TBC Crew interview

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Cominciamo con una presentazione…
Tha Bombo Combo Golden Boys crew di Milano-Lambrate (tangenziale est,uscita via Rubattino) è composta nell’ordine da:Bupher, Dumer, Obelix, Rogna(che ha smesso di dipingere,ma si è laureato)Sniper, Spin, Sunset(si è laurato anche lui ma in teoria dipinge ancora)….poi ci sono Fausto, Serra e Pacini ad Honorem, e centinaia di groupies sotto i 12anni.
Sono tutti più o meno coetanei oscillando tra le classi ’81 e ’83.
Gente tutto sommato tranquilla,piazzara e un po s***, vita mondana quasi zero e abbastanza sconnessa, il più delle volte nella più totale balia degli eventi. In realtà non si conoscono neanche troppo bene tra loro,ma il loro tatuaggio maori sotto la pianta del piede li tiene uniti, sapendo che porteranno il segreto dei TBC nella tomba,sorella!!!… di fatto completamente estranea dalla cosidetta ‚Äúcomunità HipHop’.
TBC come crew in quanto tale nasce nel 94, ma prima i suoi componenti erano altri. Dal 96 Sniper è entrato a farne parte e da quel momento pian piano c’è stato un ricambio generazionale. In ogni caso il loro incontro lo devono al Liceo artistico Caravaggio che li ha fatti diventare tutti amici e artisti con il vezzo dei graffiti…sono tutti passati da lì,…tutti tutti… anche se Dumer è subentrato proprio nell’anno in cui ormai non c’era più nessuno di loro. Si sono ritrovati subito, avevano le stesse opinioni, gli stessi gusti e sopratutto la stessa concezione di writing…nel senso che hanno sempre pensato che il writing fosse figo in quanto disciplina completamente libera….è questo il suo reale fascino, la più totale e libera interpretazione. Si può essere writer senza dover essere per forza parte di un movimento.

Se non ci fosse stato il writing quali strade avreste intrapreso?
TBC: Le stesse senza essere writer…
RO: Purtroppo io sono particolarmente intelligente e quando ho scoperto che il writing portava solo polsini sporchi e dita fredde ho lasciato tutto, preferendo l’esuberante R’n’R ,appassionandomi di Rockabilly e Psychobilly…

In che modo l’ambiente in cui vivete ha influenzato le vostre scelte e il vostro stile?
BU: Io vivo ormai da molti anni fuori Milano, a Burago di Molgora, anche se sono nato comunque a Lambrate, quindi dalle mie parti non ho mai potuto avere molti esempi validi…ma da quando ho cominciato a venire a Milano tutti i giorni per andare a scuola mi si sono aperti gli occhi. L’ambiente di Milano, in particolare la zona est,ha influenzato molto le mie scelte.
DU: Il mio writing è stato influenzato dalla voglia di fare qualcosa di speciale e un po’ più particolare
OB: Il mio quartiere è sempre stato mal freqentato… magrebbini, cinesi, alcolizzati, travoni e assassini hanno da sempre occupato le strade della mia zona….una giungla, dove anche solo per una sizza bisogna scannarsi…in tutto questo un mio amico è diventato un famoso giocatore di calcio palleggiando con le arance; un’altro è diventato campione di boxe prendendo a pugni un vitello surgelato, io ho provato a diventare ballerino di sirtaki, ma invece sono giusto riuscito a prendere la quinta elementare. Sò a malapena leggere….e scrivere
RO: A me influenzano da sempre delle cose che per capirle bisogna aver studiato, e non aver passato la vita a giocare col diablo come i punkabbestia…

È assodato che stilisticamente vi siete differenziati dal resto di Milano, ma come vedete gli stili diversi dal vostro?
RO: Sono sempre stato propenso alle schifezze e bassezze dell’essere umano e ragiono convinto che tanto alla fine ho ragione io.
OB: Non saprei ben definire quali stili preferisca rispetto ad altri.
Diciamo che,senza nulla togliere, sono saturo dei classiconi, oramai non mi interessano più…sono più per le pazzie, per gli esperimenti. Sicuramente prediligo dei generi più europei, tipo, crucchi, francesi, cechi e scandinavi, che secondo me hanno dato tanto alla scena totalitaria del writing per quanto riguarda forme e colorazioni. La scena italiana è purtroppo senza caratteristiche proprie secondo me. Qualcuno, mesi fà, su un forum mega HH, ha definito la vecchia Milano come una città unica in Italia e nel mondo per particolarità di stile e per il suo spavaldo attaccamento alle radici….Secondo me era così una volta. Da quando, negli ultimi anni, questa città si è diciamo‚ aperta, non si è fatto altro che uniformarsi a tutto il resto d’Europa, dando vita, tranne rare eccezioni, soltanto a un grande spirito di emulazione più che di sperimentazione, come se ci fosse una specie di paura ad osare…
RO: Lo stile più bello di tutti ha le banane in testa e le creepers ai piedi mentre suona il contrabbasso..
BU: Secondo me non ci sono tanti ‚ “stili di grafitti”…lo Stile è uno, e come tale o c’è o non c’è.
DU: Per quanto mi riguarda mi piacciono i colori fluo, le belle forme e tutto ciò che è e è….
Il 3d è bello, mi piace, ma lo possono fare solo i colossi del 3d, perchè l’hanno inventato e sviluppato, per cui rimane una cosa loro…
RO: Il mio stile è treddì e porcoddì!!!…

