Zenok interview

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Ciao Sandro, sono passati diversi anni dalla nostra ultima chiacchierata, cosa ci racconti di nuovo?
Ciao Sara…E’ un piacere chiacchierare ancora una volta con te. Sono trascorsi un pò di anni, tristi e felici, noiosi e caotici, ma non credo abbiano stravolto tanto la mia vita, anzi… In questi ultimi anni, ho meditato molto su ogni bella o cattiva esperienza mi sia capitata…l’ho frammentata e analizzata, accorgendomi di non aver dato ancora abbastanza…
Sarà normale?
Nella vita di ogni giorno, lavoro nel mio laboratorio di arte del vetro con la mia famiglia, sono impegnato nel volontariato, studio musica, dipingo…..penso e osservo molto, apro bocca per mangiare, bere, baciare e a volte per respirare affannosamente. Nel marzo 2004, ho avuto la fortuna di essere invitato ad esporre all’Airbrush…..esporre? E cosa? Ti giuro, non ho dormito la notte! Bhè, credo che l’Airbrush mi abbia aperto gli occhi….ho scoperto quante emozioni posso provare dipingendo su tela…..e questo lo devo soprattutto a due carissimi amici.
Oggi lavoro molto su tela e su vetro…il writing? Ultimamente è in secondo piano!

Nel frattempo come pensi che si sia evoluta la scena?
Nella calda terra in cui sono nato, il writing si muove discretamente, ovvero, c’e’ chi da l’anima e c’è chi gioca ad abbattere ciò che di buono è stato creato. E’ tutto nella normalità….non mi spaventa affatto, anzi, il tempo darà i suoi frutti….basta avere pazienza! Nuovi talenti o correnti artistiche emergenti? Dipende dai punti di vista….per quanto mi riguarda, no, assolutamente. I miei occhi non hanno captato nulla di così esageratamente fresco e sbalorditivo…..ma con questo non voglio offendere nessuno è solo un mio parere personale.
Credo che elementi di spicco come Wany, Zed-one, Dare, l’intera Mcklaim e la FX, con le loro idee, tra storia e innovazione, abbiano contribuito molto a far crescere la nuova generazione delle mie parti, nel bene e nel male, ma col tempo sono sicuro che qualcuno farà parlare bene di se…..ne sarei felicissimo!
Per quanto riguarda l’ambito sociale, bhè c’e’ da dire che molte manifestazioni artistiche hanno spesso e volentieri inserito nel programma, esibizioni di writing dal vivo, e questo non ha fatto altro che avvicinare il pubblico più grande dimostrandogli che il writing non è sempre vandalismo, ma arte, aggregazione e cultura…..quindi, tirando le somme, (tralasciando alcuni episodi di puro vandalismo, che non mancano mai), non tutti ci odiano.

E rispetto a quando hai iniziato?
Ho incominciato nei primi anni novanta (…che nostalgia…), quando non era ancora “moda”.
Gli anni novanta, hanno un grande e inestimabile valore per la mia esperienza artistica. Ho iniziato a dipingere perchè sentivo un bisogno innato di concretizzare le mie idee sotto forma di disegni e lettere, con materiali e superfici diverse.
Qualsiasi cosa impressa su foglio o su muro, mi fa sentire bene con me stesso, mi riempie completamente.
In principio non ho mai scritto il mio nome, bensì parole in inglese che in quel momento o periodo, avevano per me un significato importante: grunge, pop, elated, oneway, gasp, graffiti, peace, love, free…
Solo nel 95, ho incominciato a scrivere il mio nome….ovunque! La mia concezione di writing negli anni è maturata. Ho conosciuto questa “disciplina” consapevole di andare contro a imponenti istituzioni pronte a sotterrarti… Mi piaceva sfidarle, lo ammetto.
Nel corso degli anni, ho imparato a sfruttare le mie potenzialità artistiche cercando di evitare, nel limite del possibile, tag, throw-up, bubble e devastazione di ogni genere….semplicemente perchè non le ritenevo più importanti. Molti mi odieranno per questa mia affermazione, ma ci tengo a precisare, che non disprezzo affatto tag e quant’altro….soprattutto se fatte a dovere e da chi ne ha compreso l’essenza…
Credo, che il writing sia diventato così popolare e commerciale che spesso tag e throw-up ce li ritroviamo stampati sui jeans, sugli zaini, astucci, quaderni, cappellini, in onda su spot pubblicitari, sigle e loghi tv….non è affatto da sottovalutare. Il writing, o meglio, l’hip-hop in generale, oggi, viene s***to e spacciato per moda a costo zero…..mi dispiace ma non è un mondo che mi appartiene più. Oggi continuo a dipingere perchè ritengo il writing, (quello vero), arte, e quindi cultura e soprattutto mezzo di aggregazione sociale.

