui scazzi per le yard, per i treni coperti e ricoperti, vendette sui pezzi, per tutto insomma, tutti si giocava a fare i piccoli gangstar del bronx. Personalmente, sono stato, assieme ai miei cumpari della PNP, uno dei maggiori esponenti degli scazzi milanesi di quel periodo, purtroppo abbiamo sempre odiato chi si appropria della YARD dichiarandola propria riserva di caccia, solo perchè ha la fortuna di abitarci vicino. Sono dell’opinione che tutto sia di tutti, nel rispetto della yard e delle regole base per nn farla saltare chiaramente, ma tutti devono avere la possibilita’ di dipingere, king o ciampolino che tu sia.
Comunque, un periodo anche molto travagliato, perchè anche canazzi, atiemmini e polfer si erano svegliati in un attimo, e dipingere non era semplice, inoltre a milano la giunta comunale varava nuove leggi che elargivano denaro ai cittadini che denunciavano writer in action. Insomma, 97-98-99 sono i maggiori anni di fermento ed elaborazione del graffito milanese. Poi a mio parere arrivano gli anni bui, molti writers si ritirano, oppure dipingono solo in hall of fame, la qualita’ dei graffiti in strada e sui treni, diminiusce notevolmente. Purtroppo anche le molte yard sono divenute un campo minato, e per 1000motivi, i lavori in strada, diventano davvero scadenti. Le argentate, che erano in passato una validissima soluzione se unite ad una buona tecnica, vengono sostituite da flop e throw-up schizzofrenici, senza alcuna cura del graffito, senza grandi studi della lettera, mal colorati, tutto troppo hardcore per i miei gusti.
Insomma, milano, che grigia lo è di natura, si ritrova con strade taggate con fat, argento e nere, e tracce di lettering ad ogni angolo. Negli Ultimi due anni le cose sono andate modificandosi, a milano ci sono nuovi artisti che stanno sviluppando nuove idee, arriva la STREET ART con nuove concezioni, nuove tecniche di pittura e di comunicazione, nuovi messaggi per la citta. Cosi, in questi ultimi anni milano si è ripresa il ruolo che gli spetta in italia, quello di luogo di sperimentazione artistica e piazza rinomata in europa.
Personalmente mi sono molto evoluto, ma è normale dopo molti anni, in principio sono stato molto affascinato dallo stile e dalle idee innovative di Miss NAYS, stavamo molto assieme, lei ha una concezione dello spazio del tutto originale, tecnicamente è fortissima ed ha uno stile molto particolare, diciamo che come tutte le buone collaborazioni ogniuno a preso il meglio dell’altro, e quindi siamo cresciuti artisticamente assieme.
Poi, un altro passaggio chiave e stata la cooperazione con BROS con il progetto MADcrew, ossia quello di colorare e migliorare la citta, sensa fare neppure una tag, senza deturpare nulla, cercando di decorare, mi ha davvero aperto la strada a nuove idee.
L’ incontro con BROS e stato piu’ che produttivo per tutti e due, lui mi portava a dipingere tram, io gli fatto scoprire il piacere di dipingere i muri… insomma, bombing e qualita’ tecnica, un ottimo mix direi.
Nell’ultimo anno mi sono avvicinato a quella che si puo’ chiamare street art o wall painting, dipingo alberi, cercando di miscelare tecniche, mezzi e stili differenti‚ sinceramente era gia’ molti anni che in ogni pezzo disegnavo rami, foglie ed arbusti di ogni sorta, ma mi e venuto in mente di farlo in strada, era il momento adatto di manifestare un mio disagio, di esprimere un concetto che fosse chiaro TUTTI, in questi temini il writing, ha un grosso limite, il MESSAGGIO non è per tutti, ma per il writer e fine a se stesso, al massimo per i colleghi.
La street art tende piu’ a comunicare con la gente comune, non è importate la tecnica e lo stile, ma il messaggio. Insomma tutto un altro modo di concepire l’arte di strada, una nuova frontiera, con nuovi esponenti. Non oso ipotizzare l’estinzione del writer classico, ma sicuramente in futuro ci saranno meno writer  vecchio stile e più street artist.

Che valore e significato ha per un writer o artista il viaggio?
Quale valore abbia artisticamente non l’ho ancora capito, amo viaggiare, sono stato quasi in tutta europa, nei paesi dell’est, in turchia e marocco, in senegal, mali e in messico. Insomma amo viaggiare, mi sembra giusto cercare di capire altre culture, anche se in realta è davvero difficile capire a fondo altre popolazioni, soprattutto in un viaggio di poche settimane.
Comunque, ovunque sono andato, non mai dipinto, non sono mai partito con un colore in tasca, ne con l’intenzione di dipingere. A differenza di altri writer miei amici, non ho mai sentito la pulsione di dipingere i treni a barcellona (ad esempio), preferisco andare a vedere le opere e la sera andare a bere e ballare e divertirmi in qualche locale.
Chiaramente sono molto attento a cio’ che succede fuori dalle mura di casa nostra, sono molto stimolato delle cose che vedo in giro, ma nn so se hanno un peso nelle cose che dipingo.

Che cosa ti spinge a continuare a dipingere nonostante gli anni passino e i problemi aumentino?
A dire il vero Sara, a questa domanda nn so rispondere in maniera esauriente‚ non so perchè continuo, indubbiamente perche mi diverto molto, ho avuto la fortuna, come detto in precedenza, di conoscere sempre gente nuova e di avere nuovi stimoli per dipingere.

Raccontaci qualche tua esperienza
Ehhh… bella domanda, me la sono vista brutta tantissime volte, a pensarci adesso mi vien da ridere.
Ma preferisco ricordare le belle giornate passate a dipingere con i miei amici in hall of fame, progetti epici mai relaizzati, giornate in cui si andava a pitturare solo con la voglia di colorare. E nn importa se facevi un pezzo bello oppure un *** orribile, tutti eravamo a colorare e si rideva tutto il giorno, quando tornavi a casa, era davvero soddisfatto di te stesso. Giornate favolose.
Comunque, una situazione simpatica che è successa poco tempo fa…eravamo in strada a dipingere io e bros, in piena notte e una delle via piu’ famose di milano, Paolo Sarpi. Insomma, disponiamo le bombole in maniera tattica, tecnica studiata e ristudiata nel tempo, ed iniziamo a dipingere.
Dopo un po’ passa un tipo, guarda i lavori, si complimenta e se ne va, bene pensiamo, passa un signore anziano che guarda i graffiti non finiti chiaramente, si complimenta anch’egli e si raccomanda di fare degli ottimi lavori, ed infine un gruppo di giovani che riconosco lo stile dei i nostri lavori e si scoprono essere fans insomma, una situazione inverosimile. Sintomo che le cose sono un po’ cambiate da quando andavo a dipingere i treni in yard e mi premuravo di vestirmi di nero per mimetizzarmi con il buio, delle corse nei binari, dei muri e cancelli scavalcati come dei campioni di free climbing.
Cio nn toglie che di corse e fughe dai canazzi c’è le facciamo ancora adesso.

Com’è una tua giornata tipo?
Mi alzo e vado lavura’, una palla di lavoro, ma mi permette di pagarmi le bollette, cibo, colori, viaggi e vari hobbies che coltivo. La sera sono chiaramente libero di fare cio che voglio, dipingo almeno una 2 o 3 volte a settimana in media, poi ogni tanto nel week end legalmente, se c’è da fare qualche bella murata in hall of fame con amici. Di giorno disegno, nella pausa pranzo soprattutto, me ne vado al parco a rilassarmi e penso a cosa fare la sera.
Comunque, nn ho mai voluto dedicare tempo pieno alla pittura, perche per come sono fatto mi stuferei rapidamente, ho bisogno di cambiare spesso, di variare la giornata il piu’ possibile, se dipingessi tutte le sere, o vedessi le stesse persone tutti i giorni, mi asciugherei al volo.
Forse anche per questo non mi sono mai stufato di dipingere, ho sempre dipinto con costanza, ma mai tutti tutti i giorni.

Sogni nel cassetto e progetti per il futuro
Sogni ??? tanti, ma pochi che riguardano il writing o la mia speudo carriera artistica, mi rendo conto che sfondare nel campo artistico è difficile al giorno d’oggi, ci vuole, come in tutto, piu’ para*** che talento e se volessimo metterla sul talento, a livello artistico ci sono 200.000. persone piu’ brave di me, basta guardarsi in giro e si capisce che di gente che spacca il *** c’è ne a palate ovunque.
Senza fare il saggio maestro di periferia, dipingo perche mi va di farlo, credo in alcune mie convinzioni, mi rendo conto che come street artist abbiamo un potere di comunicazione immenso, perche possiamo fare passare il messaggio ovunque vogliamo, in qualunque momento. Quindi, personalmente dipingo per esprimere la mia opinione, mi piace pensare che il cittadino possa, o no, condividerla, compiacersi per i MAD REBUS, o pensare : “ma chi è quel *** che disegna alberi ??”
E indubbiamente rimane anche un puro e semplice divertimento personale, come è sempre stato, e sempre sarà,spero.

Concludo salutando : Miss Nays e Bros, Rouge e Cleo, Spra, Near e Lyone, Chero e Wolf, Ezys, B.Wild, Weyk, Nitro e Clod (auguri ragazzi) E boh ??? chi altro?? come si dice in questi casi, tutti quelli che ho dimenticato.

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