Zuek interview

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Ciao Zuek, raccontaci qualcosa di te!
Sono prossimo ai 25, e la prima volta che ho messo le mani seriamente su uno spray è stato in un agosto del ’94… avevo 17 anni e non mi era ben chiara la situazione alla quale mi stavo affacciando. con il tempo ho preso coscienza della cosa e ho conosciuto un pacco di gente in gamba. SI & MOD sono i miei gruppi.

Quando hai cominciato a dipingere? C’è stato qualcuno che ti ha influenzato oppure è stata una cosa spontanea? Di chi erano i pezzi che vedevi quando hai iniziato?
Un’ impronta decisiva mi è stata data da Fakso, in tutto. Erano suoi i pezzi che si vedevano in giro per la città ancor prima che mi sporcassi le dita di vernice. La mia cittadina era poi sotto forte influenze della allora avanguardistica scena vicentina, KAH, ONIS, IAVE, NEEX…

La scena della tua regione il (Veneto) è molto attiva… ci sono grandi bomber ma anche persone che portano avanti discorsi artistici di una certa rilevanza. Vorresti parlarcene? Mentre riguardo a quella italiana cosa ne pensi?
Personalmente trovo che il bombing e quello che gravita attorno ad esso sia estremamente artistico, più di quanto possa risultare un ritratto iper realista su una parete. I portoni devastati di tag, i trowup argento e nero, gli stikers… mi riempirei la casa di queste immagini… è questione di mentalità, non di attitudine o talento artistico, ogniuno affronta la cosa come meglio crede. Le pareti della cremeria sono valide, con alcuni di loro mi è capitato pure di dipingere su treno. La scena italiana?! mmm boh? ha avuto alti e bassi, ma il fatto che i treni siano più o meno fattibili un po’ ovunque la rende alla portata di molti e appetibileanche ai writers esteri… c’è un sacco di gente che si distingue anche in fatto di originalità che a mio avviso è una componente importante per un writer.

Com’è avvenuto l’incontro con Naso? Vi conoscevate già prima di diventare i super *** oppure vi siete avvicinati grazie agli interessi in comune? Com’è nata la vostra crew e quando? Fai inoltre parte della recente MOD, da chi è formata e cosa significa questa sigla.
Naso lo conobbi a scuola… era un tipo riservato, mi metteva in soggezzione. L’estate di quell’anno, nel ’94, comminciai a dipingere e nacque in quel periodo SI… non conescevo nessuno all’epoca che non fosse della mia città, poi negli anni abbiamo allargato il giro e abbiamo pensato ad un gruppo che coinvolgesse le persone con le quali avevamo dipinto fino a quel momento, RES e SIKA prima, CENTO, RAME e BLEF poi oltre che naso ed io. MOD significa “masters of disaster”.

Hai avuto ostacoli da parte della tua famiglia? Come hanno reagito al fatto che dipingessi.
“Questa è una grande delusione”. Mi ricordo come fosse ieri le parole di mia madre quando mi sgamò una foto scattata da fakso che mi ritraeva in azione…avevo 17 anni e a mia madre non è mai andata giù sta cosa.

Com’è nato e si è evoluto il tuo stile, il fatto che tu dipinga su treno giustifica il fatto che i tuoi pezzi siano abbastanza semplici.
Tutto quello che realizzo a livello visivo ha questa impronta “razionale” che sia una foto, un pannello su tela ecc. Sul treno ho voluto portare questo aspetto, amo le cose semplici e di impatto come lo sono i loghi delle t-shirt o le insegne luminose. Il fatto che le mie cose siano formalmente semplici aimè non accellera la realizzazzione del pezzo. Attualmente realizzo
lettere con grossi 3d spesso uso due colori a volte addirittura uno solo e lascio il colore del treno come base.

Cosa conta per te maggiormente: il lettering, gli effetti, il colore, le dimensioni o che altro…
Tra le quattro cose che hai elencato forse quella che mi interessa meno sono gli “effetti”. Amo le tinte piatte che risaltino il lettering, le dimensioni contribuiscono ad un maggior impatto e per quanto riguarda i colori… beh, c’è stato un periodo in cui dipingevo solo con bianchi neri e grigi, ora mi piacciono i colori “shocking”, super brillanti, fluo, di cattivo gusto, anni ottanta.

