Winter trip in Hamburg.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Se dovessi consigliarvi una visita ad Amburgo, vi direi di andarci in primavera o d’estate: una bella città, attraversata da canali (si trova alla foce del’Elba) su cui si affacciano splendidi palazzi in classico stile anseatico, e che ospita al suo centro un lago naturale navigabile circondato da grandi parchi.

Amburgo è il secondo porto per grandezza e importanza in Europa ed è la capitale tedesca della comunicazione (quotidiani) e dell’advertising.

Una città ricca e colta. I bombardamenti della 2a guerra mondiale hanno fatto strage dei più antichi quartieri risalenti a quando Amburgo era una “libera città” della lega anseatica, ma non tutto è andato perduto e quello che si è conservato merita: inoltre se proprio foste in affanno da stimoli storico-culturali in 40 min. di treno si arriva a Lubecca, che è uno gioiellino, senza considerare che il viaggio si snoda lungo una railway che è dipinta senza soluzione di continuità…

Proprio a lato della stazione centrale dei treni di Amburgo, imperdibile il museo d’arte moderna soprattutto nell’ala nuova Galerie der Gegenwart dedicata all’arte contemporanea.

Se dal centro iniziate a spostarvi verso St.Pauli, il quartiere a luci rosse che è diventato anche centro generale della vita notturna, e risalite verso il cosìdetto quadrilatero di Markt str., la città prende un’aspetto meno fighetto e si inizia a vedere qualche cosa d’interessante. Flop a dozzine, pezzi ad ogni fermata della metro (ci sono una decina di linee) ecc.

Se considerate che da Amburgo viene Daim, vi potreste aspettare sofisticatezze e modernità d’ogni sorta; ma la verità viene a galla con il passare dei giorni della mia permanenza: se dicessi “nulla di che” sarei probabilmente esagerato, ma lo stato dei fatti è che non ho avuto voglia di fotografare neanche un pezzo.

Solitamente torno a casa con uno stock di tag e flop che basta per qualche secolo… ma non ho visto niente che si scosti più di tanto dalle classiche argentate tedesche di fine anni ’90.

Per la verità sono stato sopreso da certi particolari (“sociologici”?): abituati come siamo a tedeschi che si crossano dopo 10 minuti, direste mai che ho visto pezzi di Daim del 1996 perfettamente integri senza neanche una tag, al massimo qualche manifesto elettorale strappato?

E per quanto non ami ammetterlo, l’unico pezzo per cui valeva veramente la pena di soffermarsi era un pezzo di Daim + soci vari datato ottobre 2003: anche il lettering non era il solito stampino di Daim (e qui mi dovete scusare, la mia avversione per quel genere di produzioni dev’essere così radicata che non ho scattato nemmeno un click…, ma onestamente meritava).

Se pensavate che la germanica scena hardcore avversasse generi alla Daim, vi dovrete ricredere: i pezzi almeno, erano perfettamente rispettati.

Per il resto: stickers e stencils ovunque. Una vera esplosione, si direbbe abbastanza recente. Qualcuno anche divertente, qualcuno di meno (come quello qua sotto), tutti ad un livello pari a quello italiano, niente di trascendentale. Curiosa l’incredibile quantità di stencils fatti sugli stickers postali: mi sembra di ricordare che una volta si facessero sui muri, ma forse è più sicuro lavorare al calduccio a casa, meno rischi meno stress…

A differenza di Berlino, rooftop pochini e tag mediocri. Il centro poi, è pulito come se ci abitasse Cenerentola.

Un’altra curiosità è il buff: stickers su pali e lampioni pubblici vengono regolarmente verniciati.

Ho capito, direte, ma chi è il king?
Ce ne sono 2; una sigla in corsivo MRS che non ho capito per chi o cosa stia, ma è ovunque. E poi “lo smile”: la città ne è letteralmente invasa, non ho idea di chi ne sia l’autore, ma ti guarda beffardo ad ognidove ed è proprio identico a quello qui sotto.
Che ho fotografato a Milano una settimana dopo essere tornato da Amburgo, boh…

Posted in Uncategorized Tagged with: