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A zappare!

… lo avrebbe “invitato” un tempo con affetto De Corato, ma per fortuna non è stata scelta sua.

dumbo ivano atzori

Graffiti Writing, Graffiti Writing Trains
March 01, 2013 No comment

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One size fits all: Dumbo in collaborazione con il Comune di Milano

A Milano la moda unisce proprio tutti.

onesizefitsallproject

25 – 27 settembre a Milano, presso Palazzo Morando – Costume Moda Immagine, in via Sant’Andrea 6 – Dalle 9,00 alle 17,30

ONE SIZE FITS ALL, progetto di Ivano Atzori, promosso in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, arruola nomi influenti nel panorama moda internazionale che possono al meglio interpretare l'oggetto-icona così caro all'artista: il passamontagna.

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Events, Exhibitions, Graffiti Writing
September 22, 2010 No comment

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Arte Impropria

Milano 15/16 Novembre 2003

The party, by Airone

Milano, ore 19:00 – 15 Novembre: c’è parecchia gente davanti alla Galleria Meravigli. Non so se le foto rendano appieno l’idea, perchè le ho scattate un’ora dopo.

Do un’occhiata in giro mentre aspetto che arrivi l’intrepido MastroK: a giudicare dai vestiti, artisti di strada se ne vedono pochini. Predominanza di giacche e scollature: e questo non è necessariamente un male, e poi diciamocelo, è anche l’ora dell’aperitivo e questa sembra una situazione abbastanza trendy…

Visto che ormai ve lo potete aspettare, ebbene si, mi muovo lesto e faccio subito un check up al catering e alle signorine; hey, qui c’è la mano di professionisti: prima scelta in un senso e nell’altro. Anzi, ora che me ne rendo conto tutto in giro sembra curato alla grande.

Quindi alzo gli occhi e cerco di capirci qualcosa: su entrambi i lati e per tutta la lunghezza della Galleria (che è una Galleria vera e propria, non nel senso di Galleria d’Arte), 2 enormi tele dominano ogni cosa. Devo dire che la prima impressione è di un impatto visivo non indifferente, non è una specie di “mega-pezzo”, ma più un’enorme, fittissimo collage di… di che cosa?

Su questo sto ancora riflettendo.

Ho visto cretività differenti: gli stencil di Bo130, gli scarafaggi colorati, l’ormai celebre balcone di Santo e parecchie altre cose, gli artisti rappresentati sono tanti:
Bo130, Microbo, 2501, Santo, Mork, Abbominevole, Plank, The london police, Ozmo, Pao, alcuni tra questi.

Ad un certo punto, intorno alle 19 e 30, la situazione si riscalda: Dumbo e qualche amico si presentano mascherati da Zorro, con un adesivone sulla schiena e iniziano a distribuire volantini di “protesta”.

Tensione, ma nessuna scintilla in più… tutto si è risolto in modo veramente civile (da entrambe le parti). Hey, qui mi diventate tutti troppo buoni… ai miei tempi ci sarebbero stati occhi neri per settimane.

Che dire? L’intervento di Dumbo è stato provvidenziale. Finalmente tutti smettono di mangiare e cercano di cacciare fuori lo straccio di un’idea personale su ciò che stanno guardando.

Perciò vi dirò la mia: la mostra era OK. I ragazzi che vi hanno partecipato hanno avuto un’opportunità, non se la sono lasciata sfuggire e si sono impegnati sul serio. Chi avrebbe fatto differentemente?
Le tele erano colorate e alcune cose interessanti… ma erano anche un’insalata troppo mista, un’orchestra senza direttore. E dal significato poco chiaro se non dal punto di vista tecnico-pittorico.

Street-art può voler dire tutto ed il contrario di tutto, a differenza del writing che è una scienza. Ed è vero, per questo non la si può far dipendere dalle stesse “regole”. Ma una cosa la dice il suo nome: arte di strada. Per cui se così viene sbandierata, ad una mostra di questo genere mi aspetto di vedere rappresentanti degni di questa strada: non basta fare uno stencil o uno sticker.

E visto che mi reputo osservatore premuroso, cose di Plank, Microbo e altri a Milano ne vedo oggettivamente poche, anzi pochissime (nulla contro di loro, questo non toglie che possano essere dei geni dell’arte). E mi chiedo: forse Dumbo non doveva essere il primo di cui richiedere la partecipazione? Perchè non è stato invitato? Qualcuno obbietta che le cose di Dumbo sono già viste: comunque non di più della metà di coloro che esponevano.

Non mi sono piaciuti i termini utilizzati per la mostra: arte impropria vuol dire arte che non è arte. Questo complica tutto e getta discredito sul lavoro di gente che ci crede veramente.

Poi POSTGRAFFITI: scusate se lo scrivo grande, ma continuo a sentirlo in giro e mi fa incazzare supremamente. Mi urta nelle ossa, veramente. Ma cosa vuol dire?!? I graffiti sono morti e ora ci ritroviamo con la street-art?

Tuttavia l’intervento dell’ottimo Dumbo (comunque spiritoso ed educato), non fosse stato che per aver fatto riflettere qualche testa di legno, non mi trova concorde: innanzitutto dubito che se l’offerta fosse stata fatta anche a lui (e se la meritava primo tra tutti) l’avrebbe declinata.

Poi c’è la questione del “copiare”: il testo del flyer e quello dell’adesivo fanno soprattutto leva su questo. Bene, se io dovessi manifestare ogni volta che vedo writer inetti e copioni dipingere un muro, un treno, esporre delle tele… sarei sempre in strada a distribuire volantini. Vorrei che la gente si attaccasse un poster sulla schiena con “we prefer the real one” tutti i santi giorni dell’anno, chissà che l’idea gli entri in testa.

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Events, Exhibitions, Street Art
November 22, 2009 No comment

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