Realizzi moltissimi whole cars, cosa sta dietro ad un progetto così ambizioso?( tempo…mezzi ecc. ) e qual’è il risultato emotivo che ne ricavi?
… nessun progetto dietro è che sono sfondato di soldi e mio padre e un’avvocato di grido. Non è vero, chiunque si trovi di fronte ad un treno aspirerebbe a dipingerlo da cima a fondo… quando è possibile lo si fa. Penso che non cancellerò mai dalla mia mente quelle sette carrozze dipinte dalla testa alla coda che hanno attraversato i binari sull’acqua a Venezia… non sembrava un convoglio di treni, era uno stick argento che camminava.

Che emozioni ti regala la yard? Ti fa ancora lo stesso effetto nonostante siano ormai numerose le volte in cui ci sei entrato?
Ci sono dei luoghi dove sono stato a dipingere che sono di una suggestione incredibile, il lido di ostia per esempio. Per entrare abbiamo percorso un sentierino di sabbia in mezzo alla boscaglia e abbiamo aspettato l’alba seduti su un traliccio.

Cosa ne pensi dei recenti sistemi di sicurezza che hanno introdotto le fs, mi riferisco alla vigilanza oppure agli allarmi silenziosi delle metro.Li ritieni efficaci?…invece per quanto riguarda le pellicole, è risaputo che tu e altri le strappate.
Sono una rottura di ***… ma fa parte della “cosa” no? Le pellicole hanno ridotto drasticamente la vita di un pezzo che ora se ti va bene dura forse un mese a farla grande… prima era una figata. C’è stato un periodo in cui le littorine che girano da noi (che in realtà fanno una tratta piuttosto lunga) venivano dipinte nella nostra yard, a treviso e venezia, magari la stessa sera… capisci che a lungo andare i convogli erano saturi di pezzi e più di una volta abbiamo crossato i nostri stessi pezzi. Pellicole?! All’epoca erano solo delle voci e cmq ora spellicolo raramente, troppi sbatti.

Sei mai stato a dipingere all’estero?Puoi fare dei paragoni con quello che hai visto rispetto alla nostra situazione.
Ho dipinto a Berlino e in Spagna… non ho girato moltissimo. A barcellona è un disastro e a mio avviso in italia è ancora, nonostante le misure di sicurezza,una situazione privilegiata. In Spagna ho potuto constatare quanto sia avvelenata la polizia e quanti sbatti devi fare per dipingere.

Te la sei mai vista brutta qualche volta?
Mmm… si, capodanno di un paio di anni fa’. Mentre scappavamo mi sono girato ed ho visto che un cane annusava il *** a 100, detta così fa ridere ma poi lui ha sboccato e noi avevamo un senso di nausea per la botta di adrenalina… li è stata brutta, anche perchè eravamo in una yard a venezia ed era circondata dall’acqua.

Realizzi prima delle bozze oppure dipingi in freestyle?… lo so che può essere una domanda retorica, comunque treno o muro? Perchè hai dato così tanto spazio al primo ambito piuttosto che al secondo.
Prima realizzavo sempre il pezzo su carta con una bic, ora spesso butto giù quello che ho in testa sulla linea dei pezzi precedenti… il treno da più emozioni, non ho mai dato molto spazio alle murate perche in principio se avevo due lire per gli spray le impegnavo per i treni… ma qualche muro lo faccio pure io.

E’ più facile vedere un tuo treno in stazione che su una fanza,insomma non sei il genere di writer che spedisce il suo materiale a tutte le riviste. Come mai? Non ti interessa avere un riscontro con il pubblico?
Le fanze mi piacciono, e dovrei spedire un po’ più di foto hai ragione… magari mi farebbe anche gioco con le tipe.

Cosa ne pensi delle jam e in particolare dell’evento milanese dell’airbrush al quale sei stato invitato. Ti ha fatto piacere essere tra gli ospiti?
Mi pare che in questi anni le jam abbiano meno riscontro e per le esposizioni di writer in gallerie o spazi adibiti in italia siamo, rispetto alle altre citta europee, veramante in dietro… non so se la cosa prenderà mai piede. L’air brush rispetto
all’altro anno mi è parso un po’ giù di tono ma mi ha fatto piacere esserci.

Ritieni che rispetto al passato sia sempre meno la gente attirata da questi eventi oppure che il fenomeno delle manifestazioni sia in crescita?
Ricordo una vecchia jam ad ancona… juice. Non so quanta gente fosse arrivata ma la sera nel palazzetto dove hanno fatto il party era un disastro. La mattina seguente una volante fermava man mano tutti quelli che uscivano, non ci sono state in italia altre convention di quel calibro.

Cosa ne pensi del panorama delle fanzine italiane? Perchè secondo te i nostri prodotti spesso non sono apprezzati all’estero?
Penso che all’estero gli ambiti creativi diano più spazio a gente come noi. Dalla francia, dall’inghilterra escono dei giornali veramnete validi… se ci fossero delle riviste che curassero ciò che sta anche attorno al “pezzo” forse anche all’estero ci cagherebbero di più… boh?!

Quali sono i writers che apprezzi maggiormente?
Eh, facile… un writer che in principio mi ha esaltato è WUT (hannover), ESPO & TWIST (NY-LA),FOE… in italia sono tanti, molti sono amici miei.

Spesso l’interesse per il writing si espande ad altri campi, come ad esempio il design, oppure la grafica, nel tuo caso sei anche un fotografo professionista, vorresti parlarci di questa tua attività?
Mi piace la fotografia e collaboro con alcune riviste di skate e moda, spesso mi capita di lavorare per delle riviste “erotiche” e per ditte di abbigliamento. Amo fotografare ciò che mi interessa, ho molte foto di breaker, 1200 e gruppi hip hop piuttosto spessi, penso che sarà la mia attività futura…

Hai altri interessi oltre a questi già noti?
Beh, ho studiato in accademia di belle arti e questo mi ha dato la possibilità di esporre opere non legate al writing anche se le ultime cose a cui sto pensando coinvolgono questo aspetto, seguo, a livello fotografico, lo skate lo snow,bmx e cross freestyle…

…Descrivici una tua giornata tipo.
Mi sono diplomato in accademia di belle arti ed ora sto cazzeggiando… mi sveglio non troppo tardi, spesso seguo set fotografici per riviste… diciamo”erotiche”, ma la gente pensa che il fotografo in questo caso possa divertirsi, invece non sanno che sei talmente preso dal lavoro che non ci pensi nemmeno a quello che ti sta di fronte, e come chiedere ad un
pasticcere se si abbuffa di dolci mentre lavora… è un mondo strano che però da lavoro a molta gente. Il paragone con il writing mi viene spontaneo, sono entrambe realtà “undergrownd” soggette a pregiudizi…

Pensi che la presenza di una ragazza o di una famiglia possa influire sull’attività di un writers?
Spesso fanno la loro parte, ma è giusto mediare… ci sono stati periodi in cui non avevo modo di decidere se andare a dipingere o stare con una tipa perchè non avevo una tipa… meglio avere la possibilità di decidere non credi?! Poi ad ogni cosa bisogna dare il suo spazio.

Nell’intervista sull’ultimo numero di 10000maniacs,tu e naso dicevate di stare pensando ad un libro non sul writing ma sui writers, a che punto è?
In realtà il progetto e solo di Naso, è un libro fotografico di gente che dipinge su metro e treno, le sue foto sono estremamente suggestive… GRAPHOTISM gli ha addirittura dedicato una copertina di un numero nel quale potreste vedere le sue foto… spaccano. Mi auguro esca molto presto!

Progetti per il futuro?
Su carta e con una bic nera, sempre.

Saluti
Sarebbero veramente troppi… tutte le persone con le quali ho dipinto finora e gli amici di sempre, NASO, 100, RES, RAME, BLEF, SIKA, NEO,IAVE, DJ VILLARY & DJ BANO e tutte le persone che mi hanno conosciuto e che hanno una buona opinione di me, hola zuek!

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