Perchè questa passione per le tags e la scrittura? Com’è nata?
BU: La passione per le tag è nata sui banchi di scuola, sui muri delle aule, dove c’erano una cifra di tag paura. C’era una grande competizione e a furia di voler scrivere lo studio della tag è diventato automatico, di conseguenza abbiamo voluto riportare sullo stesso livello di importanza pezzi e tag…aspetto che in generale viene sottovalutato.
RO: Perchè consumano di meno e i TBC sono tutti dei poveri disgraziati…
DU: La passione per le scritte è nata fin dall’inizio…per dire….quando non ero ancora capace di scrivere la mia tag già scrivevo dappertutto…fogli, muri, scarpe, panettoni, dischi, mobili……è diventata un’abitudine…tutti i giorni almeno due fogli li riempio
OB: Penso che scrivere sia uno degli istinti più naturali e primordiali di un essere umano…si possono trovare mille motivazioni e stimoli per giustificare questa volontà, ma secondo me tutto nasce dall’istinto. Se ho in mano una penna o simili mi viene spontaneo cominciare a scrivere…come un raptus..scrivo dappertutto, appena posso e come posso, anche col dito sul finestrino di una macchina ad esempio…è più forte di me…

Comunque in giro si vede scrivere male…
OB: Per quanto mi riguarda cerco di dare del mio meglio per smentire questa grande verità, anche se non sta certo a me esprimere un giudizio sulla mia città, sono comunque uno degli ultimi arrivati…sò soltanto che mi dispiace tantissimo vedere una città che ha portato il writing italiano a livelli internazionali cadere così in declino…troppi writer-meteora con troppa foga di emergere.
Non dico assolutamente che non c’è più qualità,anzi….ma che c’e ne è comunque troppo poca rispetto alla quantità infinita di writer…
Bisogna anche considerare che purtroppo molte delle vecchie cose che rappresentavano l’alta qualità della Milano di una volta,sono state buffate e di conseguenza cadute nel dimenticatoio….non ci sono più tanti Buoni esempi per una nuova leva se non un’altro ragazzino che ha iniziato a dipingere al massimo un anno e mezzo prima e che non sa niente…
BU:Secondo me è importante fare belle tag, o almeno provarci, e se si vedono brutte cose vuol dire che qualche scarso sta cercando di diventare bravo…a volte è apprezzabile anche solo lo sforzo.
Comunque quando vedo tante tag, belle o brutte che siano mi sento a casa, sono a mio agio….è bello vedere che tanta gente ci crede ancora.
DU: Io guardo il mio…
RO: Se ci penso non dormo la notte, ma anche se m’addormento poi mi sveglio sudato gonfio e agitato…

Su Graffzoo parlavate di intere serate passate a taggare sui fogli…
RO: L’intervista era falsa …abbiamo preso dei soldi per dire quelle menzogne…nessuno si è mai incontrato a scrivere …niente è mai esistito… i TBC sono solo dei poveri mentecatti drogati alcuni dei quali senza permesso di soggiorno…

Raccontatemi una vostra esperienza personale significativa…
SP: Il 5 maggio
DU: 1000 come nessuna
RO: Quando il dottore mi ha detto che avevo l’AIDS e avevo appena donato il sangue a mio figlio che era rimasto in fin di vita inseguito ad un incidente con un travone che lo aveva investito con la macchina lasciandolo tramortito in terra…

Cos’è per voi la competizione?
OB: Trovo che non abbia molto senso mettersi a gareggiare tra wrtiters…il voler diventare ‚Äúil più crasto’ a tutti costi mi pare un utopia più che un’ obiettivo da raggiungere….Bisogna tutt’al più essere competitivi verso se stessi:tentare di osare sempre di più senza porsi limiti e obiettivi.
BU: Io penso che la competizione abbia invece un ruolo fondamentale:stimola il miglioramento dello stile, è realmente la molla che fa scattare tutto..Io cerco sempre di sperimentare nuove cose, di mettermi in gioco e di migliorarmi…Quando mi capita di fare delle tag, pezzi o bozze che non mi soddisfano,mi avveleno…ho subito voglia di far qualcosa di più figo.
RO: Fare a braccio di ferro sui cocci di vetro.

