Spice interview

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Le tags e crews?
La mia tag è SPICE e faccio parte dei VDS (Ve Damo Sopra), Lordz of Vetra al contrario di molti colleghi non ho mai mollato il mio primo nome, però qualche volta mi sono cimentato a scrivere Macho Latino!!

Come hai iniziato?
Il colpo di fulmine con i graffiti l’ho avuto nel 1990 grazie ad un compagno di banco, al quale porsi una cifra di domande e incominciò a farmi capire come funzionava la “bazza” mi fece vedere anche Aerosol-Art così mi presi un tale calcio in *** che incominciai a disegnare bozzetti .Non nascondo che tutto il mistero in cui era avvolto il fenomeno dei graffiti allora mi incuriosì parecchio e cominciai ,un po’ per merito dei lavori dei TDK (che mi stimolavano), un po’ perchè con le ragazze faceva figo (che non guastava). Ma le cose allora era proprio difficile scoprirle così le mie prime firme risalgono solo al 1991 e il primo pezzo (tracciato prima con i gessetti!!) al 1992, da allora continuai fino al 1994 facendo le solite cose che hanno fatto tutti gli scarsi del periodo: murate complicatissime mega colorate (patacche), tag super stilose in posti tattici (***te illeggibili e invisibili). Poi con altri formai un gruppo ( i GR ) e da allora iniziammo a non usare più uno spray sui muri colpendo FS e FN in gran quantità.

Parlaci dei VDS?
La crew si è formata tra il 96/97 non ricordo con precisione, ma concretizzava l’esigenza di suggellare l’incontro tra i GR (allora il gruppo emergente più attivo di Milano ) e gli MDF(allora uno dei gruppi più attivi a Roma ): Panda e Hekto ci trasmisero la fotta di chi doveva avere il proprio nome su ogni carrozza a ogni costo (whole-car,scretch tag..), e noi li contaminammo col nostro modo di dipingere che valorizzava senz’altro di più il lato tecnico (pannelli curati, end to end a tema..).
La fusione fu tale che portò un cambiamento radicale sulla scena milanese, i cui effetti si possono riscontrare anche tra i protagonisti di oggi: le tag divennero leggibili e in stampatello ,i whole-car sbocciarono in numero considerevole fino a sfociare in 3 whole-train in FN ed uno in FS ed il resto lo trovi sullo speciale di Aelle che uscì allora.
Incominciammo a perdere il conto dei treni prodotti e dei nemici acquisiti, e aprimmo un costante contatto con il resto d’Europa che allora aveva come centro di raduno Roma, tra l’altro i VDS furono i primi milanesi che girarono l’Europa in inter-rail non da semplici turisti (chi vuole intendere..), e ci spingemmo fino alla Mecca: la Metro di New-York record a tutt’oggi credo imbattuto da writers italiani.
Ultima grossa conquista per noi resta la Metropolitana Milanese: infatti insieme ai VMD siamo stati i primi a far girare dei convogli dipinti e a mandare in corto il sistema di buffing.
Insomma in poche parole io penso che questa crew abbia diciamo segnato il passaggio innegabile della scena milanese che prima era incentrata più che altro su hall of fame, e l’abbia spostata soprattutto sul metallo dei treni; con questo non voglio dire che siamo stati i primi ,ma che abbiamo solamente introdotto un genere di writin’ più “moderno” ma che allo stesso tempo riportava tutto alla dimensione originaria dei favolosi ’70 :eravamo solamente VanDalS!!

Come hai elaborato il tuo stile?
Il mio “stile” non credo si possa definire tale, in quanto non mi sento un writer con una produzione riconoscibile e ben differente dalla massa come può essere Mind, piuttosto nel mio caso parlerei di gusto.
Nel corso del tempo ho riadattato il mio gusto e l’ho reso più funzionale alla produzione su metallo :il confronto continuo con produzioni ignoranti e potenti come quelle romane mi ha obbligato a semplificare le lettere, lo studio dei writerz stranieri mi ha ispirato nell’accostamento dei colori sempre meno scontati, e la larga produzione mi ha consentito a esplorare molte strade dalle più wild al punk alle cruccate, fino al puro divertimento; incominciando così a vedere la mia evoluzione non come fine al prossimo pannello, ma piuttosto come ad una serie di tentativi ed inevitabili errori per poter migliorarsi in futuro.
Del resto tutto era fonte di ispirazione come la musica, la moda, o la grafica, e i video musicali, ed i grandi classici (chi non ha mai morso un pezzo di subway-art ?); perciò come si può immaginare lasciavo ben poco posto all’improvvisazione, non mi servivo del bozzetto solo per una questione di praticità e se il pannello non mi veniva come volevo lo rifacevo la volta successiva, mi piaceva cercare di aggiungere pochi incastri a delle lettere semplici in modo da non perdere la leggibilità e limitavo molto i “giochi” di colore nel pieno: per me il lettering era sempre al primo posto, era l’unica cosa che mi faceva uscire soddisfatto dalla yard!
Comunque vorrei poter citare chi mi ha veramente stimolato nella continua ricerca: Dumbo di sicuro mi ha trasmesso la competizione, Panda la potenza delle lettere, Bean l’importanza della scrittura, a Praga ho imparato quanto sia interessante stravolgere i “canoni”, e dagli ZZ-Top ho preso il Rock & Roll !!