Cosa ti spinge a continuare a dipingere nonostante siano passtati tanti anni?
I mille problemi e i pregiudizi della gente contro il writing, non esisterebbero se non ci fossero quei tanti writers dediti solo al bombing, o meglio alla “distruzione”! Oggi non serve più! La gente è stanca di vedersi le proprie case distrutte….la propria città ridotta a schifo da ridicole tag e flop senza alcun senso. Negli anni ’80 avevano un senso…nei primi anni ’90 avevano un senso….oggi sono una moda incontrollata e stupida. …ma per quanto mi riguarda, i pregiudizi, cattivi o buoni che siano, non mi toccano, nè condizionano quello che faccio.
Ho sempre considerato il writing una disciplina fondata sull’evoluzione della scrittura, sul lettering…
Ho studiato fino ad oggi tanti metodi e tante soluzioni per scrivere il mio nome nel modo che più mi differenzia dagli altri….ho copiato, non lo nascondo, ho modificato, ho capito e ho costruito a mio modo grazie a chi c’è stato prima di me. Niente di più. Ritornando alla tua domanda… Molta gente estranea a ciò che faccio, spesso mi chiede: …che domande odiose…! In verità le odio perchè non ho mai saputo dare una risposta appropriata…
Perchè scrivo?
Ho scoperto questa disciplina sfogliando la famosa rivista “skate” del 1990 o 91, che riportava l’intervista ad un writer milanese chiamato “rush”, (spero di non sbagliare), il quale spiegava (grazie anche alle foto in sequenza) le varie fasi per costruire con lo spray su muro il proprio nome. Affascinato da questa cosa chiamata “graffiti”, ho subito comprato due colori e ho improvvisato un graffito su un muro in periferia….scrissi “grunge”…..ero così esaltato dal risultato che decisi di ripeterlo più volte ovunque ovunque ovunque! Solo col tempo, documentandomi, ho capito la sua importanza! Quindi, ho incominciato scrivendo, senza saperne il motivo, mi piaceva tantissimo….oggi mi è naturale risponderti che provo ancora piacere a scrivere il mio nome, a creare lettere sempre più originali, distinguendomi dagli altri writers….provo piacere ad essere stimato e apprezzato e perchè no, anche criticato negativamente…..in fondo, non posso piacere a tutti, anzi, la critica costruttiva, mi ha sempre portato a maturare ulteriormente. Bhè, spesso mi succede di riflettere e tirare le somme. Cosa ho concluso in 10 anni?
Non ti nascondo che ho attribuito la colpa al writing per non essermi impegnato con gli studi dopo il diploma, per non aver lavorato durante le stagioni estive, per aver trascurato la mia ragazza in un periodo per lei molto triste, la mia famiglia….tutto per amore del writing…..può sembrare strano, ma se potessi tornare indietro nel tempo, cambierei molte cose.

Pensi che sia possibile riuscire a vivere di questa passione?
No, assolutamente.
I miei pochi lavori su commissione, mi hanno sicuramente aiutato economicamente, ma non è di questo che mi piacerebbe campare.

So che stai provando a dipingere anche su superfici diverse.
Come ho già detto, mi sono avvicinato alle tele, grazie all’insistenza di due amici, per l’evento internazionale “airbrush 2004” svoltosi a Milano.
Non credevo assolutamente di riuscire ad esprimermi su superfici così limitate e inconsuete al mio genere di pittura.
Infatti, non sono rimasto molto soddisfatto del risultato… probabilmente perchè ho dipinto con ansia, paura di sbagliare o di fare brutta figura.
Così non è stato, per fortuna, ho ricevuto molti complimenti e persino venduto due lavori.
Tornato dalla stupenda esperienza di Milano, ho voluto approfondire la tecnica dello spray su tela.
Gli ultimi lavori raffigurano personaggi femminili… per lo più sono degli studi, perciò non li reputo di molta importanza.
Per quanto riguarda le mostre o esposizioni e quant’altro, non mi dispiacerebbe farmi conoscere, anche se è un mondo nuovo ai miei occhi e sinceramente non saprei come muovermi. Mi piace dipingere, questo è certo, ed è l’unica cosa che mi interessa… non perdere mai la passione per la pittura.

Cosa ne pensi dell’apporto che internet sta dando al writing?
Internet è un mondo così vasto, ricco di risorse ma pericoloso per chi ne sottovaluta la sua grandezza.
Nel nostro caso, è una via veloce alla fama che tanti desiderano ancora prima di saper prendere in mano uno spray (che ridicoli), ma altrettanto una possibile minaccia per chi si espone con materiale fotografico compromettente, parlo ovviamente di pittura su treni, bus, auto, aerei, navi da guerra, shuttle, mongolfiere, su internet trovi anche writers che si sono dipinti la luna!!!
La cosa che mi dispiace maggiormente è che si è perso il piacere di comprare le riviste specie quelle fatte in casa, (oramai scomparse con l’arrivo di internet) magari in bianco e nero, rilegate male, ma meravilgiose e uniche.
Tra le tante in mio possesso, volevo citarne due veramente uniche e rare: MEGADRY, ideata nel Veneto nell’anno 93-94 da Natas & Company, Iktroneex, Chato e altri, in formato A3 e in bianco e nero. ILL FAME #00 ideata da Wany nel 96, in bianco e nero, con reportage su Roma e Berna.
Oggi, invece, c’è la chat, msn, le webcam… è molto più veloce, ognuno ha la sua paginetta con il suo speciale, si è visti da tutti, ma non è mai fin troppo sicuro e molti sanno il perchè!

Come pensi che questa cultura si sia evoluta in questi anni?
Parliamo solo di writing, data la mia ignoranza in campo di rap, djing e breaking.
Senza ombra di dubbio, il writing in italia ha subito un evoluzione spaventosa, a livello di tecnica e stile.
Negli anni novanta predominava il wild-style con sfondi piatti e poco curati per dare risalto alle lettere.Oggi si è stravolto tutto, sfondi incredibili e curatissimi, lettere 3d, puppets che sembrano reali è un’altra generazione ed è giusto che sia così, se fossimo fermi ancora ai classici wild-style, ci sarebbe da preoccuparsi, anche se a dire il vero, ai miei occhi il lettering, oggi, viene un pò sminuito e messo un in secondo piano.
Per quanto riguarda gli eventi importanti come il “meeting of style”, sono contento perchè uniscono tante realtà diverse, tanti stili differenti a confronto. Ma non dimentichiamo l’enorme sforzo lo hanno fatto ancor prima eventi come il Panico Totale, Indelebile, Italian Diaspora, Gusto Dopa, Hip-Hop Village e tanti altri eventi nazionali e internazionali, che hanno dimostrato che siamo sempre uniti per crescere e migliorare specie oggi, abbiamo bisogno di dipingere, ballare, suonare, gridare, per distrarci dallo schifo che ci circonda.

Che progetti hai per il futuro?
Penso al mio futuro, lontano dalle città, dal caos e dallo stress.
Vorrei vivere in una bella e piccola casa in campagna con la persona che amo…un lavoro che mi consenta di sopravvivere e tanta voglia ancora da dedicare all’arte e alla musica.
Non chiedo altro!


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