Cosa vi piace fare oltre dipingere?
OB: Il mio piatto preferito è la carne in ogni sua forma, amo la birra, il Risiko, i Simpson, South Park, Jenna Jameson, Anita Blond e i poteri derivanti dall’assunzione di tetracannabinolo.
RO: Nonostante i miei capelli da duro mi piacciono le cose semplici e genuine,i sapori sani dell’orto e le serate con i miei nipotini intorno al fuoco, aspettando un domani migliore per i più piccoli, che, ricordiamoci, sono il nostro futuro!
Non mi piacciono diverse cose:mi fanno incazzare quelli che dicono che ascoltano un po di tutto, mi stan sulle palle i giapponesi e coloro che dicono che vogliono andarsene da questa città di *** o da questa scuola di ***….

Cosa ne pensate dei sistemi adottati dallo stato per reprimere il fenomeno graffiti?
Abbiamo deciso di raggirare il problema assoldando dei pakistani che vanno in giro a fare le tag per noi, così se li li allacciano cazzi loro, andiamo da un altro pakistano…e noi ci prendiamo tutto il merito…

SNI: Dato lo scarso interesse delle domande sottopostemi procederò seguendo l’esempio di un amico che lavora presso la radiotelevisione italiana di cui non posso fare il nome ma che convenzionalmente chiamerò Gigi.M.
Si faccia una domanda e si risponda da solo: “Qual’è il tuo writer preferito, il tuo punto di riferimento nel vasto mondo dell’HH?”
Bene,mi fa molto piacere rispondere a questa domanda che trovo estremamente interessante e ben disposta a fornire spunti interessanti ai fini di una maggior conoscenza dell’artista. Ora,quant’è vero che il Sig.Bruseri è considerabile il primo milanese di Milano,Castor-T.183 è considerabile l’inventore del primo stile selvatico (in inglese Wild Style). Tenuto in ombra da quelle che amo definire ‚ “le forze del sottosuolo” (citazione rivisitata da Gordon 7), Castor-T.183 è sempre stato un personaggio scomodo nella scena newyorkese,troppo avanti per i suoi tempi. Si scontrò più volte con i suoi conterranei da cui guadagnò 18 coltellate, 12 della quali colpirono gli arti superiori.
Questo accadimento gli arreco un parziale deficenza che gli permise però di elaborare spontaneamente lo stile che tutti conosciamo e rispettiamo, riconoscendo in esso i semi di una ‚”follia razionale visionaria”. Di Castor-T.183 vorrei poi porre un accento particolare sulla natura delle sue lettere ‚ tecnocratiche.
Procedendo con un’analisi formale della sua ‚”struttura graffito” per quanto superficiale essa possa essere vorrei partire da tre elementi da lui inventati:
-Cranks
-Bazooka Fingers
-Goliath opium jobs
Tremendo!!
Il nome di Castor potrebbe essere sostituito alla parola innovazione.
Di Cranks e di goliath opium jobs non credo ci sia bisogno di parlarne,vorrei invece esporre i Bazooka Fingers: Il 3d è sempre stato un ostico nemico del writer, le bazooka fingers sono nient’altro che un raggirare il problema, unire statics-structures e roosters non poteva che essere una caliente trovata di Castor-T.183….pura energia!
Chiudo dicendo grazie Castor e facendo un imbocca al lupo alle nuove leve dell’HH in ognuna delle sue discipline:Writin’,Breakin’,Djin’,Rappin’,Frisbin’ e Skateboardin’.

Cosa vi augurate per il futuro? Progetti?
RO: Per il futuro mi auguro tutto ciò che ho imparato dall’HH: soldi da spendere & fighe da stendere.
Progetti?
1-distruggere l’umanità
2-ricaricare il cellu.
OB: Il futuro non esiste…
DU: Tante belle cose…

Sia l’HH come il R’n’R derivano dall’America,quindi i TBC Golden Boys non si sentono italiani e vivono l’ambiente italiano come degli immigrati…Bufer è addirittura africano…..
Chiediamo scusa per il nostro italiano non corretto e salutiamo:
Le nostre famiglie e i nostri antenati,Vmd70’s, Vds-Fia, Nbw, King Kong Store crew, Fritz, Rebel Ink, Il Panza, 12 Hertz&Njj, l’ing. Bombarda, Lama e Lucy, Pacini, Chevo di ‚ Chevo&Deus e Deus di ‚Chevo&Deus, Zio, Gange, Jacque le Blond, Cruz, Drime, Paolino, Zonyc-Kla e la Mela, Luna, Sara, Jamaica, Prof. Ubee ‚ the King Corradi aka Indianapolis (dove *** sei finito bb***?), Il Lorra, Philippe, Il Sud, Il quarto concorrente, Alessio Palestro, Verza, Vj Erektus, il Fleyza, Matteo, Consiglio.
Fedeli alla linea.

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