Cosa ti ha dato il writing?
Questo fantastico mondo di reietti dalla società credo che mi abbia insegnato proprio a vivere! Infatti la mia carriera mi ha accompagnato dalla adolescenza fino ad oggi e sinceramente devo ammettere che mi ha fatto crescere (nel male e nel bene): io mi ci sono buttato a capofitto fin dal primo giorno e, parliamoci chiaro so perfettamente quanto possa essere stata limitata la mia vita in questi anni in cui tutto era in secondo piano, però sarei proprio curioso di sapere quanti miei coetanei anno vissuto esperienze così intense e crude come quelle di un writer ,soprattutto per quello che riguarda me e i Lordz of Vetra c’è l’indubbia soddisfazione di aver lasciato il segno in qualcosa che ci siamo costruiti noi contro tutta la società. Senza dimenticare poi la schiera veramente vasta di amici che ho conosciuto e con i quali ho condiviso esperienze indimenticabili sia in Italia che all’estero, facce che magari incontri una volta sola all’anno ma con cui c’è sempre quel feeling.
Ora quello che conta per come la vedo io è saper decidere quando è il momento di dire basta, e inseguire cosa vuoi veramente nella vita: da quest’anno infatti credo di far parte dei writerz della domenica in hall of fame (sempre che ci siano ancora), è una svolta obbligatoria per chi come me ha sempre dipinto per la fama e null’altro; poi arriva il giorno in cui ti rendi conto che la competizione si sta spingendo più in là di quello che la tua vita si può permettere, e che sei circondato da ragazzini infottati con i quali non hai niente a che spartire.
Se ti fermi lì sarai una persona soddisfatta e appagata ,ma se ti lasci trascinare dalla competizione ti ritroverai a fare le stesse cose di prima con gente che non stimi nella speranza che il passato ritorni… No grazie preferisco stare in disparte ad apprezzare il lavoro delle nuove leve!

Parlaci di Milano ! Come si evolverà la scena secondo te?
Milano è di sicuro la capitale del writin’ italiano insieme a Roma, ma a differenza della seconda c’è molto più odio per i graffiti, di certo non era la nostra intenzione farci benvolere, anzi qualcuno è arrivato a scrivere “hate us ’cause we love you”. La scena devo dire che si sta ampliando in direzione orizzontale ma non in quella verticale ,cioè è aumentato il numero dei vandali ma non la qualità media dei pezzi anche se devo ammettere che posso parlare solo dei pezzi che vedo girare non sò se quelli cancellati siano belli o meno.
Di certo stiamo arrivando al livello medio delle altre città europee e questo sia dal punto di vista dei pezzi ma anche dei controlli della polizia stessa; vorrei che fosse chiaro che non soffro di complesso di inferiorità o di esterofilia, ma chiunque abbia abbastanza diottrie e sia stato all’estero ha potuto constatare che ci troviamo un po’ indietro mediamente.
Dico questo perchè vedo che le possibilità ci sarebbero quello che credo manchi è il talento trascinatore che sfonda col suo stile e la fotta giusta nel resto d’Europa ma di artisti così si sa ne nascono uno ogni dieci anni, e noi in questo decennio già ci siamo meritati lo Zio Sand (se qualcuno non è d’accordo,lo diventi!!).

Che cos’è per te la fama?
La FAMA per me è la molla che fa iniziare tutto nel writin’.
Ne sono così sicuro che arrivo a dubitare di chi non lo vuole ammettere , senz’altro è una componente essenziale e vedo ben poche altre motivazioni per cui qualcuno possa decidere di mettere in gioco la propria fedina penale e la vita stessa? l’evoluzione della lettera? Colore contro grigio? La cultura hip-hop? Nah!!
è l’aspetto più trascurato ma può funzionare molto meglio di altre droghe ,mi ricordo che ne eravamo del tutto inebriati: da quando sentivi che la gente in stazione parlava di noi, alle foto sulle fanze, al tuo nome che incominciava a girare di più degli altri ,alle gente mai vista che già ti conosceva, ai ragazzini che alle Jam ti chiedevano di fargli la firma o di fare la foto,alle interviste.
Chiaramente tutti eravamo abbastanza orgogliosi da non farlo trasparire, ma ricordo chiaramente una lunga discussione in cui io e Dumbo lo confessavamo sfacciatamente a Robin e ad altri ragazzi del tutto scandalizzati; si tratta di cose che ora sembrano cazzate ma hanno funzionato alla grande, ed erano i primi segni di ciò che vedi oggi: writerz che fanno da testimonial ai colori, Twist alla Biennale di Venezia, oppure writerz che hanno la propria linea d’abbigliamento, writerz che producono video. Io stesso ho curato la grafica di una maglia Vita Malandra!

Saluti..
Vorrei salutare i Raga della Centra(gente sempre sul pezzo), Fede dei Liricalz, Dumbo, TonyRockyHorror Shampo, Stock&Lock ,Neuro Rocco e tutti i Vandals.

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