URBAN QUEENS. Street art al femminile

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FAITH 47 South Africa | JANA JOANA Brazil | BTOY Spain | LILIWENN France
ANANDA NAHU Brazil | LYDIA EMILY Usa | MYMO Germany | INDIGO Canada
PAX PALOSCIA Italy | CUORE Argentina | ALITA from ORTICANOODLES Italy | NAIS Italy
ALICE PASQUINI Italy | EMEDEMATI Spain | MISS EU Italy
SENSO Italy | JESSICA STEWART Usa | FAUNAGRAPHIC Uk

Dal 13 al 16 ottobre 2011
Spazio Concept, via Forcella, 7 – Milano
Opening giovedì 13 ottobre 2011 dalle ore 19 alle 24
live painting di BTOY ore 21,30

URBAN QUEENS. Street art al femminile

Dal 13 al 16 ottobre Urban Painting ospita nello Spazio Concept di Milano Urban Queens, una mostra collettiva che riunisce alcuni dei nomi di spicco della street art internazionale al femminile.

Da Faith47 che ha acceso i riflettori sull’urban art sudafricana con i suoi lavori socialmente connotati, alle sei stelle dell’universo urban italiano: Pax Paloscia, Senso, Nais, Miss Eu, Alice Pasquini e Alita, metà del collettivo milanese Orticanoodles. E ancora il mondo ipercolorato dell’argentina Cuore e delle due spagnole Emedemati e Btoy. Esposte allo Spazio Concept anche le brasiliane Jana Joana e Ananda Nahu, le fotografie di Jessica Stewart, gli eco-graffiti dell’inglese Fauna graphic, i lavori della canadese Indigo e quelli di Mymo, di stanza a Berlino. Parte dello show anche l’aerosol artist francese Liliwenn e la statunitense Lydia Emily con i suoi controversi ritratti.

Urban Queens prosegue il percorso iniziato con Female Street Art on the Roof, il primo group show in Italia dedicato alle donne della street art, allestito in un attico di Milano lo scorso settembre e promosso da Urban Painting in collaborazione con la giovane curatrice Costanza Sartoris.

Con questo secondo progetto Urban Painting e Costanza Sartoris inseriscono l’Italia in un filone internazionale di mostre, happening, organizzazioni e libri dedicati all’urban culture al femminile. Dal libro del 2006 di Nicholas Ganz Graffiti Women, Street Art from the Five Continents, ai festival francesi Kosmopolite e étoiles Urbaines a We B*Girlz, un libro della leggendaria fotografa e autrice di Subway Art Martha Cooper, a cui è seguito l’omonimo festival, organizzato per presentare queste “donne forti e indipendenti come modelli per le generazioni future e mostrare a tutti che c’è un posto significativo per loro in questa cultura mondiale”

E in questa scena internazionale, le donne sono presenti già dagli albori: sono gli anni Settanta quando nelle strade di New York affollate di tags compaiono anche quelle di due ragazze, Eva 62 e Barbara 62, a cui si aggiungerà quella di Lady Pink ad oggi una delle più prolifiche (donne) dell’aerosol art mondiale.

Le artiste presenti in mostra a Urban Queens raccolgono l’eredità di queste tre writer pioniere dell’urban art che hanno aperto la strada a decine di artiste un mondo dominato dagli uomini, in cui le donne hanno sempre lavorato, cercando di tenere lontano lo stereotipo che le vede parte di questa cultura solo in quanto fidanzate di qualcuno o groupies.

La conquista di un muro per queste artiste significa qualcosa di più che per i loro colleghi e non si tratta solo del rischio maggiore corso dalle donne che dipingono la notte, in posti isolati o in contesti già pericolosi anche per gli uomini.

La conquista di un muro e la realizzazione di un pezzo o di un’opera è una questione di rispetto e di riconoscimento del proprio valore come artiste, “umane, sessuate, nomadi, mortali del tipo femminile, chiamateci semplicemente donne d’oggi”[1] in una scena troppo spesso machista.

La conquista di un muro oggi è quello che ai primi del Novecento era la conquista della famosa “Stanza tutta per sé” che dà il titolo a uno dei saggi più conosciuti di Virginia Woolf. Una stanza che sia un luogo di indipendenza e di libertà di espressione in cui la donna creativa possa finalmente “uccidere l’angelo della casa, che abita gli strati più profondi della sua identità, […] quell’immagine di donna che si oppone all’auto realizzazione”.

Una stanza come un muro. Ai primi del Novecento, come in questi anni Dieci. Spazio fisico in cui proiettare sé stesse, “aggiungendo un proprio flavour, un proprio stile e gusto tutto femminile a quello che gli uomini stanno facendo e renderlo anche nostro”. Parola di Missy Elliott, una delle produttrici e artiste americane più rispettate della scena hip hop mondiale.

Testo a cura di Serena Valietti

Orari

Venerdì 14 ottobre dalle 15 alle 20
Sabato 15 ottobre dalle 15 alle 24
Domenica 16 dalle 15 alle 20
Ingresso gratuito

Informazioni
urbanpainting@ymail.com
http://www.urbanpainting.info/

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